I personaggi e la storia dell’isola d’Ischia Archivi

Il Vanto e la Vergogna del Pio Monte della Misericordia tra Napoli e Casamicciola

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Eat, Pray, Love” cioè “Mangia, prega, ama” è il titolo del nuovo film con Julia Roberts tratto dal libro autobiografico di Elisabeth Gilbert di cui sono state girate alcune scene a Napoli nel popolare quartiere di Forcella. La bella Julia ha mangiato la pizza nella più famosa pizzeria di Napoli, “Da Michele” ed ha visitato a Via dei Tribunali la sede dell’Ente Morale Pio Monte della Misericordia dove è stata ripresa mentre – nella cappella – osserva estasiata l’opera “Le sette opere della Misericordia” dipinta ai primi del ‘600 da Michelangelo Merrisi detto il Caravaggio. Un capolavoro impagabile che già allora i Governatori dell’Ente decretarono che “per nessun prezzo si doveva vendere”.

Per girare queste scene – alla metà di settembre la produzione americana non ha badato a spese ed ha arruolato ben 250 comparse. Per alcuni giorni il quartiere si è fermato ed è stato tutto impegnato nelle riprese.

Avrà naturalmente un enorme effetto positivo sull’immagine della città di Napoli questo film che porterà in tutto il mondo quanto di meglio Napoli è capace di offrire: il colore locale con la sua pizza nella più antica pizzeria dove la pizza viene sfornata dalle 8 del mattino e fino alla sera. Ai due forni si alternano 4 o 5 pizzaioli. Se si va nell’ora di punta – dall’una alle due – bisogna aspettare fuori e prendere il numero. Il servizio è essenziale: forchetta, coltello ed un tovagliolo di carta. Si mangia sui tavoli con il marmo e la mancia è a piacere.

E’ la migliore pizza del mondo. La pizza per Julia è stata preparata dal pizzaiolo Luciano Autiero che lavora Da Michele da 20 anni. Dopo il colore locale Napoli ha offerto la sua Storia: il quadro di Michelangelo nell’antico palazzo dell’Ente Pio Monte della Misericordia.

Fu fondato a Napoli nel 1602 il Pio Monte della Misericordia da 7 nobili in piena controriforma per esercitare le “sette opere della Misericordia corporali” fra le quali c’è quella di “curare gli infermi”.

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Gaetano “Serino” Calise – Parrucchiere per uomo e donna

<!--:it-->Gaetano “Serino” Calise – Parrucchiere per uomo e donna <!--:-->

Gaetano Calise, a tutti noto come Serino, è uno di quei personaggi veri della Forio di tanti anni fa, Scan10082che il passare del tempo ha contribuito  a farlo quasi dimenticare del tutto. L’occasione per rinfrescare almeno in parte la sua memoria, s’è presentata negli ultimi tempi con la edizione di due pubblicazioni, una del noto giornalista-scrittore del Mattino di Napoli, Nino Masiello con “Bar Maria” Storia della “caffetera” che inventò il mitico bar università di Forio e l’altra pubblicazione dell’Ascom Confcommercio di Forio che ha voluto ricordare i 25 anni di presenza sul territorio. In entrambi non c’è traccia tangibile di Serino, che è stato un attore importante per  un lungo periodo storico, che lo vide in prima fila nello scorrere della vita mondana del centro di Forio, in special modo  negli anni ’50, ’60 e ’70 del secolo scorso, quando nell’orbita del Bar Internazionale, nacque il turismo a Forio.

Il Salone di Serino si trovava proprio di fronte al mitico Bar di Maria, e costituiva insieme alla Scan10064salumeria-drogheria di Nicola Serpico, il triangolo equilatero in cui si svolgeva la via  turistica del centro di Forio. In questo sito fortunato, sono passati  tantissimi personaggi di fama mondiale, nel campo della poesia, della pittura, della scultura, della scrittura, del cinema e dell’arte più in generale che hanno proiettato nel mondo il nome di Forio e dell’Isola d’Ischia. Serino fu grande amico di Maria Senese, e tra loro ci fu tanta stima e rispetto, e fu il suo primo parrucchiere, facendosi anche le prime pitturazioni alla sua famosa capigliatura, tanto da darci un nome al taglio a lei preferito, con la scriminatura centrale, che spesso era spruzzata dal bianco incipiente. Al centro di questo triangolo, nel 1958, nacque la famosa fontana a forma di piovra, che è stata la fortunata testimone della bella vita che si svolgeva in questo posto, pieno di gioia, di tante novità e dei primi soldini che incominciavano a circolare con maggior frequenza, rendendo la vita dell’epoca meno grama.  

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Addio a Martinetti, il Facchetti del Casamicciola

Gli anni ’60 del ‘900 furono anni di straordinaria ed ineguagliata passione sportiva a Casamicciola, il paese dalle grandi passioni e dai grandi ed improvvisi oblii.

