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Banco di Napoli quando il nome non basta

° Il Mezzogiorno non ha più un polo bancario autonomo – Il Sud ha bisogno di una nuova Cassa per il Mezzogiorno – Svanita la stagione dei Patti Territoriali – Non cresce l’occupazione ed aumenta la disoccupazione intellettuale – I Comuni sono al dissesto finanziario con lo spaventoso indebitamento delle società dei servizi pubblici – le famiglie non possono risparmiare – occorrono politiche pubbliche per lo sviluppo e l’occupazione e maggiori crediti alle piccole e medie imprese anche con la partecipazione al capitale di rischio – che senso ha la Banca del Sud di Tremonti?

Fu annunciato alcuni mesi fa a Napoli nello splendido salone delle Assemblee dell’antico palazzo del Banco di Napoli in Via Toledo dai vertici del Gruppo IntesaSanpaolo del quale fa parte da almeno 6 anni l’ex Banco di Napoli che la più antica istituzione bancaria del Mezzogiorno riprendeva il suo antico nome: Banco di Napoli.

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L’estate è finita

[lang_it]La lunga estate 2008 è veramente finita: le giornate sono diventate di nuovo corte, la temperatura più rigida, l’acqua piovana che ritorna ad allagare le nostre mulattiere, i turisti che sono andati via, le spiaggie di nuovodsc_0004.jpg deserte, e ritorniamo, per un verso, ad essere di nuovo isola, nel senso stretto del termine, con tutti i suoi pro e contro, ovviamente.

Uno dei segnali inequivocabili che l’estate è definitivamente andata via, è il ritorno ai nostri passatempi invernali preferiti, quali: il calcio, il bar, le sempre più affollate sale giochi e scommesse, il parlarci addosso. Questo diventa il periodo più fecondo, in cui c’è la natalità di un finto associazionismo in cui emerge il solito capetto, i soliti fiancheggiatori, i soliti finti sostenitori, il tutto volto al raggiungimento del solito scopo: costituirsi un piccolo orticello dove farci crescere un po’ di varietà di odori utili alla propria “cucina”, al resto chi se ne frega.

Spesso l’argomento collante di queste associazioni diventa il Comune Unico, che è diventato una specie di password, altrimenti non si può iniziare alcun discorso. Bisogna essere favorevoli al Comune Unico, però poi si creano tante associazioni, molte delle quali doppioni, ma questo per il semplice motivo che se una l’ha fatta Caio, un’altra la posso fare anche Io, e via di questo passo, disperdendo risorse in tanti rivoli, alla faccia dell’unione. [/lang_it][lang_it]La lunga estate 2008 è veramente finita: le giornate sono diventate di nuovo corte, la temperatura più rigida, l’acqua piovana che ritorna ad allagare le nostre mulattiere, i turisti che sono andati via, le spiaggie di nuovodsc_0004.jpg deserte, e ritorniamo, per un verso, ad essere di nuovo isola, nel senso stretto del termine, con tutti i suoi pro e contro, ovviamente.

Uno dei segnali inequivocabili che l’estate è definitivamente andata via, è il ritorno ai nostri passatempi invernali preferiti, quali: il calcio, il bar, le sempre più affollate sale giochi e scommesse, il parlarci addosso. Questo diventa il periodo più fecondo, in cui c’è la natalità di un finto associazionismo in cui emerge il solito capetto, i soliti fiancheggiatori, i soliti finti sostenitori, il tutto volto al raggiungimento del solito scopo: costituirsi un piccolo orticello dove farci crescere un po’ di varietà di odori utili alla propria “cucina”, al resto chi se ne frega.

Spesso l’argomento collante di queste associazioni diventa il Comune Unico, che è diventato una specie di password, altrimenti non si può iniziare alcun discorso. Bisogna essere favorevoli al Comune Unico, però poi si creano tante associazioni, molte delle quali doppioni, ma questo per il semplice motivo che se una l’ha fatta Caio, un’altra la posso fare anche Io, e via di questo passo, disperdendo risorse in tanti rivoli, alla faccia dell’unione. [/lang_it]

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Se Ischia pianse Capri non ne riseSe Ischia pianse Capri non ne rise

I Tempi

di Giuseppe Mazzella

Se Ischia pianse Capri non ne rise

Raffaele Vacca è intervenuto sul “Corriere del Mezzogiorno” nell’edizione di sabato 25 ottobre 08 sul presente e sul futuro dell’isola di Capri.

