Il Sasso nello stagno
° L’Ufficio Tecnico del Comune non sta monitorando il territorio: è affidato alla Protezione Civile- L’Ufficio Tecnico non ha uno stradario comunale aggiornato: il vigente è del 1928 – Chi doveva effettuare la manutenzione ordinaria delle stradine rurali e degli alvei? Due società “partecipate” per la raccolta rifiuti e per la manutenzione del patrimonio comunale pubblico finanziariamente a carico del Comune – Non è stata avviata la costituzione della Società di Trasformazione Urbana pur annunciata dal sindaco Giosy Ferrandino nel 2002 per la nuova Rinascita con lo slogan: “Casamicciola: all’antica grandezza. Si deve. Si può” – la maggioranza politica del sindaco Vincenzo D’Ambrosio non è quella che l’ha votato – un Comune allo sfascio ed un Paese in ginocchio
Sia la prima Rinascita – dopo il terremoto del 28 luglio 1883 – sia la seconda – dopo l’alluvione del 24 ottobre 1910 di Casamicciola non furono gestite dal Comune. Troppo onerosa era la ricostruzione , troppo piccolo il Comune, troppo inadeguata la macchina amministrativa comunale.
Le due ricostruzioni furono quindi centralizzate.
E’ stato già pubblicato dal gruppo di studiosi autori della monumentale monografia sul terremoto del 1883 fra i quali i professori Giuseppe Luongo, Ilia Delizia, Elena Cubellis, Stefano Carlino, Raffaele Iannuzzi, Francesco Obrizzo, uno studio su: “Il terremoto di Casamicciola del 1883: una ricostruzione mancata” sotto l’egida di vari dipartimenti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e col sostegno finanziario della Regione Campania. Lo studio di estremo interesse è stato presentato dagli studiosi lo scorso anno presso la Biblioteca Antoniana di Ischia per evidente protesta contro l’Amministrazione Comunale di Casamicciola che non ha continuato nella concreta azione di valorizzazione della “Memoria Storica” chiudendo di nuovo l’Osservatorio Geofisico – che era stato inserito come Centro Culturale Polivalente – nel Museo Civico tanto che nel 2002 ne è stata impedita la vendita all’asta ed ha avviato un nuovo progetto di “ristrutturazione” dell’Osservatorio per fini “didattici”con fondi ministeriali per le isole minori senza minimamente affrontare il vero problema delle strutture culturali e scientifiche “laiche” cioè i Musei Civici che è quello della GESTIONE con oneri per il PERSONALE SCIENTIFICO, TECNICO, AMMINISTRATIVO ED AUSILIARIO INTERAMENTE A CARICO DEL COMUNE. Ma questa è una polemica che, purtroppo, sarà discussa in altra sede.
A quella presentazione gli Autori vollero la mia presenza inserendomi fra i relatori come affettuosa attestazione di considerazione per quanto ho fatto per coniugare la riscoperta della Memoria con le esigenze di Sviluppo del Mio Paese.
Sono profondamente convinto che si possono fare le due cose insieme, che non si può costruire un Futuro migliore per i nostri figli se non recuperiamo il più possibile il nostro Passato, la nostra Memoria che è stata cancellata da ben sei terremoti nel secolo XIX e dall’alluvione del 1910.
Sull’alluvione del 1910 questo gruppo di studiosi – al quale il coordinatore prof. Giuseppe Luongo ha voluto aggiungere anche me – sta preparando una monografia dettagliata che dovrebbe uscire proprio in occasione del centenario del tragico evento. Mai ricerca sarà più opportuna.
Possiamo disporre oggi di un gruppo di studiosi che sono in grado di raccontare con il rigore dello scienziato le due Rinascite di Casamicciola e di rilevarne anche gli errori.
La Terza Rinascita di Casamicciola avrebbe già dovuto partire 10 anni fa quando costituimmo il Museo Civico ma già nel 1997 nel tempo dell’occasione dei Patti Territoriali con quella che veniva chiamata la “Programmazione Negoziata” con la cosiddetta “Finanza di territorio” la Terza Rinascita fu dettagliatamente esposta con il convegno del 20 dicembre 1997 e con la società di sviluppo economico “Therme di Casamicciola”. Il progetto “Dalla Memoria allo Sviluppo” fu – a parole – condiviso sia dal sindaco Arnaldo Ferrandino sia dal sindaco Giosy Ferrandino. Quest’ultimo ne fece il suo cavallo di battaglia nelle elezioni del 2002 con lo slogan: Casamicciola all’antica grandezza: si deve, si può”. Andato al potere il sindaco Giosy Ferrandino – che ha governato come un moderno podestà per 5 anni – ha abbandonato il progetto più “complesso” ed ha preferito impegnarsi per la “fabbricazione” o la “modernizzazione” delle strutture pubbliche esistenti – strade, piazze, aree verdi – con i fondi che arrivavano grazie al POR Campania.
