L’estate è finita

[lang_it]La lunga estate 2008 è veramente finita: le giornate sono diventate di nuovo corte, la temperatura più rigida, l’acqua piovana che ritorna ad allagare le nostre mulattiere, i turisti che sono andati via, le spiaggie di nuovodsc_0004.jpg deserte, e ritorniamo, per un verso, ad essere di nuovo isola, nel senso stretto del termine, con tutti i suoi pro e contro, ovviamente.

Uno dei segnali inequivocabili che l’estate è definitivamente andata via, è il ritorno ai nostri passatempi invernali preferiti, quali: il calcio, il bar, le sempre più affollate sale giochi e scommesse, il parlarci addosso. Questo diventa il periodo più fecondo, in cui c’è la natalità di un finto associazionismo in cui emerge il solito capetto, i soliti fiancheggiatori, i soliti finti sostenitori, il tutto volto al raggiungimento del solito scopo: costituirsi un piccolo orticello dove farci crescere un po’ di varietà di odori utili alla propria “cucina”, al resto chi se ne frega.

Spesso l’argomento collante di queste associazioni diventa il Comune Unico, che è diventato una specie di password, altrimenti non si può iniziare alcun discorso. Bisogna essere favorevoli al Comune Unico, però poi si creano tante associazioni, molte delle quali doppioni, ma questo per il semplice motivo che se una l’ha fatta Caio, un’altra la posso fare anche Io, e via di questo passo, disperdendo risorse in tanti rivoli, alla faccia dell’unione. [/lang_it][lang_it]La lunga estate 2008 è veramente finita: le giornate sono diventate di nuovo corte, la temperatura più rigida, l’acqua piovana che ritorna ad allagare le nostre mulattiere, i turisti che sono andati via, le spiaggie di nuovodsc_0004.jpg deserte, e ritorniamo, per un verso, ad essere di nuovo isola, nel senso stretto del termine, con tutti i suoi pro e contro, ovviamente.

Uno dei segnali inequivocabili che l’estate è definitivamente andata via, è il ritorno ai nostri passatempi invernali preferiti, quali: il calcio, il bar, le sempre più affollate sale giochi e scommesse, il parlarci addosso. Questo diventa il periodo più fecondo, in cui c’è la natalità di un finto associazionismo in cui emerge il solito capetto, i soliti fiancheggiatori, i soliti finti sostenitori, il tutto volto al raggiungimento del solito scopo: costituirsi un piccolo orticello dove farci crescere un po’ di varietà di odori utili alla propria “cucina”, al resto chi se ne frega.

Spesso l’argomento collante di queste associazioni diventa il Comune Unico, che è diventato una specie di password, altrimenti non si può iniziare alcun discorso. Bisogna essere favorevoli al Comune Unico, però poi si creano tante associazioni, molte delle quali doppioni, ma questo per il semplice motivo che se una l’ha fatta Caio, un’altra la posso fare anche Io, e via di questo passo, disperdendo risorse in tanti rivoli, alla faccia dell’unione. [/lang_it]

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