La passione – con l’orgoglio di avere anche noi una squadra di calcio – rinacque proprio agli inizi degli ’60 quando un gruppo di trentenni diede vita all’Unione Sportiva Casamicciola Terme che partecipò ad un campionato isolano di terza categoria e lo vinse passando in seconda. Allora le categorie dilettanti erano solo tre. La terza, la seconda e la prima. Nella prima categoria c’erano le due squadre più forti, l’Ischia di Filippo Ferrandino che poi approdò nella serie D inizio del semiprofessionismo e l’Aeranria che voleva essere l’espressione di Forio, Lacco Ameno e Casamicciola ma che divenne soprattutto la squadra di Lacco Ameno con il dirigente tuttofare Vincenzo Patalano e l’allenatore Scipione Di Meglio di Casamicciola che però guidò anche il Casamicciola nella sua lunga carriera.

La passione sportiva a Casamicciola era molto diffusa nei ragazzi e nei giovani pur non essendoci un campo sportivo. Noi ragazzini giocavamo in campetti di fortuna come quello della chiesa di Don Orione prima di costruire la Casa di Riposo o dietro le case popolari a Perrone. Giocavamo anche nei giardini del complesso Pio Monte della Misericordia con la paura di essere cacciati via dal custode “Comparone” ed anche nelle traverse delle strade coma Piazza Bagni. D’estate giocavamo sulla spiaggia di Suor Angela al tramonto quando erano andati via tutti i bagnanti. Insomma “inventammo” il calcio a 5 o 7 e mai ad 11.

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L’Italia, Ischia e la Grande Riforma

° Parliamo del Comune Unico dell’isola d’Ischia da almeno trent’ anni – l’impegno necessario della classe forense (400 avvocati) non solo per il Palazzo di Giustizia e l’applicazione dei tre condoni edilizi ma anche per la riforma istituzionale – I tentativi de “Il settimanale d’Ischia” e de “Il Golfo” con il giurista Sebastiano Conte degli anni ’80 e ’90 – Il referendum locale è solo “consultivo” e quello nazionale è solo “abrogativo” o “confermativo” – il popolo direttamente non legifera – Il Comune Unico nel 1938 e la Ricostruzione dei sei Comuni nel 1945 non furono mai approvati da un Parlamento – tempo breve e non tempo lungo per la politica.

La replica dell’avv. Nello Mazzella, riconfermato Presidente dell’Associazione per il Comune Unico dell’isola d’Ischia apparsa su “Il Golfo” di venerdì 24 aprile alla mia battuta sugli ischitani che si dividono anche su una associazione per la ricerca dei funghi detta a Gianni Vuoso e con la quale pur rinnovando l’adesione all’ACUII non ho partecipato all’elezione degli organi direttivi perché Forza Italia o il centro-destra voleva portare alla presidenza Peppino Brandi con un “colpo di mano” di bassissimo profilo, mi offre l’opportunità di alcune considerazioni, in parte ripetitive, ma che ritengo necessarie perché anche se siamo sommersi da quella che Mario Capanna chiama la ” triturazione informativa” che non ci permette di conservare Memoria anche di quello che è successo alcuni giorni fa non abbiamo alternative al confronto ed alla partecipazione civile. Preferisco chiamare Nello “Avvocato” anziché con il più familiare “Compagno” con il quale lo chiamavo ai tempi della comune militanza socialista una ventina di anni fa.

Credo cioè che un dibattito, una battaglia, una campagna, sulla “riforma istituzionale” dell’isola non può vedere assenti gli avvocati dell’isola d’Ischia o la “classe forense” costituita da circa 400 membri e che questi 400 avvocati non debbono scendere in piazza soltanto perché il Palazzetto di Giustizia è fatiscente o inadeguato o il personale amministrativo e togato è insufficiente o debbono stilare lunghissimi e difficilissimi documenti sui tre condoni edilizi e sulle demolizioni, ma debbono intervenire sulla “riforma istituzionale” con la stessa forza, la stessa convinzione, la stessa partecipazione, che dimostrano su argomenti diretti della loro professione. Che cosa è la cosiddetta “società civile” ? che cosa è la cosiddetta “classe dirigente” ?

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L’ultimo Pulcinella di Maurizio Scaparro

Domenica 5 aprile Forio ha ospitato, grazie all’interessamento a titolo delDSC_0036.JPG tutto personale di Franco Iacono e Gennaro Zivelli, uno dei più grandi registi europei, Maurizio Scaparro, nell’occasione della presentazione, presso il Cinema delle Vittorie, del suo ultimo lavoro, L’Ultimo Pulcinella, con Massimo Ranieri.

Il Maestro Scaparro è legato ai due noti personaggi foriani da una più che trentennale amicizia,  e Scaparro, per chi non lo sapesse, è cittadino onorario di Forio, ed ha legato il suo prestigiosissimo nome  ad una bellissima  stagione  ischitana ai tempi d’oro del Premio Luchino Visconti. Premio, che grazie alla sua sapiente cura, in collaborazione anche del già citato Gennaro Zivelli insieme ai suoi DSC_0022.JPGfratelli Pietro Paolo e Massimo,  ed allo stesso Franco Iacono che fecero diventare la manifestazione viscontea un cult nel panorama culturale, e che  nello stesso tempo assunse notorietà nelle cronache mondane di tutto il mondo, procurando un positivo ritorno di immagine per tutta l’Isola. Una rinfrescata di notorietà che andava a ricalcare quella magica degli anni “50 e “60, che resteranno comunque unici.

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