Ho conosciuto Raffaele Vacca personalmente nel febbraio 1991 nella sua Anacapri dove mi ero recato per scrivere un articolo sulla Villa San Michele di Axel Munte apparso nel numero di maggio 1991 della rivista Follow Me in italiano ed in inglese.

Raffaele – che già conoscevo come firma perché è stato il corrispondente da Anacapri del vecchio “Roma” -mi accompagnò nella mia giornata “anacaprese” con l’incontro con l’allora Soprintendente di Villa San Michele, l’arch. Levente Erdeos, un ungherese naturalizzato svedese, una bella visita alla Villa ed al suo parco ed una passeggiata per le stradine di Anacapri.[lang_it]I Tempi

di Giuseppe Mazzella

Se Ischia pianse Capri non ne rise

Raffaele Vacca è intervenuto sul “Corriere del Mezzogiorno” nell’edizione di sabato 25 ottobre 08 sul presente e sul futuro dell’isola di Capri.

Ho conosciuto Raffaele Vacca personalmente nel febbraio 1991 nella sua Anacapri dove mi ero recato per scrivere un articolo sulla Villa San Michele di Axel Munte apparso nel numero di maggio 1991 della rivista Follow Me in italiano ed in inglese.

Raffaele – che già conoscevo come firma perché è stato il corrispondente da Anacapri del vecchio “Roma” -mi accompagnò nella mia giornata “anacaprese” con l’incontro con l’allora Soprintendente di Villa San Michele, l’arch. Levente Erdeos, un ungherese naturalizzato svedese, una bella visita alla Villa ed al suo parco ed una passeggiata per le stradine di Anacapri.[/lang_it]

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Dall’UDC un segnale per i tempi nuoviDall’UDC un segnale per i tempi nuovi

I Tempi

di Giuseppe Mazzella

Dall’UDC un segnale per i tempi nuovi

° una proposta per un Unione di Centro dai laici ai cattolici: una suggestione “greca” o un ritorno all’azionismo o una DC corretta e riveduta? – sul piano locale una politica intercomunale effettiva ed onerosa per il Comune di Ischia prima del Comune Unico – le sette identità secolari non possono scomparire – Il Centro Polifunzionale un Centro Scolastico Superiore – Il ruolo guida del Comune di Ischia.

L’ UDC del Comune di Ischia con il convegno di sabato 11 ottobre all’Hotel Regina Palace, annunciato con un semplice comunicato senza enfasi organizzativa, ha visto la partecipazione spontanea di numerosi cittadini di ogni parte politica e di diversi imprenditori.

Una così vasta partecipazione di cittadini – non solo del Comune di Ischia – dimostra che c’è una esigenza molto forte di partecipazione civile, che sta crescendo la responsabilità individuale” per la “responsabilità collettiva“, che c’è bisogno di un ritorno forte alla Politica, che questa politica praticata dai partitini o dai partiti-azienda della II Repubblica non soddisfa più nessuno.

Nel desolante panorama politico italiano l’UDC di cui è leader “senza carica” ( non è né il segretario né il presidente ) Pier Ferdinando Casini, rappresenta l’unico partito rappresentato in Parlamento e ramificato sull’intero territorio italiano che avverte questa grande insoddisfazione degli italiani per il sistema politico creato con la cosiddetta II Repubblica che è così chiamata impropriamente perché non è stata cambiata la natura “parlamentare” della Costituzione del 1948.[lang_it]

I Tempi

di Giuseppe Mazzella

Dall’UDC un segnale per i tempi nuovi

° una proposta per un Unione di Centro dai laici ai cattolici: una suggestione “greca” o un ritorno all’azionismo o una DC corretta e riveduta? – sul piano locale una politica intercomunale effettiva ed onerosa per il Comune di Ischia prima del Comune Unico – le sette identità secolari non possono scomparire – Il Centro Polifunzionale un Centro Scolastico Superiore – Il ruolo guida del Comune di Ischia.

L’ UDC del Comune di Ischia con il convegno di sabato 11 ottobre all’Hotel Regina Palace, annunciato con un semplice comunicato senza enfasi organizzativa, ha visto la partecipazione spontanea di numerosi cittadini di ogni parte politica e di diversi imprenditori.

Una così vasta partecipazione di cittadini – non solo del Comune di Ischia – dimostra che c’è una esigenza molto forte di partecipazione civile, che sta crescendo la responsabilità individuale” per la “responsabilità collettiva“, che c’è bisogno di un ritorno forte alla Politica, che questa politica praticata dai partitini o dai partiti-azienda della II Repubblica non soddisfa più nessuno.

