La moralizzazione della vita pubblica deve partire dalla riforma delle “società partecipate” cioè i “nuovi carrozzoni”: Il caso dei Comuni dell’isola d’Ischia e le 12 esigenze di Sarkozy

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Che la politica – sia a livello nazionale che locale – sta avviandosi verso il baratro con rischi pesanti per la democrazia italiana è sotto gli occhi di tutti e da tutti vista – sia da destra che da sinistra – tanto che il leader dei DS Massimo D’Alema parla sul più importante giornale nazionale di clima da ‘92 cioè della vigilia di tangentopoli che portò al crollo della cosiddetta partitocrazia. Sul tema del degrado della politica è intervenuto anche il leader della Lega Bossi ed il sociologo De Rita. Due giornalisti del “ Corriere della Sera”, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, hanno dato alle stampe un libro intitolato “ La Casta” sui costi della politica in Italia enormi, sulla enormità di stipendi, indennità di carica, consulenze, prebende varie elargite da enti pubblici – utili ed inutili – ad un popolo di eletti di 179.485 persone. Secondo l’editorialista del “ Corriere della Sera”, lo storico Sergio Romano, questo libro potrebbe avere nelle vicende italiane il ruolo che ebbe per tangentopoli l’arresto di Mario Chiesa ( “ Corriere della Sera” – Sergio Romano – La Marea del ‘92 – domenica 20 maggio 07).

Desta ancora più preoccupazione l’abbandono o meglio la rassegnazione dei giovani alla politica, il loro sentirsi impotenti di fronte alla globalizzazione e così restano inascoltati le loro grida di dolore sulla precarietà o l’impossibilità di lavoro.[/lang_it][lang_it]

E’ chiaro che bisogna mettere mano a coraggiose riforme perché come ha rilevato l’ISTAT l’Italia si impoverisce sempre di più o meglio si allarga la forbice tra ricchi e poveri, tra il Nord ed il Sud, e la stessa riforma del mercato del lavoro – la cosiddetta Legge Biagi – è inadeguata per garantire un decente lavoro alla gran massa di giovani, alle donne ed agli uomini ultraquarantenni che vogliono rientrare sul mercato del lavoro. Se non c’è offerta di lavoro adeguata le Agenzie per il Lavoro pubbliche o private che siano non servono a niente se non a costruire enormi banche-dati di un esercito di diplomati e laureati che domanda lavoro.

Una di queste riforme urgenti è quella sulla “ liberalizzazione dei servizi” attualmente all’esame del Senato.

La Ministra per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta, ne ha parlato diffusamente sul “ Corriere della Sera” di domenica 20 maggio in risposta all’on. Casini.

La Ministra Lanzillotta sottolinea che l’intesa raggiunta nel Governo “ si basa su un principio chiaro e incontrovertibile: la distinzione netta tra gestione pubblica e mercato”.

“ Se i Comuni – scrive la Ministra – vorranno gestire direttamente i servizi pubblici lo potranno fare attraverso i propri uffici o con le aziende speciali che altro non sono se non un’articolazione amministrativa dello stesso Comune. Essi dovranno agire secondo le regole stringenti e trasparenti del regime pubblicistico: i bilanci delle aziende speciali saranno sottoposti alle regole del patto di stabilità, le assunzioni si faranno per concorso, gli appalti con regole pubbliche, l’ obbligo di operare solo per conto del Comune proprietario ed entro il suo territorio, l’impossibilità di partnership con i privati. Se invece si sceglierà di operare secondo una logica imprenditoriale – dice sempre la Ministra – attraverso una società per azioni, allora per scegliere il gestore si dovrà passare attraverso una gara. Starà al Comune decidere, come è costituzionalmente giusto che sia. E non ci sarà differenza tra società pubbliche, private o miste: bisognerà dimostrare con le gare di essere più efficienti e di offrire una migliore qualità”.

