Come difendere Ischia, come consolidare lo sviluppo, come accrescere l’occupazione

Le Speranze e le illusioni di una generazione
– di Giuseppe Mazzellagiuseppe_mazzella.jpg

Sono passati 40 anni .Ho cominciato ad appassionarmi alla politica – ed avvenne precocemente all’età di 16 anni – partendo dal paese dove sono nato e vivo, Casamicciola,ed allargando l’ orizzonte all’ Italia, all’ Europa ed al Mondo e poi a studiare e cercare di capire l’ Economia Politica, la “scienza triste” nata nel XVIII secolo e poi ancora il passo ulteriore e naturale del giornalismo sia a livello locale e sia a livello nazionale come corrispondente e collaboratore di quotidiani e delle due maggiori agenzie stampa d’ Italia. Sempre mi sono posto tre interrogativi fondamentali.

Come difendere l’ ambiente e contenere la pressione storica dello sviluppo

Il primo è come difendere l’isola d’Ischia, la sua bellezza naturale unica al mondo, la sua straordinaria particolarità geografica, la sua interessantissima storia antica e moderna. Difenderla soprattutto da quella che il prof. Edoardo Malagoli – che non solo fu un insuperabile Educatore ma fu il primo concreto Ambientalista dell’ isola d’ Ischia creando agli inizi degli anni ‘60 la sezione di “ Italia Nostra” – chiamava con espressione felice “ la pressione storica dello Sviluppo” poiché come rileva Pierre George nella sua “ la geografia della società industriale” il turismo ricorda quel personaggio mitico che divorava i bambini per conservare loro il padre. Il suo effetto principale è distruggere lo scenario che ne legittima la presenza. In effetti una volta superato un certo limite, l’addensamento e la frequenza fanno scomparire la specificità dell’ambiente cioè le sue attrattive. Il turismo è di per se stesso straordinariamente “inquinante” genera accumulo di rifiuti, distruzione volontaria o involontaria della natura”.

Come consolidare lo sviluppo: la scelta della “ Terza Via”
Il secondo interrogativo è come consolidare lo sviluppo. Già negli anni ‘70 – quando ho cominciato la mia attività giornalistica con il mio indimenticabile Maestro Franco Conte e con il nostro “ Il Giornale d’Ischia” schierato con la “ democrazia avanzata” per il centro-sinistra sul piano locale – si vedeva ad occhio nudo che l’espansione economica determinata dal turismo di massa italiano ed internazionale aveva raggiunto un punto in cui erano indispensabili politiche pubbliche per incanalare la” pressione storica” in strade Maestre e da qui la scelta inevitabile della Pianificazione Territoriale e della Programmazione Economica che non era dettata soltanto dalla moda storicistica del momento sulle ali dell’entusiasmo della nuova politica economica nazionale avviata da Ugo La Malfa ed Antonio Giolitti ma da una profonda convinzione poiché avevano perfettamente ragione due grandi economisti, Fuà e Sylos-Labini quando già affermavano nel 1963 nel loro libro “Idee per la programmazione economica” che “ l’obiettivo fondamentale della politica urbanistica è di tradurre sul territorio i programmi economici. La programmazione economica e la pianificazione urbanistica non rappresentano due fasi separabili sotto il profilo operativo ma sono due aspetti di un unico processo”. Chi non poteva non essere d’accordo su queste affermazioni se in buona fede sia che fosse liberale, socialista, neofascista o neo comunista o che stesse a destra, a centro o a sinistra ?
La politica di Programmazione – e da qui la mia adesione al “socialismo democratico” o meglio al “socialismo liberale” che trovava rappresentanza politica nel PSI o nel PSDI o nel PRI ma non nel PCI e se i tre partiti dell’ area laica-riformista sono scomparsi per la responsabilità della loro classe dirigente nello sciagurato decennio 1980-1990 la classe dirigente del PCI è responsabile di aver fatto di tutto perché fallisse la “Terza Via”- non aveva alternative in una “ società aperta” ma non poteva essere applicata in aree turistiche mature come il caso dell’isola d’Ischia come semplicistica azione di divieto a non modificare il territorio o peggio ancora a modificarlo discrezionalmente secondo l’autentico detentore del potere di tutela che è stata la Sovrintendenza ai Beni Ambientali, ente non elettivo ed espressione di un potere centralizzato che faceva a pugni con tutta l’azione di decentramento amministrativo avviata nel 1970 con l’istituzione delle Regioni a statuto ordinario.

La Babele legislativa in materia urbanistica e la deformazione delle Società-Miste
Sulla mancata Pianificazione Territoriale e sulla mancata Programmazione Economica, sulla “Babele” legislativa di questi ultimi trent’anni con leggi di decentramento approvate e revocate, con leggi urbanistiche sempre più assurdamente restrittive, sono stati scritti non fiumi ma oceani di inchiostro su giornali locali e nazionali da parte di esperti, studiosi, politici, cittadini, e non basterebbe una enorme biblioteca per contenere questo oceano di parole che non ha prodotto fatti concreti se non tre leggi di condono in conflitto con altre leggi statali e regionali.
Nonostante tutto l’interrogativo di come consolidare lo sviluppo che si esprime oggi con circa 2 mila imprese, 40 mila posti letto, 10 mila lavoratori stagionali si pone con maggiore prepotenza nel tempo della globalizzazione economica e finanziaria che significa concorrenza mondiale delle località turistiche.
Così come si pone oggi ancora più prepotente il come difendere la ricchezza ambientale dell’isola perché è evidente che si è costruito troppo e troppo disordinatamente tanto che qualche esponente nazionale di quello sciagurato “ ambientalismo di maniera” che ha fatto dire NO a tutto e che involontariamente ha causato PIU’ abusivismo arriva ad invitare i turisti a non venire più ad Ischia.
Ma la cosa difficile è dire SI’, MA … perché se il territorio deve essere difeso deve anche essere fruito perché comunque dà lavoro ed occupazione ad oltre 10 mila persone. Così come è relativamente facile investire danaro per gli imprenditori dove c’ è immediata remunerazione del capitale ma è difficile trovare capitali per operazioni più complesse dove la remunerazione del capitale ha tempi lunghi . L’economia-mista con capitali pubblici e privati doveva trovare accoglimento proprio negli investimenti più difficili, più tortuosi, più complessi come per esempio la storia ultratrentennale del complesso Pio Monte della Misericordia di Casamicciola o quella ultradecennale del Centro Polifunzionale di Ischia mentre ha trovato applicazione nelle società comunali o sovracomunali di servizi che sono al riparo dal rischio di impresa e fanno entrare dalla finestra il clientelismo poiché formalmente di diritto privato e gli esempi si chiamano Pegaso, AMCA, Marina di Casamicciola , EVI etc. con buona pace dell’obiettivo principale delle società di capitale che è quello di fare profitti cioè chiudere i bilanci con utili e non con perdite .

