Se Ischia pianse Capri non ne riseSe Ischia pianse Capri non ne rise

I Tempi

di Giuseppe Mazzella

Se Ischia pianse Capri non ne rise

Raffaele Vacca è intervenuto sul “Corriere del Mezzogiorno” nell’edizione di sabato 25 ottobre 08 sul presente e sul futuro dell’isola di Capri.

Ho conosciuto Raffaele Vacca personalmente nel febbraio 1991 nella sua Anacapri dove mi ero recato per scrivere un articolo sulla Villa San Michele di Axel Munte apparso nel numero di maggio 1991 della rivista Follow Me in italiano ed in inglese.

Raffaele – che già conoscevo come firma perché è stato il corrispondente da Anacapri del vecchio “Roma” -mi accompagnò nella mia giornata “anacaprese” con l’incontro con l’allora Soprintendente di Villa San Michele, l’arch. Levente Erdeos, un ungherese naturalizzato svedese, una bella visita alla Villa ed al suo parco ed una passeggiata per le stradine di Anacapri.[lang_it]I Tempi

di Giuseppe Mazzella

Se Ischia pianse Capri non ne rise

Raffaele Vacca è intervenuto sul “Corriere del Mezzogiorno” nell’edizione di sabato 25 ottobre 08 sul presente e sul futuro dell’isola di Capri.

Ho conosciuto Raffaele Vacca personalmente nel febbraio 1991 nella sua Anacapri dove mi ero recato per scrivere un articolo sulla Villa San Michele di Axel Munte apparso nel numero di maggio 1991 della rivista Follow Me in italiano ed in inglese.

Raffaele – che già conoscevo come firma perché è stato il corrispondente da Anacapri del vecchio “Roma” -mi accompagnò nella mia giornata “anacaprese” con l’incontro con l’allora Soprintendente di Villa San Michele, l’arch. Levente Erdeos, un ungherese naturalizzato svedese, una bella visita alla Villa ed al suo parco ed una passeggiata per le stradine di Anacapri.[/lang_it]

Raffaele Vacca – con il quale abbiamo l’amicizia comune, la sua più intensa della mia, con Ermanno Corsi che è stato per anni Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania – è un uomo di altri tempi. Uno degli ultimi intellettuali “locali” che amano il luogo dove sono nati e dove vivono come un figlio ama la madre. Dirige una associazione di “varia umanità” ed ogni anno organizza il Premio Capri San Michele. E’ un “montanaro” – così come i capresi chiamano gli anacapresi – ma conosce tutto dell’isola di Capri che ha decantato nei suoi libri. Mi disse che non era mai stato ad Ischia e credo che da allora non ci sia ancora venuto.

Ha scritto sul “Corriere del Mezzogiorno” che anche a Capri c’è un ” malessere avvertito da un sempre maggior numero di capresi”.

“La storia degli ultimi decenni rivela che a Capri c’è stato un individualismo esasperato. I capresi nella maggior parte, han pensato ognuno a sé e così hanno favorito che anche altri venuti da fuori pensassero per se stessi… Nessuna precisa programmazione è venuta da fuori e così si è andati a vista favorendo il soddisfacimento di interessi particolari e danneggiando spesso il bene comune.. Ma continuando così si andrà sempre più verso quella degradazione che molti ormai avvertono e che tuttavia tentano di non ammettere e della quale parlano solo a quattrocchi” . Raffaele Vacca propone per i suoi concittadini di “superare le forme di individualismo esasperato” di riprendere il dialogo ed il confronto.

Credo che a Capri – dalle parole “letterarie” di Raffaele Vacca – stia succedendo più o meno la stessa cosa che è avvenuta da noi.

Nelle mie parole “economiche” apparse nel mio intervento “Ischia e lo sviluppo futuro” su “Il Golfo” di sabato 18 ottobre e che si può trovare anche in questo sito ho sottolineato l’individualismo che impera nell’isola d’Ischia sia nel mondo imprenditoriale sia nella stessa classe lavoratrice con una scarsa forza rappresentativa dell’uno e dell’altra nelle associazioni di categoria o nei sindacati.

Credo che a Capri – ma ormai in tutte le società post-industriali dove è nato il “turbocapitalismo” – c’è questa “disaffezione” all’interesse comune nonostante gli appelli alla partecipazione civile ed alla solidarietà collettiva. E’ talmente radicato l’individualismo che neanche la recessione economica nazionale ed internazionale riesce a smuoverlo.

Mal comune mezzo gaudio se ci può bastare ma a “quattr’occhi”, come dice Raffaele, tutti avvertono questo “malessere”, che è incertezza per il futuro soprattutto per i nostri figli, ma pochi si fanno carico dei problemi collettivi.