Il progetto invece della Terza Rinascita era impostato sulla costituzione della Società di Trasformazione Urbana – ciò che il Comune di Napoli ha fatto per Bagnoli – per poter acquisire con l’esproprio le aree dismesse del Pio Monte della Misericordia e degli altri opifici termali in rovina situati sia a Piazza dei Bagni del Gurgitello e sia nel bacino di La Rita. Si trattava di una Trasformazione sostanziale di Casamicciola con i moderni e difficili strumenti della Finanza di Territorio.
La tragedia di martedì 10 novembre 2009 ha riproposto drammaticamente il problema dell’ EFFICIENZA del Comune. Il Comune ha “delegato” le funzioni proprie della raccolta dei rifiuti, della manutenzione di tutto il patrimonio comunale – dalle strade alle scuole – a due società cosiddette “partecipate” cioè di diritto privato – SRL – che hanno un unico socio, il Comune, così che la gestione del territorio è stata “esternizzata” sotto le mentite spoglie della “privatizzazione”.
Queste due società “private” ma interamente a capitale pubblico sono al riparo dal rischio di impresa e sono DIRETTAMENTE dipendenti dalle risorse finanziarie del Comune. Sono diventate anche il nuovo strumento per il clientelismo politico con l’assunzione di personale a chiamata diretta molto spesso in contrasto con le regole della redditività aziendale. Queste due società – ma non ne sarebbe bastata una efficientemente gestita con criteri aziendalistici? – sono diventate anche strumento di lotte di potere di personaggi della vecchia e della nuova maggioranza perché è il caso di evidenziare che l’attuale maggioranza non è quella che ha direttamente votato il sindaco Vincenzo D’Ambrosio e la cosa fa emergere l’inconcludenza della legge per l’elezione diretta del sindaco. La legge avrebbe dovuto prevedere la decadenza del sindaco e quindi del consiglio comunale quando cambia la maggioranza.
Mentre si sono costituite due società con risorse finanziarie del Comune non si è nemmeno avviata la procedura per la costituzione della Società di Trasformazione Urbana che richiedeva la diretta partecipazione della Regione Campania, della Provincia di Napoli, del sistema bancario, del sistema industriale locale, nazionale ed internazionale con procedura di evidenza pubblica, come impone la Legge.
La Magistratura dovrà fare luce su chi doveva effettuare la “manutenzione ordinaria” non solo delle strade ma di tutte le stradine rurali, delle stradine interpoderali, degli alvei costruiti dal Genio Civile dopo l’alluvione del 1910. La “manutenzione ordinaria” è fondamentale per ogni bene pubblico o privato perché se non si effettua per un anno o dieci anni o 99 anni diventa necessariamente “straordinaria” ed è quindi oggetto di progetti “pronti all’occorrenza – come denunciò l’arch. Ilia Delizia nel 1999 agli Incontri sull’Osservatorio – che significano impegno di danaro pubblico con progettisti ed appaltatori.
L’ Ufficio Tecnico del Comune di Casamicciola ha un organico di 5 tecnici – 2 ingegneri a contratto a tempo determinato e 3 geometri stabilizzati – 4 impiegati amministrativi e da esso dipendono anche 3 operai nonostante il Comune abbia assegnato la manutenzione ordinaria alla società “partecipata” Marina di Casamicciola.
L’Ufficio Tecnico del Comune di Casamicciola non ha uno stradario aggiornato. A Casamicciola esiste solo lo stradario realizzato nel 1928 – anno VI dell’era fascista dal podestà Antonio Vittorio Conte. Sono riportate ancora stradine che non esistono più come Via Milano nel Rione Regina Margherita alla Sentinella sorto dopo il terremoto del 1883 dove furono posti nomi di città italiane a minuscoli vicoli. Viene riportata l’indicazione – ad esempio – della via pedonale dottor Mennella senza indicare il nome ed ho dovuto fare ricerche per stabilire che si tratta del dottor Antonio Mennella ( 1817-1894) non di Giuseppe, ambedue medici e bibliografi.
Come si può gestire un Ufficio Tecnico senza avere uno stradario aggiornato ed in continuo aggiornamento su una superficie di competenza di 5,6 Kmq che va da zero a 788 metri sul livello del mare? Tecnicamente è possibile? Lo domando agli architetti, agli ingegneri, ai geometri.
