Il Regno di Nettuno

– di Albino Ambrosio

Le isole di Ischia e Procida di lunga tradizione turistica, con le loro strutture recettive, le spiagge, i prodotti e la gastronomia tipica sono da decenni meta di ogni tipo di visitatori per una stagione che dura quasi tutto l’anno.
Ciò è dovuto anche al valore terapeutico delle acque termali dell’isola maggiore ed al fascino delle antiche tradizioni reso più intenso dalla sua storia millenaria.
Le isole flegree di Ischia e Procida sono già note al turismo internazionale anche per le vestigia archeologiche risalenti alla colonizzazione greca che scelse l’isola d’Ischia quale primo approdo nella Magna Grecia come testimonia la omerica Coppa di Nestore conservata nel Museo di Villa Arbusto, scoperta dall’archeologo tedesco Giorgio Buchner nelle sue campagne di scavi ad Ischia.

Il Regno di Nettuno

logo.jpgNel dicembre 2007 il Ministro dell’ambiente ha istituito una nuova Area Marina Protetta che si aggiunge alle venticinque già esistenti in Italia e comprende le isole di Ischia, Vivara e Procida.
L’area marina è stata istituita dopo un approfondito studio di fattibilità realizzato dalla Stazione Zoologica di Ischia fondata nel 1872 dal naturalista e zoologo tedesco Anton Dohrn.

La Biodiversita’

mare.jpgIl motivo primo della creazione di un’Area Protetta per Ischia e Procida è dato dalla necessità di tutelare la biodiversità
tra le isole di Ischia e Procida. Essa è data dalla presenza di habitat diversi (roccia, sabbia, coralligeno, ecc.) e dalla eccezionale ossigenazione delle acque prodotta dalle enormi praterie di posidonia.
Questi fattori determinano la convivenza di specie molto diverse tra loro in un ecosistema ad alta funzionalità biologica.
Il numero di specie presenti nella stessa zona è infatti indicatore della salute dell’habitat e garanzia della sua sopravvivenza.

La Posidonia

pinna.jpgNei fondali dell’isola d’Ischia vi sono praterie di posidonia tra le più ricche del Mediterraneo. Questa pianta libera una enorme quantita’ di ossigeno e rende quindi appetibile l’habitat per tutte le specie che vengono qui a riprodursi anche da grandi distanze.
Non si tratta di un’alga, essa può essere invece paragonata ad un pino che, utilizzando la luce solare (essa cresce infatti fino a dove la luce riesce a penetrare le acque), produce ossigeno per circa 12 mc. per ogni mq.

Il Santuario dei Cetacei

delfino.jpgAltro motivo per cui viene qui creata un’Area Protetta è la presenza della eccezionale concentrazione di tutte le sette specie di cetacei esistenti nel Mediterraneo.

Il Canyon di Cuma

delfini.jpgIn un breve tratto di mare a nord ovest di Ischia, per una speciale conformazione del fondo marino chiamato Canyon di Cuma, sono eccezionalmente presenti e stanziali la balenottera, il grampo, il tursiope, la stenella, il globicefalo, il capodoglio e l’ultimo significativo branco di delfino comune esistente nel Mediterraneo.
I cetacei sono oggetto di continuo studio e monitoraggio da parte dell’Associazione Delphis ed apprezzati dai visitatori per mezzo di apposite visite guidate.

In Conclusione

L’ampiezza dell’Area e la qualità degli habitat ha consentito di non imporre regole di fruizione particolarmente penalizzanti per i residenti e gli ospiti delle isole fortemente antropizzate ed ad intensa vocazione turistica che pertanto potranno ampiamente godere delle bellezze ambientali e praticare il mare. oltre che con la normale balneazione, con immersioni, Whale watching, snorkeling, pescaturismo e visite guidate.
Oltre alla normale balneazione, sono consentite le immersioni, il Whale watching, lo snorkeling, il pescaturismo e le visite guidate. L’obbiettivo è difatti quello di armonizzare tutte le attività umane con la conservazione delle meraviglie ambientali con le quali abbiamo la fortuna di convivere.

Link: www.ampregnodinettuno.it

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