Nel desolante panorama politico italiano l’UDC di cui è leader “senza carica” ( non è né il segretario né il presidente ) Pier Ferdinando Casini, rappresenta l’unico partito rappresentato in Parlamento e ramificato sull’intero territorio italiano che avverte questa grande insoddisfazione degli italiani per il sistema politico creato con la cosiddetta II Repubblica che è così chiamata impropriamente perché non è stata cambiata la natura “parlamentare” della Costituzione del 1948.[/lang_it]

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La funzione economica e sociale dell’ImpresaLa funzione economica e sociale dell’Impresa

I Tempi

di Giuseppe Mazzella

La funzione economica e sociale dell’Impresa

Questa costituisce parte della premessa di uno studio sullo sviluppo economico e sociale dell’isola d’Ischia nel nuovo contesto mondiale di prossima pubblicazione.

g.m.

° Il convegno della Confindustria di Ischia del 1969 in piena contestazione giovanile – il concetto di massimizzazione del profitto – l’imprenditore-innovatore – la nascita della Programmazione Economica – i ricordi del giovane studente di economia politica.

1 – premessa

Si tenne ad Ischia nella sala del Cinema Excelsior venerdì 23, sabato 24 e domenica 25 maggio 1969 il XIII Convegno di studi di economia e politica industriale promosso dalla Confederazione Generale dell’Industria Italiana.

Il tema del convegno fu: La funzione economica e sociale dell’impresa industriale.

Credo che, per la qualità e quantità dei partecipanti, possa essere annoverato fra i più importanti convegni promossi dalla Confindustria e fra i più importanti convegni in materia economica mai ospitati dall’isola d’Ischia.

Vi presero parte circa 300 docenti e studiosi di discipline economiche provenienti non solo da tutta Italia ma dalle più importanti università italiane; circa 100 esponenti di enti, istituti ed organismi vari; circa 20 membri della presidenza, della giunta esecutiva e dei comitati della Confederazione Generale dell’Industria Italiana che vedeva come Presidente l’armatore genovese Angelo Costa.; circa 100 esponenti e rappresentanti di associazioni industriali territoriali e di categoria; circa 50 rappresentanti di ditte industriali e vari ed infine gli studenti della quinta classe del corso di ragioneria dell’anno scolastico 1968/69 dell’Istituto Mattei di Casamicciola Terme guidati dal Preside, prof. Severo Scoti e dal docente di Ragioneria Generale ed Applicata (come si chiamava allora l’Economia Aziendale), prof. Iginio Fascione.[lang_it]

I Tempi

di Giuseppe Mazzella

La funzione economica e sociale dell’Impresa

Questa costituisce parte della premessa di uno studio sullo sviluppo economico e sociale dell’isola d’Ischia nel nuovo contesto mondiale di prossima pubblicazione.

g.m.

° Il convegno della Confindustria di Ischia del 1969 in piena contestazione giovanile – il concetto di massimizzazione del profitto – l’imprenditore-innovatore – la nascita della Programmazione Economica – i ricordi del giovane studente di economia politica.

1 – premessa

Si tenne ad Ischia nella sala del Cinema Excelsior venerdì 23, sabato 24 e domenica 25 maggio 1969 il XIII Convegno di studi di economia e politica industriale promosso dalla Confederazione Generale dell’Industria Italiana.

Il tema del convegno fu: La funzione economica e sociale dell’impresa industriale.

Credo che, per la qualità e quantità dei partecipanti, possa essere annoverato fra i più importanti convegni promossi dalla Confindustria e fra i più importanti convegni in materia economica mai ospitati dall’isola d’Ischia.

Vi presero parte circa 300 docenti e studiosi di discipline economiche provenienti non solo da tutta Italia ma dalle più importanti università italiane; circa 100 esponenti di enti, istituti ed organismi vari; circa 20 membri della presidenza, della giunta esecutiva e dei comitati della Confederazione Generale dell’Industria Italiana che vedeva come Presidente l’armatore genovese Angelo Costa.; circa 100 esponenti e rappresentanti di associazioni industriali territoriali e di categoria; circa 50 rappresentanti di ditte industriali e vari ed infine gli studenti della quinta classe del corso di ragioneria dell’anno scolastico 1968/69 dell’Istituto Mattei di Casamicciola Terme guidati dal Preside, prof. Severo Scoti e dal docente di Ragioneria Generale ed Applicata (come si chiamava allora l’Economia Aziendale), prof. Iginio Fascione.[/lang_it]

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