A noialtri giornalisti o operatori sociali non ci resta che prendere a prestito una espressione di Bruno Bauer (1809-1882): “La nostra azione è la Parola. Per ora e per molto tempo ancora. E dopo l’astrazione verrà la Prassi. Da sola.”.

Speriamo.[lang_it]

Raffaele Vacca – con il quale abbiamo l’amicizia comune, la sua più intensa della mia, con Ermanno Corsi che è stato per anni Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania – è un uomo di altri tempi. Uno degli ultimi intellettuali “locali” che amano il luogo dove sono nati e dove vivono come un figlio ama la madre. Dirige una associazione di “varia umanità” ed ogni anno organizza il Premio Capri San Michele. E’ un “montanaro” – così come i capresi chiamano gli anacapresi – ma conosce tutto dell’isola di Capri che ha decantato nei suoi libri. Mi disse che non era mai stato ad Ischia e credo che da allora non ci sia ancora venuto.

Ha scritto sul “Corriere del Mezzogiorno” che anche a Capri c’è un ” malessere avvertito da un sempre maggior numero di capresi”.

“La storia degli ultimi decenni rivela che a Capri c’è stato un individualismo esasperato. I capresi nella maggior parte, han pensato ognuno a sé e così hanno favorito che anche altri venuti da fuori pensassero per se stessi… Nessuna precisa programmazione è venuta da fuori e così si è andati a vista favorendo il soddisfacimento di interessi particolari e danneggiando spesso il bene comune.. Ma continuando così si andrà sempre più verso quella degradazione che molti ormai avvertono e che tuttavia tentano di non ammettere e della quale parlano solo a quattrocchi” . Raffaele Vacca propone per i suoi concittadini di “superare le forme di individualismo esasperato” di riprendere il dialogo ed il confronto.

Credo che a Capri – dalle parole “letterarie” di Raffaele Vacca – stia succedendo più o meno la stessa cosa che è avvenuta da noi.

Nelle mie parole “economiche” apparse nel mio intervento “Ischia e lo sviluppo futuro” su “Il Golfo” di sabato 18 ottobre e che si può trovare anche in questo sito ho sottolineato l’individualismo che impera nell’isola d’Ischia sia nel mondo imprenditoriale sia nella stessa classe lavoratrice con una scarsa forza rappresentativa dell’uno e dell’altra nelle associazioni di categoria o nei sindacati.

Credo che a Capri – ma ormai in tutte le società post-industriali dove è nato il “turbocapitalismo” – c’è questa “disaffezione” all’interesse comune nonostante gli appelli alla partecipazione civile ed alla solidarietà collettiva. E’ talmente radicato l’individualismo che neanche la recessione economica nazionale ed internazionale riesce a smuoverlo.

Mal comune mezzo gaudio se ci può bastare ma a “quattr’occhi”, come dice Raffaele, tutti avvertono questo “malessere”, che è incertezza per il futuro soprattutto per i nostri figli, ma pochi si fanno carico dei problemi collettivi.

A noialtri giornalisti o operatori sociali non ci resta che prendere a prestito una espressione di Bruno Bauer (1809-1882): “La nostra azione è la Parola. Per ora e per molto tempo ancora. E dopo l’astrazione verrà la Prassi. Da sola.”.

Speriamo.[/lang_it]

A proposito dell'autore

Giuseppe Mazzella Giuseppe Mazzella, 61 anni, laureato in scienze politiche, giornalista e funzionario pubblico. E’ stato dal 1973 al 1975 redattore capo e direttore de “ Il Giornale d’ Ischia” fondato da Franco Conte; dal 1976 al 2001 responsabile dell’Ufficio Stampa della Provincia di Napoli; dal 1980 al 2006 è stato corrispondente dell’ANSA dalle isole di Ischia e Procida, ha collaborato dal 1980 al 2002 come free lance fra l’altro a “ Il Mattino”, “Il settimanale d’ Ischia”, “ Il Golfo” e scritto sul “ Corriere del Mezzogiorno” su “ La Repubblica”.E’ stato presidente dell’Associazione della Stampa delle isole di Ischia e Procida dal 1986 al 1994 e Presidente del Centro Studi su l’ isola d’ Ischia.Ha fondato nel 1999 il Museo Civico di Casamicciola Terme del quale è stato direttore onorario fino al 2004. E’ stato consigliere comunale di Casamicciola Terme del PSI dal 1975 al 1983. Dal 2002 è direttore del Centro per l’Impiego di Ischia. Una mia fotografia la si può trovare su la mia presentazione su tesionline.it alla ricerca Giuseppe Mazzella su Virgilio.