Secondo la Ministra Lanzillotta questa riforma corregge i guasti prodotti dalle norme Buttiglione ( allora Ministro del Centro-Destra n.d.r.) che “consentendo un indiscriminato ricorso agli affidamenti in house a società pubbliche e miste ha alimentato la moltiplicazione di tali società con una crescita sproporzionata del peso della politica e il conseguente aumento delle tariffe o dei tributi locali per pagare inefficienze, apparati spropositati, gestioni sottratte sia ai controlli pubblici che alla verifica del mercato.”

“Questo provvedimento – conclude la Ministra – se approvato migliorerà la qualità dei servizi locali, ridurrà le tariffe, taglierà i costi delle società pubbliche che sono spesso il dorato parcheggio di un vasto ceto politico, farà bene alla nostra economia stimolando la crescita di un settore che ha un enorme potenziale in termini di reddito e di occupazione; un potenziale che è lì, a portata di mano, e aspetta di essere liberato”.

Le osservazioni della Ministra Lanzillotta per la gestione delle società pubbliche di servizi che con un eufemismo vengono anche chiamate “ partecipate” possono essere applicate perfettamente all’isola d’Ischia. Si veda la gestione della distribuzione idrica affidata dal Consorzio dei sei Comuni alla società per azioni Energia Verde Ischia ( EVI) con lo spaventoso deficit e le sproporzionate assunzioni avvenute senza “evidenza pubblica” e infatti perché avrebbero dovuto essere pubbliche se l’EVI è società di diritto privato pur essendo a capitale pubblico?

Si vedano ancora le gestioni della società Pegaso a Forio, Ischia Ambiente a Ischia, La Torre a Serrara-Fontana, Amca e Marina di Casamicciola, Lacco Servizi.

A Forio la Pegaso ha un deficit enorme che dovrà essere ripianato dal Comune azionista unico. Pare che già sia alla seconda ricapitalizzazione naturalmente con soldi del Comune. A Casamicciola il servizio raccolta rifiuti è gestito dall’AMCA mentre la Marina di Casamicciola gestisce la manutenzione ordinaria, i servizi cimiteriali e perfino i giardini oltre ad essere esattrice del Comune dei proventi del porto turistico che pare abbia dato nel 2006 un utile netto di un milione e 200 mila euro. Il Comune di Casamicciola ha poco più di 6.000 abitanti e le due società “private” costituite dal Comune hanno messo insieme più dipendenti dello stesso Municipio. Casamicciola non ha però una Società di Trasformazione Urbana ( STU) pur avendo da 33 anni il “problema perpetuo” del recupero del complesso Pio Monte della Misericordia – 55 mila mc. Su 24 mila mq. nel pieno centro storico di una cittadina che oggi non avrebbe più le peculiarità che aveva nel 1956 per chiedere al Governo l’aggiunta del termine “Terme” anche perché sono chiusi ed in rovina gli stabilimenti termali della zona di La Rita, l’altro polo termale del Comune. La STU è una società –Mista complessa già lungamente annunciata dal programma elettorale del 2002 dal sindaco Giosy Ferrandino, oggi candidato ad Ischia, e per la cui costituzione non c’è al Comune nemmeno una semplice lettera di intenti.

Se sarà approvata questa riforma della liberalizzazione dei servizi pubblici i Comuni dell’isola d’Ischia se vorranno gestire direttamente i servizi lo dovranno fare con funzionari, impiegati ed operai assunti con procedure pubbliche cioè i concorsi per i funzionari e gli impiegati e tramite collocamento ai sensi dell’art.16 della legge n.56/87 per gli operai anche attraverso aziende speciali che sono enti strumentali di diritto pubblico e non privato così come i bilanci delle aziende speciali sono parte essenziale del bilancio annuale come sottolinea la Ministra Lanzillotta. In questo modo si porrebbe termine anche al nuovo clientelismo perpetrato dalla selvaggia “privatizzazione” che ha avuto man forte dalla liberalizzazione del mercato del lavoro senza adeguati ammortizzatori sociali che è diventato globale con l’arrivo degli extracomunitari.