Alla domanda rivolta da me via telefono al funzionario responsabile dell’Ufficio Tecnico, ing. Formisano, chi sta monitorando il territorio dopo la frana? mi è stato risposto: la Protezione Civile.
Sono dell’avviso che anche questa Terza Rinascita deve essere gestita da un COMMISSARIO nominato da chi di dovere – la Regione o il Governo – con una propria struttura tecnica – esattamente come si fece nei due eventi precedenti – e che non solo gestisca l’eterna Emergenza ma che predisponga gli atti necessari affinché il sistema degli enti locali – Comune, Provincia e Regione – adotti quanto necessario fare anche ascoltando gli studiosi dell’isola d’Ischia e del Continente che non sono plauditores di regime ma rivendicano il diritto alla parola ed all’ascolto,
in una Repubblica che, nonostante tutto, è ancora democratica e fondata sul lavoro.
Articoli correlati:

Ischia 3000
ischia lastminute
Ischia Map
Le Terme di Ischia
Visita ischia.it
Una giusta ed attenta osservazione che dovrebbe essere imposta ai Nostri amministratori, dimostratisi incapaci nella gestione del territorio e nella salvaguardia delle Vite Umane. I cittadini isolani di solito sono avulsi alla politica e lasciano ampio margine di manovra ad amministratori irresponsabili, più occupati alla solita spartizione e gestione del potere che non alla pianificazione e manutenzione del territorio.
Scarse risorse e per di più gestite male, la rinascita non può certamente partire dalle amministrazioni comunali, bisogna richiedere un intervento adeguato allo stato ed alla regione coordinato da uno staff tecnico referenziato.
Forza Casamicciola, la terza rinascita ci aspetta!
Caro Giuseppe,
nel porgerti un cordiale “imbocca al lupo” per lo scampato, tragico pericolo, il sottoscritto richiama, alla cortese attenzione “l’imperativo ricordo relativo alla considerazione, a suo tempo verbalmente ricevuta dal noto “Giuseppe Iacono ( 1923-1991),il quale, come hai storicamente rievocato, è stato Presidente della Provincia di Napoli dal 1975 al 1978 e poi sindaco di Casamicciola dal 1981 al 1985, proprietario dello stabilimento termale Lucibello – profondo conoscitore della storia locale – che, tra l’altro, evidenziò:
“Piazza dei Bagni è una bomba atomica quando piove. Sono terrorizzato ogni volta che piove. Lo scolo delle acque da Cava Fontana non è sicuro. Sotto questa strada c’è un sottoservizio che da anni non viene pulito. Non sappiamo in che condizione sta”.
Dalla precisa descrizione storica, emerge la seguente domanda: Il racconto racchiude un noto, grave pericolo, in quanto tale, ben conosciuto popolarmente ed ancor più evidente ai Responsabili dell’Ente locale.
Di conseguenza: “quali provvedimenti nel tempo hanno assunto gli abitanti della zona, progettisti vari, in particolare i Responsabili dell’ufficio tecnico comunale unitamente agli amministratori succedutosi dal 1985 ad oggi? “
Per quanto sopra, a modesto parere, si rende necessario invocare le Autorità preposte ad intervenire con massima impellenza sul grave accaduto del 10 c.m., per individuare complesse responsabilità e parallelamente, il Prefetto ed il Ministro dell’Interno ad intraprendere urgenti provvedimenti, atti allo scioglimento del Consiglio comunale.
Nel richiamato contesto, va inquadrata la proposta: ”Casamicciola, un Commissario Straordinario per la Terza Rinascita”. Tutto, anche per sensibilizzare la necessaria rieducazione culturale dei tanti , che nel perverso sistema, hanno confuso la libertà democratica, in assoluto libertinaggio.
Cordiali saluti Carmine Castaldi
Caro Peppino, anche se in ritardo, non potevo far mancare il mio incondizionato paluso a quello che scrivi e dici per la emittente locale. Mi sono gustato il servizio anche in replica, e ti assicuro, per fortuna nostra che hai scampato il gravissimo pericolo, sono tanto contento che puoi continuare ad illuminarci con i tuoi articoli. Non mollare, perchè sento che a poco alla volta, tornerà un po’ di indigenza, ed insieme a lei una maggiore modestia e semplicità, nel vivere i pochi anni che ognuno di noi deve trascorrere su questa terra. Qualcuno deve di nuovo pensare al plurale, stando tutti insieme all’unisono, ma non come Comune Unico, dovrà diventare la parola chiave per risolvere i tanti problemi che ci soffocheranno tra non molto. Il fango di Casamicciola è una vergogna collettiva che ha imbrattato l’intera Isola, e noi tutti dobbiamo fare in modo che ciò non avvenga mai più.