Forastera Doc 2009 alle cantine Pietratorcia

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sabato 20 marzo 2010, alla vigilia dell’entrata ufficiale della primavera, le Cantine Pietratorcia hanno presentato presso il ristorante-degustazione del Cuotto, dove erano poste le vecchie cantine dei Micho, la nuova creatura della ormai rinomata azienda enovinicola foriana, Forastera Doc 2009.

Questa nuova gemma va ad arricchire il già nutrito bouchet della vetrina dei vini di Pietratorcia, e rappresenta un significativo motivo di orgoglio.

Alla presentazione, a cui ha partecipato tantissima gente, amici e conoscenti nuovi e di vecchia data, che si sono ritrovati insieme a festeggiare, sotto l’attenta regia del cardinale Franco Iacono, che come sempre, da esperto “mast ‘e fest” ne ha curato ogni dettaglio. Lo ripeto, per i pochi che non ne sono a conoscenza, gli ingredienti sono sempre gli stessi: semplicità, amicizia, il piacere di stare insieme, le solite saporitissime sfizioserie, il tutto mantecato da un ottimo vino, l’ultimo, Il Forastera Doc 2009, appunto, che va a confermare l’alto standard qualitativo della casa.Il reparto gastronomico, come sempre, è stato curato nei minimi dettagli dai coniugi Rosanna e Vito Verde, soci fondatori, insieme alle famiglie Regine e Iacono delle Cantine Pietratorcia. Hanno “officiato” al battesimo, Vito Iacono, amministratore oculato della azienda, che ha voluto per primo dare il benvenuto al nuovo prodotto, mettendo in risalto il difficile momento della nostra economia isolana, rimarcando un dato che ci deve far riflettere: solo il 10% del vino prodotto sull’Isola viene venduto sul posto, dove , anteponendo molte volte il prezzo alla qualità si preferiscono altri brand a discapito della nostra rinomata industria locale.

Vito Verde ha voluto rimarcare la nuova tendenza delle Cantine Pietratorcia verso un vino monovitigno, come già accaduto l’anno scorso con il Biancolella Doc 2008, che ha ottenuto un successo che è andato oltre ogni più rosea previsione.Vito ha rimarcato come un buon prodotto possa contribuire a rinverdire ,attraverso la enogastronomia, i successi del nostro turismo, rivitalizzandolo e creando nuove opportunità.Vito Verde ci ha anche anticipato la prossima nascita di un altro prodotto, sempre monovitigno, che dovrebbe vedere la luce l’anno prossimo e che quasi certamente sarà il Per’ ‘ e Palummo o Piedirosso, già presente al 45% nell’affermato Janno Piro, che è stato tra le prime scommesse vinte dell’Azienda del pesce di Eubea, che a suo tempo mise in commercio questo nettare molto versatile sopratutto nella cucina di terra.

E’ stata poi la volta dell’enologo di famiglia, l’ottimo e modesto Gino Iacono, che concreto come è nel suo carattere, ha tirato fuori dal cilindro un’altra chicca. Gino è considerato da tutti il vero cuore dell’Azienda, che grazie anche ad esperirenze maturate nel nord Italia, nell’arco di quasi tre lustri, è stato il vero ispiratore di questa azienda che è ormai conosciuta in ogni dove, creando dei prodotti di pregio riconosciuti da tutti. Gino ci ha spiegato le caratteristiche di questo vitigno, il forastera, di origine sconosciute, forestiero appunto, ma che è diventato nostro dalla metà dell’800, in seguito ad un periodo molto critico della fillossera, dimostrandosi molto più resistente alla malattia. Il vino che ne vien fuori è fresco e delicato con sentori di frutta bianca, con una buona struttura che dà al podotto una gradevole persistenza. Ci auguriamo che Forastera Doc 2009 abbia lo stesso successo riscontrato da Biancolella Doc 2008. Stiamo parlando del vitigno principe dell’Isola d’Ischia,il Biancolella in quest caso, proveniente dagli assolati terrazzamenti, che hanno reso famoso in tutto il mondo questo vino intenso aromaticamente, pieno di freschezza e di grandi note aromatiche. Noi, da buoni ischitani Doc, non possiamo che augurarci che questi prodotti Pietratorcia siano sempre più presenti sulle nostre tavole imbandite e che accompagnino la nostra buona e rinomata cucina ischitana, che negli ultimi tempi è diventata anche “stellata”, confermando ancora di più il suo già quotato nome in campo mondiale.

Un’ultima considerazione per la grafica Pietratorcia, che come sempre è realizzata da Zelig, che insieme agli indiscussi meriti enologici, ha posto le Cantine del Cuotto ai vertici dell’immagine grafica, che certamente danno gusto anche alla vista. A me piace tantissimo la nuova etichetta verdina, che mi ricorda tanto la natura, come la precedente giallina di Biancolella Doc 2008 mi ricordava il sole, così la nuova azzurrina di Per’ ‘e Palummo Doc 2010 ci ricorderà tanto il nostro mare…. andando a completare il trittico di amore verso la Natura, che è certamente un vanto delle Cantine Pietratorcia, Vini di pregio dell’Isola d’Ischia.

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Gerardo Calise Gerardo Calise