Ornella Vanoni a Villa Arbusto

Ritorna a Villa Arbusto di Lacco Ameno”: Un’Isola nel Mediterraneo, il mito, la DSC_0302musica, il teatro”, è l’impegnativo titolo dell’ormai tradizionale programma culturale in cui si snodano varie manifestazioni, che quest’anno saranno curate, come fino a due anni fa, dall’ex europarlamentare Franco Iacono, presidente, tra l’altro, dell’Associazione culturale “Terra”.

Il primo appuntamento si è tenuto domenica 28 giugno ed aveva per titolo “Conversazione con Ornella Vanoni” animata e condotta dal noto giornalista della Stampa di Torino, Giancarlo Dotto.

Quando qualche giorno prima, siamo andati ad accogliere la Vanoni all’imbarcadero di Forio, Franco Iacono mi aveva anticipato questo evento, ed io a dir la verità sono rimasto alquanto scettico nel sentire che una regina della canzone italiana, nonché attrice di teatro di prima grandezza, venisse da noi a fare “quattro chiacchiere al bar”. Le mie perplessità, come credo di molti altri, però, si sono sciolte come neve al sole già alle prime battute che hanno immediatamente connotato la pensata geniale di mettere a confronto due grandi professionisti nei loro rispettivi campi, che ne hanno tirato fuori un talk show di primissimo piano che ha interessato, in modo attivo, il foltissimo pubblico.Ritorna a Villa Arbusto di Lacco Ameno”: Un’Isola nel Mediterraneo, il mito, la DSC_0302musica, il teatro”, è l’impegnativo titolo dell’ormai tradizionale programma culturale in cui si snodano varie manifestazioni, che quest’anno saranno curate, come fino a due anni fa, dall’ex europarlamentare Franco Iacono, presidente, tra l’altro, dell’Associazione culturale “Terra”.

Il primo appuntamento si è tenuto domenica 28 giugno ed aveva per titolo “Conversazione con Ornella Vanoni” animata e condotta dal noto giornalista della Stampa di Torino, Giancarlo Dotto.

Quando qualche giorno prima, siamo andati ad accogliere la Vanoni all’imbarcadero di Forio, Franco Iacono mi aveva anticipato questo evento, ed io a dir la verità sono rimasto alquanto scettico nel sentire che una regina della canzone italiana, nonché attrice di teatro di prima grandezza, venisse da noi a fare “quattro chiacchiere al bar”. Le mie perplessità, come credo di molti altri, però, si sono sciolte come neve al sole già alle prime battute che hanno immediatamente connotato la pensata geniale di mettere a confronto due grandi professionisti nei loro rispettivi campi, che ne hanno tirato fuori un talk show di primissimo piano che ha interessato, in modo attivo, il foltissimo pubblico.

DSC_0282Tanto pubblico assiepato nell’ampio cortile di Villa Arbusto, antistante  l’importantissimo Museo di Pithaecusa, dove sono custodite preziosissime testimonianze archeologiche della nostra storia millenaria. Museo, opportunamente fatto visitare alla Vanoni insieme a Dotto, illustrato da una guida d’eccezione: il professor Giovanni Castagna, vero luminare nel campo, che quando spiega nei dettagli  i preziosi pezzi ivi custoditi, mettendone in rilievo la giusta e notevole importanza, non riesce a  nascondere il suo amore profondo per la creatura di Giorgio Buchner e Don Pietro Monti. L’incontro con Ornella  Vanoni, a cui ha partecipato il sindaco di Lacco Ameno Tuta Irace  portando il suo saluto e gli auguri per la riuscita della serata, è volato in un baleno, talmente è stato interessante, anche grazie alla verve del grande giornalista Dotto che ha incalzato la grande signora della musica italiana, senza un canovaccio scritto, spaziando su tutto, dagli albori della carriera, agli amori, ai successi, alle canzoni, agli autori, ai vari periodi, che hanno caratterizzato una delle più longeve e fruttuose carriere artististiche italiane. Quanti aneddoti, molti dei quali inediti, quanti particolari, senza la minima diplomazia o retorica che ci hanno fatto conoscere meglio un personaggio a tutto tondo, che sicuramente ha meritato e merita l’enorme successo che l’accompagna da oltre mezzo secolo.