Se invece i Comuni vorranno gestire i servizi – rifiuti solidi, manutenzione, trasporti etc. – con società di capitali – o Srl o Spa – queste devono partecipare a bandi di gara pubblici e naturalmente devono chiudere i loro bilanci in attivo o al massimo in pareggio e se chiudono in perdita debbono essere sciolte perché soggette alle procedure fallimentari come un qualsiasi imprenditore privato con le responsabilità penali e civili degli stessi amministratori.

In ogni caso questa riforma – che è un ritorno all’antico – eviterebbe tanti carrozzoni che “sono il dorato parcheggio di un vasto ceto politico” come dice la Ministra o nel caso dei Comuni dell’isola d’Ischia il trampolino di lancio o il posto senile di vecchi o nuovi esponenti della cosiddetta Seconda Repubblica che si è rivelata peggiore della Prima e potrebbe stimolare anche la classe politica – di destra o di sinistra poiché mai come oggi i termini “destra e sinistra sono da imbecilli” come ammoniva il filosofo spagnolo Josè Ortega y Gasset – a ricercare nuove risorse per interventi nel sistema economico non solo nelle spese per rifacimento di strade e piazze, finanziate da “Mamma Europa” .

Insomma si tratta di salvare la speranza nella Democrazia oltre che risvegliare la passione politica prendendo esempio dal discorso di insediamento del Presidente della Repubblica Francese, Nicolas Sarkozy, sulle “12 esigenze” della Francia di oggi che sono perfettamente estensibili all’Italia ed alle nostre realtà locali fra le quali quelle di “unire tutti i francesi”, di “rispettare la parola data e di mantenere gli impegni perché mai la fiducia è stata così scrollata, così fragile”. Ma anche “l’esigenza morale”, quella di “riabilitare i valori del lavoro, dello sforzo, del merito, del rispetto, “ l’esigenza di tolleranza e di apertura”, “di cambiamento”, “di sicurezza e di protezione” e “d’ordine e di autorità”, “ di risultato”, “di giustizia” ed infine “di rompere con i comportamenti del passato”.

Casamicciola Terme, 24 maggio 07

Giuseppe Mazzella, 58 anni, giornalista, laureato in scienze politiche, è stato responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Napoli dal 1976 al 2001, ha collaborato con quotidiani, periodici ed agenzie di stampa fra le quali l’AGI e l’ANSA. Attualmente è funzionario responsabile del Centro per l’Impiego di Ischia.[/lang_it]

A proposito dell'autore

Giuseppe Mazzella Giuseppe Mazzella, 61 anni, laureato in scienze politiche, giornalista e funzionario pubblico. E’ stato dal 1973 al 1975 redattore capo e direttore de “ Il Giornale d’ Ischia” fondato da Franco Conte; dal 1976 al 2001 responsabile dell’Ufficio Stampa della Provincia di Napoli; dal 1980 al 2006 è stato corrispondente dell’ANSA dalle isole di Ischia e Procida, ha collaborato dal 1980 al 2002 come free lance fra l’altro a “ Il Mattino”, “Il settimanale d’ Ischia”, “ Il Golfo” e scritto sul “ Corriere del Mezzogiorno” su “ La Repubblica”.E’ stato presidente dell’Associazione della Stampa delle isole di Ischia e Procida dal 1986 al 1994 e Presidente del Centro Studi su l’ isola d’ Ischia.Ha fondato nel 1999 il Museo Civico di Casamicciola Terme del quale è stato direttore onorario fino al 2004. E’ stato consigliere comunale di Casamicciola Terme del PSI dal 1975 al 1983. Dal 2002 è direttore del Centro per l’Impiego di Ischia. Una mia fotografia la si può trovare su la mia presentazione su tesionline.it alla ricerca Giuseppe Mazzella su Virgilio.