Dall’UDC un segnale per i tempi nuoviDall’UDC un segnale per i tempi nuovi

I Tempi

di Giuseppe Mazzella

Dall’UDC un segnale per i tempi nuovi

° una proposta per un Unione di Centro dai laici ai cattolici: una suggestione “greca” o un ritorno all’azionismo o una DC corretta e riveduta? – sul piano locale una politica intercomunale effettiva ed onerosa per il Comune di Ischia prima del Comune Unico – le sette identità secolari non possono scomparire – Il Centro Polifunzionale un Centro Scolastico Superiore – Il ruolo guida del Comune di Ischia.

L’ UDC del Comune di Ischia con il convegno di sabato 11 ottobre all’Hotel Regina Palace, annunciato con un semplice comunicato senza enfasi organizzativa, ha visto la partecipazione spontanea di numerosi cittadini di ogni parte politica e di diversi imprenditori.

Una così vasta partecipazione di cittadini – non solo del Comune di Ischia – dimostra che c’è una esigenza molto forte di partecipazione civile, che sta crescendo la responsabilità individuale” per la “responsabilità collettiva“, che c’è bisogno di un ritorno forte alla Politica, che questa politica praticata dai partitini o dai partiti-azienda della II Repubblica non soddisfa più nessuno.

Nel desolante panorama politico italiano l’UDC di cui è leader “senza carica” ( non è né il segretario né il presidente ) Pier Ferdinando Casini, rappresenta l’unico partito rappresentato in Parlamento e ramificato sull’intero territorio italiano che avverte questa grande insoddisfazione degli italiani per il sistema politico creato con la cosiddetta II Repubblica che è così chiamata impropriamente perché non è stata cambiata la natura “parlamentare” della Costituzione del 1948.[lang_it]

I Tempi

di Giuseppe Mazzella

Dall’UDC un segnale per i tempi nuovi

° una proposta per un Unione di Centro dai laici ai cattolici: una suggestione “greca” o un ritorno all’azionismo o una DC corretta e riveduta? – sul piano locale una politica intercomunale effettiva ed onerosa per il Comune di Ischia prima del Comune Unico – le sette identità secolari non possono scomparire – Il Centro Polifunzionale un Centro Scolastico Superiore – Il ruolo guida del Comune di Ischia.

L’ UDC del Comune di Ischia con il convegno di sabato 11 ottobre all’Hotel Regina Palace, annunciato con un semplice comunicato senza enfasi organizzativa, ha visto la partecipazione spontanea di numerosi cittadini di ogni parte politica e di diversi imprenditori.

Una così vasta partecipazione di cittadini – non solo del Comune di Ischia – dimostra che c’è una esigenza molto forte di partecipazione civile, che sta crescendo la responsabilità individuale” per la “responsabilità collettiva“, che c’è bisogno di un ritorno forte alla Politica, che questa politica praticata dai partitini o dai partiti-azienda della II Repubblica non soddisfa più nessuno.

Nel desolante panorama politico italiano l’UDC di cui è leader “senza carica” ( non è né il segretario né il presidente ) Pier Ferdinando Casini, rappresenta l’unico partito rappresentato in Parlamento e ramificato sull’intero territorio italiano che avverte questa grande insoddisfazione degli italiani per il sistema politico creato con la cosiddetta II Repubblica che è così chiamata impropriamente perché non è stata cambiata la natura “parlamentare” della Costituzione del 1948.[/lang_it]

Così propone prima di tutto il ritorno al sistema delle preferenze nella legge elettorale per ridare all’elettore il potere di scelta individuale della persona che si intende mandare in Parlamento; si colloca al centro dello schieramento o meglio non sta né nel centro-destra né nel centro-sinistra così come si sono “autonominati” i due schieramenti del nostro bipolarismo zoppo ed apparente ed ha il coraggio di proporre una “Unione di Centro” che deve vedere la partecipazione non solo degli ex-democristiani o popolari ma anche dei laici e dei socialisti.

Nel tempo dove l’immagine è addirittura più importante della sostanza la scelta della denominazione è significativa.

Al tempo del tramonto delle ideologie e della globalizzazione bisognerà riempire di contenuti questa “Unione di Centro” affinché diventi la casa politica della più parte degli italiani.

Il nome non è nuovo alla Storia. Un grande politico greco Georgios Papandreu (1888 – 1968) chiamò negli anni ‘30 del ‘900 il suo partito socialista o socialdemocratico che aderiva all’Internazionale Socialista “Unione di Centro” e si chiamò così fino a quando il figlio Andreas nel 1974 non cambiò la denominazione in PASOK, Partito Socialista Greco, diventando maggioranza dopo la dittatura dei colonnelli.