Pensate, Ornella Vanoni, con la sua indiscussa professionalità e la sua innata bravura, ha attraversato, con questo in corso, sei decenni, dagli anni cinquanta ad oggi, con un elenco lunghissimo ed interminabile di successi, che possono, per semplicità, essere divisi in epoche. Il primo periodo, quando Ornella faceva l’attrice sotto la direzione del grande Giorgio Strehler, di cui divenne compagna, e che per lei inventò le “Canzoni della Mala”. Poi si passa alla canzone d’autore, con il suo grande amore di una vita, Gino Paoli; ancora l’incontro con le canzoni del Brasile di Vinicius de Morales e Toquinho. Indi si passa alla musica di tendenza con i New Trolls. E’ la volta della musica della maturità e della moda, con Gianni Versace che ne cura il look. C’è poi il periodo in cui, insieme a Bardotti, scrive le sue canzoni, e quello degli incontri con altri grandi interpreti della musica, da Loredana Bertè a Lucio Dalla, Caterina Caselli e tanti altri. Abbiamo ancora un altro momento in cui la Vanoni  si è esibita con i big della musica mondiale da George Benson a Herbie Hankock, Steve  Gadd, Gil Evans. In tutti questi periodi, Ornella, non ha mai lasciato il suo primo amore, il teatro. Insomma, nella sua lunghissima carriera Ornella Vanoni ha destato in tutti noi tante sensazioni, tante piacevoli emozioni, che ognuno di noi  ha potuto inevitabilmente fare sua una canzone, un brano, un ritornello, un momento che si è impresso nella mente con un ricordo di amore, caratterizzando, anche per noi, un periodo della nostra vita. Chi di noi non ha canticchiato uno dei suoi immortali successi. In definitiva, Ornella Vanoni,  fortunatamente, è un monumento vivente, DSC_0335che fa tanto onore alla nostra nazione, perché da tanti anni sa interpretare al meglio il tempo in cui si vive, soddisfacendo tutti i palati nel solco della nostra   grande tradizione canora. Questa signora della canzone italiana, raffinata, sofisticata, elegantissima, curata nei minimi dettagli, che per chi non ha avuto il piacere di conoscerla di persona, sembra una icona irragiungibile, e invece quando hai la fortuna , come me, di averla incontrata per ben due volte, ti trovi davanti una donna semplice, gentile, simpatica, umile, aperta, non convenzionale, che ti mette subito a tuo agio. Ma soprattutto è molto colta, che in poche battute è capace di farti “navigare” in tanti argomenti.

ORNELLA VANONI ALLE CANTINE DI PIETRATORCIA A FORIO.