Come accrescere l’occupazione
Il terzo interrogativo è come accrescere l’occupazione.
Quando il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, dice che “questo è un Paese impazzito” esprime una verità ed un sentimento diffusi. E’ perfettamente vero. Questo è un Paese impazzito.
Impazzito soprattutto per l’incredibile spezzettamento delle competenze tanto che trova conferma una espressione felice di Ugo La Malfa secondo la quale “la responsabilità collegiale finisce sempre nell’irresponsabilità collettiva”.
Insomma se questo è un mondo globalizzato, se il modello dello sviluppo capitalistico è vincente alla prova della Storia dopo circa 70 anni di divisione del mondo in due modelli diversi di crescita economica e di organizzazione sociale tanto che è più corretto parlare di “seconda globalizzazione” essendo la prima durata dagli inizi del XIX secolo fino al 1917 cioè fino alla rivoluzione russa, come si fa contemporaneamente a difendere la bellezza naturale, un armamentario ricettivo di enorme ampiezza, salvaguardare ed accrescere i livelli occupazionali di 10 mila persone con la cosiddetta “offerta formativa” di almeno 10 istituti superiori che licenziano ogni anno almeno 400 giovani che chiedono di entrare sul mercato del lavoro locale soprattutto e di altri 50 o 100 laureati che chiedono altrettanto di lavorare nella propria isola dove sono nati, hanno studiato, ed i loro genitori hanno loro costruito una piccola o grande casa?
Credo come credevo oltre 40 anni fa che a questi interrogativi deve dare risposta la Politica ed i Politici perché se si difende l’ambiente si fa diminuire lo sviluppo e se diminuisce lo sviluppo diminuisce anche l’occupazione. Più il turismo diventa maturo più diviene “inquinante” e sempre più difficile diviene consolidare lo sviluppo. Trovare il giusto equilibrio tra obiettivi in antitesi fra loro è il compito della Politica. Non c’ è alternativa alla Politica e non c’ è alternativa né alla Programmazione né al Riformismo poiché l’Italia non è più uno Stato completamente sovrano. Facciamo parte di una nuova entità sopranazionale che si chiama Unione Europea con tutte le luci e tutte le ombre. Si possono chiamare con nomi nuovi sia l’una che l’altro ma il libero mercato ha bisogno di una azione dirigistica, di spinta, di freno, di divieti ma anche di autorizzazioni, di interventi, che spetta ai poteri pubblici e nel nostro sistema locale il Potere Pubblico è il Comune ed è insostituibile. Da qui la scelta chiara e netta per il Comune Unico dell’isola d’Ischia, in luogo di sei piccoli Enti in competizione fra loro, perché visto come lo strumento istituzionale necessario anche se non sufficiente per “ incanalare la pressione storica dello sviluppo”.
Queste sono le mie convinzioni e le mie speranze.
Ma “ le speranze che non si colorano di realtà sono illusioni” ha scritto Ralph Darhendorf. Si deve vivere di speranze ma non di illusioni.

Giuseppe Mazzella, 57 anni, giornalista, laureato in scienze politiche, è stato collaboratore di quotidiani, riviste ed agenzie di stampa dall’isola d’Ischia. E’ funzionario responsabile del Centro per l’Impiego di Ischia. – g.mazzella@provincia.napoli.it

A proposito dell'autore

Giuseppe Mazzella Giuseppe Mazzella, 61 anni, laureato in scienze politiche, giornalista e funzionario pubblico. E’ stato dal 1973 al 1975 redattore capo e direttore de “ Il Giornale d’ Ischia” fondato da Franco Conte; dal 1976 al 2001 responsabile dell’Ufficio Stampa della Provincia di Napoli; dal 1980 al 2006 è stato corrispondente dell’ANSA dalle isole di Ischia e Procida, ha collaborato dal 1980 al 2002 come free lance fra l’altro a “ Il Mattino”, “Il settimanale d’ Ischia”, “ Il Golfo” e scritto sul “ Corriere del Mezzogiorno” su “ La Repubblica”.E’ stato presidente dell’Associazione della Stampa delle isole di Ischia e Procida dal 1986 al 1994 e Presidente del Centro Studi su l’ isola d’ Ischia.Ha fondato nel 1999 il Museo Civico di Casamicciola Terme del quale è stato direttore onorario fino al 2004. E’ stato consigliere comunale di Casamicciola Terme del PSI dal 1975 al 1983. Dal 2002 è direttore del Centro per l’Impiego di Ischia. Una mia fotografia la si può trovare su la mia presentazione su tesionline.it alla ricerca Giuseppe Mazzella su Virgilio.