In Italia un grande numero di intellettuali laici negli anni ‘30 in pieno fascismo dette vita al Partito d’Azione – il partito di Rosselli, di Parri, di Carlo Levi, di Bobbio, di La Malfa, di Lombardi, di De Martino tanto per fare qualche nome – che voleva fare sintesi tra il “socialismo” ed il “liberalismo” e che si sciolse anzitempo alla fine degli anni ‘40 perché nella radicalizzazione della sinistra costituita dal PSI e dal PCI non aveva più spazio. Ma anche se militarono per tutta la loro vita in partiti diversi – come il PSI, il PCI, il PRI – nessuno di quei politici rinnegò mai la sua appartenenza all’azionismo.

Può darsi – e me lo auguro – che la nuova “Unione di Centro” alla quale aderiscono anche personalità provenienti dal mondo laico come Luigi Compagna e Ferdinando Adornato abbia maggior fortuna.

Sul piano locale dell’isola d’Ischia il piccolo UDC che vede protagonisti due ex – democristiani Carmine Bernardo ed Antonio Pinto ha lanciato alcuni segnali forti per avviare concretamente un processo di intercomunalità tra i sei Comuni nell’attesa del Comune Unico giudicata scelta INEVITABILE.

Questa ” ntercomunalità” deve essere avviata con la “decongestione amministrativa” del Comune di Ischia che non può più sopportare il “peso” degli altri 5 Comuni come ha affermato Carmine Bernardo.

Bernardo – che negli anni ‘80 del ‘900 era consigliere comunale di maggioranza della DC di Enzo Mazzella – avrebbe dovuto tuttavia proferire una dichiarazione autocritica perché forse l’intercomunalità infrastrutturale – che è propedeutica all’unificazione amministrativa – non è stata avviata proprio per primaria responsabilità del Comune di Ischia.

Ricordo che negli anni ‘80 quando Enzo Mazzella presentò al consiglio regionale la sua proposta per il Comune Unico ebbi con lui una civile polemica attraverso le colonne de “Il Giornale di Napoli” ( 30 agosto – 4 settembre 1987) sui problemi del “troppo sviluppo” di Ischia e sostenni che per far nascere il Comune Unico occorresse prima una “unificazione economica” dell’isola dalla quale – inevitabilmente – si doveva arrivare all’unificazione amministrativa.

Unificazione economica” significava e significa che occorre dare segnali forti per un sistema infrastrutturale che non mortifichi nessuno dei sei Comuni perché comunque restano e non sono cancellabili le identità secolari dei sei Comuni o meglio delle “sette contrade” poiché bisogna aggiungere la Comunità di Panza mentre considero “antropologicamente” scomparsa la Comunità di Testaccio il cui Comune fu soppresso con Regio Decreto n. 1427 dell’ 8 giugno 1873 da Re Vittorio Emanuele II..

Per esempio: è stato il Comune di Ischia, il Comune “capoluogo”, che ha chiesto o ottenuto o comunque è stato capace con la sua classe dirigente del tempo di avere la Pretura, il Palazzo dello Sport, la Casa della Madre e del Bambino, l’Ufficio delle Entrate, la Scuola Media ed il Liceo Classico, e così via.

Ed ancora essendo il Porto – aperto nel 1854 – non solo uno scalo naturale ma il punto più vicino al Continente è – logicamente – diventato lo scalo inevitabilmente multifunzionale (commerciale e turistico) dell’intera isola d’Ischia.

Impossibile rendere il porto di Ischia esclusivamente turistico.

Ed allora è il Comune di Ischia che deve “dare” agli altri Comuni o meglio alle sette identità e deve farsi “carico” anche di quello che è più oneroso. E’ il destino dei più forti.

Casamicciola diventa sempre più “Porto” e sempre meno “Terme”. Il complesso del Pio Monte della Misericordia è in rovina da 35 anni. Forio ha La Colombaia in abbandono così come è chiuso, ancora una volta, l’Osservatorio Geofisico di Casamicciola. Quale è il percorso di un “Polo museale o Culturale” ? Quale Comune è chiamato al ruolo di “pilota” ?

Così la questione del sito di stoccaggio dei rifiuti solidi urbani, dove l’Arenella è il sito più idoneo ma soltanto perché l’Amministratore del tempo, Antonio Pinto, è stato più capace, in un’isola che è nella sua interezza, sottolineo “interezza”, area a vincolo ambientale ai sensi della legge 1089 del 1939 chi deve farsi carico dell’altro sito a servizio di tutta l’isola “meno offensivo del paesaggio”? Deve arrivare il Sottosegretario Bertolaso a “decretarlo”?