DSC_0009-2E qui entra in scena il grande“maitre”, il cardinale Franco Iacono, che nei quasi tre giorni passati con la Vanoni le ha fatto conoscere  l’Isola che c’è, che c’è ancora e dovrà esserci per sempre, con le sue tradizioni contadine millenarie, la cultura dell’ospitalità, della natura verde, della vera enogastronomia che vada al di là di etichette fasulle che niente hanno a che fare con la nostra storia. Ornella Vanoni , quando in compagnia di Franco si è inerpicata a cavallo della sbuffante carrozza sulla monorotaia sulla parete della contrada Chignole, tra le vigne rinate a nuova vita in questo ridente e storico sito enologico, si è divertita come una bambina che vedeva per la prima volta la giostra trainata dal vecchio cavallo stanco. Emozioni semplici e forti che si sono rinnovate nella bellissima cornice in puro stile contadino nella contrada del Cuotto, nell’ora della cena, presso il ristorante della degustazione delle Cantine di Pietratorcia, che io , credo simpaticamente, ho ribattezzato la CattedraleDSC_0063-1 del Vino. Lì ci hanno accolti con la vecchia educazione e gentilezza, i coniugi Vito e Rossana Verde, che ci hanno deliziato con prelibatezze d’altri tempi, dove si sono materializzati i sapori e gli odori antichi, uniti alla maestria della nostra cucina tradizionale. Ciò ci fa riflettere  su quante cose abbiamo perso per strada negli ultimi anni, rincorrendo un futuro molto simile ai vecchi  palloni di pezze, che ci facevano passare la voglia di giocare a calcio. Quattro amici al bar, sembravamo vecchi amici che si conoscevano da sempre, e che davanti ad un bendiddio, ti facevano ancor più apprezzare un personaggio mitico, che spogliato di inutili orpelli, è sembrato ancora più grande. Io ho avuto il piacere di esternarle la mia contentezza che  Ornella Vanoni, sia stata la prima cantante a rompere la vecchia abitudine italica di cestinare  gli artisti over quaranta, perché vecchi e dovevano cambiare mestiere. Lei ha dimostrato a tutti, che se c’è la classe, la bravura e la professionalità, si può cantare fino a quando si ha la voglia, e vivaddio, noi godiamo ancora dei suoi successi che si rinnovano. Diamo ancora una volta atto a Franco Iacono, che si è dimostrato di nuovo all’altezza, allestendo in poco tempo e curando un evento bello ed importante che ha fatto contento un folto pubblico  convenuto a godersi la presenza di una grandissima artista quale è Ornella Vanoni.

DSC_0282Tanto pubblico assiepato nell’ampio cortile di Villa Arbusto, antistante  l’importantissimo Museo di Pithaecusa, dove sono custodite preziosissime testimonianze archeologiche della nostra storia millenaria. Museo, opportunamente fatto visitare alla Vanoni insieme a Dotto, illustrato da una guida d’eccezione: il professor Giovanni Castagna, vero luminare nel campo, che quando spiega nei dettagli  i preziosi pezzi ivi custoditi, mettendone in rilievo la giusta e notevole importanza, non riesce a  nascondere il suo amore profondo per la creatura di Giorgio Buchner e Don Pietro Monti. L’incontro con Ornella  Vanoni, a cui ha partecipato il sindaco di Lacco Ameno Tuta Irace  portando il suo saluto e gli auguri per la riuscita della serata, è volato in un baleno, talmente è stato interessante, anche grazie alla verve del grande giornalista Dotto che ha incalzato la grande signora della musica italiana, senza un canovaccio scritto, spaziando su tutto, dagli albori della carriera, agli amori, ai successi, alle canzoni, agli autori, ai vari periodi, che hanno caratterizzato una delle più longeve e fruttuose carriere artististiche italiane. Quanti aneddoti, molti dei quali inediti, quanti particolari, senza la minima diplomazia o retorica che ci hanno fatto conoscere meglio un personaggio a tutto tondo, che sicuramente ha meritato e merita l’enorme successo che l’accompagna da oltre mezzo secolo.

