Officina Turismo

– di Gerardo Calise

Il terzo importante avvenimento, si è tenuto domenica 10 febbraio, presso il locale notturno Dolce Vita in Forio, dove è stata organizzato da Officina Tursimo, il I° Convegno sul Tursimo. Un convegno in uno dei momenti più bui della nostra economia, che come tutti sanno, poggia quasi esclusivamente, sul turismo. Il convegno ha avuto inizio con una bella relazione, articolata, precisa e dotta, tenuta dal Presidente di Officina Turismo, Nicola Savio, che ha messo a nudo i tantissimi problemi che attanagliano la nostra Isola. Prima di tutti, ovviamente, la crisi enorme dovuta all’emergenza rifiuti. Emergenza che rischia di non fare aprire la maggior parte degli alberghi per la imminente Pasqua, anche se alcuni sostengono, perché verrà troppo “bassa”, dovendo poi sopportare un più lungo periodo di apnea che è tipico del post-pasquale. Ma tant’è: si parla di un danno stimato per difetto, di circa 70 milioni di euro. Le proposte: trasporti marittimi adeguati a qualità e prezzi; trasporti terrestri, con un ulteriore ampliamento dei servizi esistenti; emergenza rifiuti che deve essere risolta per sempre con una adeguata soluzione interna; la depurazione delle acque con tempi brevissimi e certi; maggior sicurezza con più approfonditi controlli delle forze dell’ordine; valorizzare al massimo il territorio; non ultimo un marketing turistico approfondito. Al Convegno hanno preso parte tante autorità, agenti di viaggio, operatori turistici, sindacati, addetti ai lavori, rappresentanti di categorie, tanta gente di cultura, ma soprattutto tanto pubblico, molto interessato e partecipe, conscio che stiamo attraversando un bruttissimo momento, che può minare in modo letale, la nostra economia. Il nuovo progetto turistico dovrà comunque poggiare su fondamenta valide, che vede protagonisti le istituzioni, tutte le categorie (albergatori, commercianti, artigiani, tassisti, balneari, coltivatori diretti) tutti proprio tutti, per ridare all’Isola d’Ischia quell’immagine, ormai troppo appannata, di tanti anni fa. Durante il convegno sono intervenuti tanti, con valide argomentazioni e seri contributi, tra i quali menzionerei quello dell’assessore al turismo di Barano, Michele Iacono, che ci invita ad un maggior senso di “isolanismo”, dimostrando maggior amor proprio verso la nostra terra, preservandola da attacchi esterni, che non minano ulteriormente la sua già traballante posizione di elite, stigmatizzando l’isolano che con tanto zelo e masochismo ha contribuito a divulgare quella brutta foto di cumuli di immondizia avendo come sfondo la baia dei Maronti. Foto, che come tutti sanno, ha fatto il giro del mondo. Un caprese, non avrebbe mai permesso una cosa del genere. Da menzionare anche il timido, ma serio contributo portato dalla signora Edith Risi d’Ambra, titolare dei Giardini Ravino, che proponeva di finanziare con 600 euro mensili per ogni Comune, un esperto in comunicazioni, con conoscenza di almeno tre lingue, capace di interagire tramite Internet con il mondo intero, sparando, come fanno tutte le località turistiche, continue notizie propagandistiche, formando un fuoco di sbarramento in caso di attacchi esterni contro la nostra fragile ed indifesa Isola d’Ischia. Indifesa, sottolineo, soprattutto da attacchi interni, perché non tutti gli isolani sono contenti, evidentemente, del successo ottenuto in campo mondiale. Nella bellissima ed omni comprensiva relazione del presidente Nicola Savio, si è tenuto conto di un turismo improntato a regole di marketing moderno e proiettato al futuro, ma a me è piaciuto tanto il punto in cui si è toccato l’argomento dell’accoglienza: un termine ormai desueto nelle nostre relazioni quotidiane con i turisti che ancora ci vengono a fare visita. La nostra, era un’Isola famosa nel mondo non solo per le sue acque, termali e non, per la sua bellezza piena di sole e paesaggi infiniti, per il suo mare cristallino e pescoso, ma soprattutto per la sua squisita e riconosciuta da tutti, gentiliezza, ospitalità, cortesia, disponibilità verso i ”forestieri”, tanto che il punto informazioni, che manca da tanti anni in tutti i Comuni, veniva chiamato “Circolo del forestiero”, in omaggio all’amato ospite, che una volta veniva trattato benissimo. A quanti di noi è capitato di assistere, sempre da spettatori passivi, alla spudorata mala educazione di tanti esercenti che manco guardano in faccia i loro avventori, senza un minimo accenno ad un sorriso, figurarsi, ad un piccolo ringraziamento. Nel Convegno si è posto un giusto accento a fare turismo tutti insieme, parlando sempre più di un “unicum”, che dovrebbe diventare la nostra Isola. Io credo, che al di là delle varie forme consortili, quali unione dei comuni o comune unico, od altro ancora, noi tutti ci dobbiamo rendere conto che se affondiamo, e la barca a questo punto ha diverse crepe, affondiamo tutti insieme, e forse solo allora capiremo che uniti ci si può salvare alla grande. Un’ultima considerazione sul I°, e mi auguro non unico, Convegno di Officine Turismo: ho notato che finalmente tanti giovani si stanno riappropriando della loro esistenza, del loro futuro. Qualcuno incomincia a capire cosa farà da grande, tenendo presente che nella società odierna, purtroppo, dai 45 anni in su si è già datati, vedi tanti giovani di successo, tipo Luca de Meo, nuovo AD Alfa Romeo, nonché responsabile del brand Fiat, che è ancora sulla soglia dei 40anni. Datevi da fare giovani, fatevi largo con nuove idee, facendole camminare sulle vostre gambe, intercettando nuovi mercati che ancora non conoscono la nostra bellissima terra, avendo però come base la cultura del vivere sano, come accadeva qualche tempo fa, quando con poco facevamo un turismo d’elite fatto con pochi ma sani ingredienti.

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