Così il cosiddetto “centro polifunzionale” a Via Morgioni è bene darlo alla Provincia affinché ne faccia un Centro Scolastico Superiore trovando sede sia per l’Alberghiero, sia per lo Scientifico, sia per l’Istituto Superiore che ha 4 sedi “spezzettate” in tre Comuni. Il Centro Scolastico Superiore avrà sede nel Comune di Ischia perché ne ha la struttura. Punto e basta senza ulteriore polemica.

Insomma una politica tra i sei o fra le sette identità può partire solo dal Comune di Ischia con segnali forti di decentramento per alcuni servizi e di assunzione di altri oneri infrastrutturali e di “moral suasion” per tutti gli altri Comuni o meglio verso i loro sindaci e consiglieri per le scelte che spettano ad ogni Municipalità esistente che “danneggiano” tutte le altre, oltre se stessa , se non le fa..

E’ una Politica molto alta e dove il consenso è difficile nel breve tempo. In questo tempo.

Carmine Bernardo ed Antonio Pinto sono apparsi come uomini di Responsabilità che avvertono il peso di rappresentare una grande Comunità avviata verso un avvenire incerto ed un presente difficile e con i quali è possibile ragionare e polemizzare.

E’ parso un segnale da seguire.[lang_it]

Così propone prima di tutto il ritorno al sistema delle preferenze nella legge elettorale per ridare all’elettore il potere di scelta individuale della persona che si intende mandare in Parlamento; si colloca al centro dello schieramento o meglio non sta né nel centro-destra né nel centro-sinistra così come si sono “autonominati” i due schieramenti del nostro bipolarismo zoppo ed apparente ed ha il coraggio di proporre una “Unione di Centro” che deve vedere la partecipazione non solo degli ex-democristiani o popolari ma anche dei laici e dei socialisti.

Nel tempo dove l’immagine è addirittura più importante della sostanza la scelta della denominazione è significativa.

Al tempo del tramonto delle ideologie e della globalizzazione bisognerà riempire di contenuti questa “Unione di Centro” affinché diventi la casa politica della più parte degli italiani.

Il nome non è nuovo alla Storia. Un grande politico greco Georgios Papandreu (1888 – 1968) chiamò negli anni ‘30 del ‘900 il suo partito socialista o socialdemocratico che aderiva all’Internazionale Socialista “Unione di Centro” e si chiamò così fino a quando il figlio Andreas nel 1974 non cambiò la denominazione in PASOK, Partito Socialista Greco, diventando maggioranza dopo la dittatura dei colonnelli.

In Italia un grande numero di intellettuali laici negli anni ‘30 in pieno fascismo dette vita al Partito d’Azione – il partito di Rosselli, di Parri, di Carlo Levi, di Bobbio, di La Malfa, di Lombardi, di De Martino tanto per fare qualche nome – che voleva fare sintesi tra il “socialismo” ed il “liberalismo” e che si sciolse anzitempo alla fine degli anni ‘40 perché nella radicalizzazione della sinistra costituita dal PSI e dal PCI non aveva più spazio. Ma anche se militarono per tutta la loro vita in partiti diversi – come il PSI, il PCI, il PRI – nessuno di quei politici rinnegò mai la sua appartenenza all’azionismo.

Può darsi – e me lo auguro – che la nuova “Unione di Centro” alla quale aderiscono anche personalità provenienti dal mondo laico come Luigi Compagna e Ferdinando Adornato abbia maggior fortuna.

Sul piano locale dell’isola d’Ischia il piccolo UDC che vede protagonisti due ex – democristiani Carmine Bernardo ed Antonio Pinto ha lanciato alcuni segnali forti per avviare concretamente un processo di intercomunalità tra i sei Comuni nell’attesa del Comune Unico giudicata scelta INEVITABILE.

Questa ” ntercomunalità” deve essere avviata con la “decongestione amministrativa” del Comune di Ischia che non può più sopportare il “peso” degli altri 5 Comuni come ha affermato Carmine Bernardo.

Bernardo – che negli anni ‘80 del ‘900 era consigliere comunale di maggioranza della DC di Enzo Mazzella – avrebbe dovuto tuttavia proferire una dichiarazione autocritica perché forse l’intercomunalità infrastrutturale – che è propedeutica all’unificazione amministrativa – non è stata avviata proprio per primaria responsabilità del Comune di Ischia.

Ricordo che negli anni ‘80 quando Enzo Mazzella presentò al consiglio regionale la sua proposta per il Comune Unico ebbi con lui una civile polemica attraverso le colonne de “Il Giornale di Napoli” ( 30 agosto – 4 settembre 1987) sui problemi del “troppo sviluppo” di Ischia e sostenni che per far nascere il Comune Unico occorresse prima una “unificazione economica” dell’isola dalla quale – inevitabilmente – si doveva arrivare all’unificazione amministrativa.