Pensate, Ornella Vanoni, con la sua indiscussa professionalità e la sua innata bravura, ha attraversato, con questo in corso, sei decenni, dagli anni cinquanta ad oggi, con un elenco lunghissimo ed interminabile di successi, che possono, per semplicità, essere divisi in epoche. Il primo periodo, quando Ornella faceva l’attrice sotto la direzione del grande Giorgio Strehler, di cui divenne compagna, e che per lei inventò le “Canzoni della Mala”. Poi si passa alla canzone d’autore, con il suo grande amore di una vita, Gino Paoli; ancora l’incontro con le canzoni del Brasile di Vinicius de Morales e Toquinho. Indi si passa alla musica di tendenza con i New Trolls. E’ la volta della musica della maturità e della moda, con Gianni Versace che ne cura il look. C’è poi il periodo in cui, insieme a Bardotti, scrive le sue canzoni, e quello degli incontri con altri grandi interpreti della musica, da Loredana Bertè a Lucio Dalla, Caterina Caselli e tanti altri. Abbiamo ancora un altro momento in cui la Vanoni  si è esibita con i big della musica mondiale da George Benson a Herbie Hankock, Steve  Gadd, Gil Evans. In tutti questi periodi, Ornella, non ha mai lasciato il suo primo amore, il teatro. Insomma, nella sua lunghissima carriera Ornella Vanoni ha destato in tutti noi tante sensazioni, tante piacevoli emozioni, che ognuno di noi  ha potuto inevitabilmente fare sua una canzone, un brano, un ritornello, un momento che si è impresso nella mente con un ricordo di amore, caratterizzando, anche per noi, un periodo della nostra vita. Chi di noi non ha canticchiato uno dei suoi immortali successi. In definitiva, Ornella Vanoni,  fortunatamente, è un monumento vivente, DSC_0335che fa tanto onore alla nostra nazione, perché da tanti anni sa interpretare al meglio il tempo in cui si vive, soddisfacendo tutti i palati nel solco della nostra   grande tradizione canora. Questa signora della canzone italiana, raffinata, sofisticata, elegantissima, curata nei minimi dettagli, che per chi non ha avuto il piacere di conoscerla di persona, sembra una icona irragiungibile, e invece quando hai la fortuna , come me, di averla incontrata per ben due volte, ti trovi davanti una donna semplice, gentile, simpatica, umile, aperta, non convenzionale, che ti mette subito a tuo agio. Ma soprattutto è molto colta, che in poche battute è capace di farti “navigare” in tanti argomenti.

ORNELLA VANONI ALLE CANTINE DI PIETRATORCIA A FORIO.

DSC_0009-2E qui entra in scena il grande“maitre”, il cardinale Franco Iacono, che nei quasi tre giorni passati con la Vanoni le ha fatto conoscere  l’Isola che c’è, che c’è ancora e dovrà esserci per sempre, con le sue tradizioni contadine millenarie, la cultura dell’ospitalità, della natura verde, della vera enogastronomia che vada al di là di etichette fasulle che niente hanno a che fare con la nostra storia. Ornella Vanoni , quando in compagnia di Franco si è inerpicata a cavallo della sbuffante carrozza sulla monorotaia sulla parete della contrada Chignole, tra le vigne rinate a nuova vita in questo ridente e storico sito enologico, si è divertita come una bambina che vedeva per la prima volta la giostra trainata dal vecchio cavallo stanco. Emozioni semplici e forti che si sono rinnovate nella bellissima cornice in puro stile contadino nella contrada del Cuotto, nell’ora della cena, presso il ristorante della degustazione delle Cantine di Pietratorcia, che io , credo simpaticamente, ho ribattezzato la CattedraleDSC_0063-1 del Vino. Lì ci hanno accolti con la vecchia educazione e gentilezza, i coniugi Vito e Rossana Verde, che ci hanno deliziato con prelibatezze d’altri tempi, dove si sono materializzati i sapori e gli odori antichi, uniti alla maestria della nostra cucina tradizionale. Ciò ci fa riflettere  su quante cose abbiamo perso per strada negli ultimi anni, rincorrendo un futuro molto simile ai vecchi  palloni di pezze, che ci facevano passare la voglia di giocare a calcio. Quattro amici al bar, sembravamo vecchi amici che si conoscevano da sempre, e che davanti ad un bendiddio, ti facevano ancor più apprezzare un personaggio mitico, che spogliato di inutili orpelli, è sembrato ancora più grande. Io ho avuto il piacere di esternarle la mia contentezza che  Ornella Vanoni, sia stata la prima cantante a rompere la vecchia abitudine italica di cestinare  gli artisti over quaranta, perché vecchi e dovevano cambiare mestiere. Lei ha dimostrato a tutti, che se c’è la classe, la bravura e la professionalità, si può cantare fino a quando si ha la voglia, e vivaddio, noi godiamo ancora dei suoi successi che si rinnovano. Diamo ancora una volta atto a Franco Iacono, che si è dimostrato di nuovo all’altezza, allestendo in poco tempo e curando un evento bello ed importante che ha fatto contento un folto pubblico  convenuto a godersi la presenza di una grandissima artista quale è Ornella Vanoni.

A proposito dell'autore

Gerardo Calise Gerardo Calise