Unificazione economica” significava e significa che occorre dare segnali forti per un sistema infrastrutturale che non mortifichi nessuno dei sei Comuni perché comunque restano e non sono cancellabili le identità secolari dei sei Comuni o meglio delle “sette contrade” poiché bisogna aggiungere la Comunità di Panza mentre considero “antropologicamente” scomparsa la Comunità di Testaccio il cui Comune fu soppresso con Regio Decreto n. 1427 dell’ 8 giugno 1873 da Re Vittorio Emanuele II..

Per esempio: è stato il Comune di Ischia, il Comune “capoluogo”, che ha chiesto o ottenuto o comunque è stato capace con la sua classe dirigente del tempo di avere la Pretura, il Palazzo dello Sport, la Casa della Madre e del Bambino, l’Ufficio delle Entrate, la Scuola Media ed il Liceo Classico, e così via.

Ed ancora essendo il Porto – aperto nel 1854 – non solo uno scalo naturale ma il punto più vicino al Continente è – logicamente – diventato lo scalo inevitabilmente multifunzionale (commerciale e turistico) dell’intera isola d’Ischia.

Impossibile rendere il porto di Ischia esclusivamente turistico.

Ed allora è il Comune di Ischia che deve “dare” agli altri Comuni o meglio alle sette identità e deve farsi “carico” anche di quello che è più oneroso. E’ il destino dei più forti.

Casamicciola diventa sempre più “Porto” e sempre meno “Terme”. Il complesso del Pio Monte della Misericordia è in rovina da 35 anni. Forio ha La Colombaia in abbandono così come è chiuso, ancora una volta, l’Osservatorio Geofisico di Casamicciola. Quale è il percorso di un “Polo museale o Culturale” ? Quale Comune è chiamato al ruolo di “pilota” ?

Così la questione del sito di stoccaggio dei rifiuti solidi urbani, dove l’Arenella è il sito più idoneo ma soltanto perché l’Amministratore del tempo, Antonio Pinto, è stato più capace, in un’isola che è nella sua interezza, sottolineo “interezza”, area a vincolo ambientale ai sensi della legge 1089 del 1939 chi deve farsi carico dell’altro sito a servizio di tutta l’isola “meno offensivo del paesaggio”? Deve arrivare il Sottosegretario Bertolaso a “decretarlo”?

Così il cosiddetto “centro polifunzionale” a Via Morgioni è bene darlo alla Provincia affinché ne faccia un Centro Scolastico Superiore trovando sede sia per l’Alberghiero, sia per lo Scientifico, sia per l’Istituto Superiore che ha 4 sedi “spezzettate” in tre Comuni. Il Centro Scolastico Superiore avrà sede nel Comune di Ischia perché ne ha la struttura. Punto e basta senza ulteriore polemica.

Insomma una politica tra i sei o fra le sette identità può partire solo dal Comune di Ischia con segnali forti di decentramento per alcuni servizi e di assunzione di altri oneri infrastrutturali e di “moral suasion” per tutti gli altri Comuni o meglio verso i loro sindaci e consiglieri per le scelte che spettano ad ogni Municipalità esistente che “danneggiano” tutte le altre, oltre se stessa , se non le fa..

E’ una Politica molto alta e dove il consenso è difficile nel breve tempo. In questo tempo.

Carmine Bernardo ed Antonio Pinto sono apparsi come uomini di Responsabilità che avvertono il peso di rappresentare una grande Comunità avviata verso un avvenire incerto ed un presente difficile e con i quali è possibile ragionare e polemizzare.

E’ parso un segnale da seguire.[/lang_it]

A proposito dell'autore

Giuseppe Mazzella Giuseppe Mazzella, 61 anni, laureato in scienze politiche, giornalista e funzionario pubblico. E’ stato dal 1973 al 1975 redattore capo e direttore de “ Il Giornale d’ Ischia” fondato da Franco Conte; dal 1976 al 2001 responsabile dell’Ufficio Stampa della Provincia di Napoli; dal 1980 al 2006 è stato corrispondente dell’ANSA dalle isole di Ischia e Procida, ha collaborato dal 1980 al 2002 come free lance fra l’altro a “ Il Mattino”, “Il settimanale d’ Ischia”, “ Il Golfo” e scritto sul “ Corriere del Mezzogiorno” su “ La Repubblica”.E’ stato presidente dell’Associazione della Stampa delle isole di Ischia e Procida dal 1986 al 1994 e Presidente del Centro Studi su l’ isola d’ Ischia.Ha fondato nel 1999 il Museo Civico di Casamicciola Terme del quale è stato direttore onorario fino al 2004. E’ stato consigliere comunale di Casamicciola Terme del PSI dal 1975 al 1983. Dal 2002 è direttore del Centro per l’Impiego di Ischia. Una mia fotografia la si può trovare su la mia presentazione su tesionline.it alla ricerca Giuseppe Mazzella su Virgilio.