Voci e suoni della Memoria

Confronti di dialetti da Eduardo a Giovanni Maltese

Testo e foto di Gerardo Calise gerardo_calise.jpg

Giovedì 28 agosto, presso la sede del Centro di Ricerche Storiche d’Ambra a Forio si è tenuto un interessantissimo incontro corale sul tema emarginato. Devo confessarvi, non essendo (purtroppo) un assiduo frequentatore del Centro d’Ambra, non immaginavo di incontrare nell’ampio salone così tanta gente, ma soprattutto, così interessata ad un argomento così finemente selezionato. Ne sono rimasto stupefatto dalla attenta partecipazione di quasi cento persone, tutte comodamente sedute ed accolte in modo squisitamente signorile (roba d’altri tempi) dai coniugi d’Ambra, con la gentilissima signora Gemma nella parte vera della “signora di casa”. Ci hanno fatto gli onori, uno ad uno, facendoci sentire pienamente a nostro agio, in un contesto in cui sei avvolto da un’aria in cui si respira tanta cultura, e vedi tante cose belle e di tanto gusto.

Il tema trattato, vi dicevo, bello, interessante, moderno, perché stiamo ritornando ad interessarci, anche se ancora in maniera parziale, delle nostre nobili origini. Sono state declamate poesie, scritti, di autori eccelsi, da Giovanni Maltese ad Eduardo de Filippo, Trilussa, Viviani, Nino Taranto, Salvatore di Giacomo. Roba da far impallidire le tante mezze calzette che nei giorni nostri scimmiottano cultura di infima classe. Mi auguro di non tediarvi troppo, ma questa volta è cosa buona e giusta elencarvi gli interpreti, che hanno letto, recitato, i vari brani, volendo beneficiare il lettore di un avvenimento, sotto molti aspetti, unico. Ci sono stati tanti esordienti, che facendosi tanto coraggio, non hanno voluto far mancare il loro prezioso contributo, anche se l’emozione era tanta da spezzarti il fiato in gola, ma ce l’hanno fatta tutti. Alcuni hanno letto poesie proprie, inedite, altri recitato a memoria. Un vero evento culturale pieno di significati, che hanno accalorato, commosso, reso felice l’attento e numeroso pubblico, che ha fatto sentire il suo calore, con tanti scroscianti applausi, che ne hanno decretato il pieno successo. Ha esordito la maestra Rosa Genovino, vera star in queste occasioni, che ancora leggermente affannata per la “scalata” al secondo piano, ha recitato da par suo poesie del nostro Dante Alighieri locale, il grande Giovanni Maltese. In seguito, al pulpito abbiamo avuto Annamaria Pagnotta, attrice teatrale napoletana, che ha recitato brani di Eduardo de Filippo, in particolare, “Filumena Marturano”, una goduria. Appena dopo, ha fatto il suo esordio un magnifico Carmine Castaldi, seppur emozionato, a perfetto agio a recitare due famose dsc_0052.jpgpoesie del nostro grande poeta dialettale Luigi Polito. E’ stata la volta di una parente di Nino, Tania d’Ambra, che vincendo brillantemente la sua timidezza, riusciva a leggere in modo spigliato, dando in modo sicuro i giusti toni, una splendida poesia di Raffaele Viviani “il muratore”. Molto appaludito il bravo Corrado Mastropasqua, in perfetto stile, e pienamente nella parte, ha recitato poesie proprie ed una di Ferdinando Russo. Sintetico e preciso nella dizione, con un bel romano italianizzato, Alfonso Batà, che ha recitato una simpatica poesia di Trilussa. La parte della regina della serata, non si offenderà nessuno degli altri bravi interpreti, la nostra attrice, ormai dsc_0084.jpgaffermata e famosa, Lucianna de Falco. Mimica, padronanza della scena, battute fluide, perfetta pronuncia siciliana, ha eseguito un monologo, tra serio e faceto, dove interpretava la parte della “vedova del mafioso”. Non vi dico l’ovazione che ha raccolto, ancora una volta, una bravissima Lucianna. Erano anni che non vedevo recitare il nostro mitico Ciro Cenatiempo, nella vita giornalista importante, ma attore per hobby. Sapete, si è andato ad inventare un bel testo, tratto dsc_0127.jpgda una sua informale intervista ad un noto pescatore ischiapontese, tirandone fuori una bella e riuscita recita, molto curata nei particolari e partecipata. Precisa ed attenta la lettura di una poesia di Giulio Durni della brava ed ancora giovanile Rita Agostino Di Meglio. Ha fatto seguito Renato Spàracio, con due poesie dei mostri sacri napoletani, Salvatore di Giacomo ed Eduardo de Filippo. Dizione perfetta e gradevole. Sono rimasto molto colpito dalla recita intensa e profonda di Pierina Puggioni Baggio, con due poesie sue, inedite, la seconda dedicata finemente ai conigui d’Ambra. Una vera chicca! Anche Vincenzo Monti si è esibito con la recita di una poesia di sua composizione, beato lui, che sa comporre così bene.Il bravissimo Pasquale Balestriere, sempre presente a questi incontri importanti, ha recitato una poesia di Florindo Maltese. Una vera sorpresa l’esordio di mia zia, la prof.ssa Wanda Verde, che vincendo in modo brillante, la sua naturale discrezione, ha recitato poesie del suo grande padre poeta, scrittore, giornalista, Giovanni Verde, un grande dotto che a pieno merito appartiene al gotha della cultura isolana. Il vero mattatore della serata, inutile dirlo, è stato come sempre Nino d’Ambra, che aveva dsc_0008.jpgaperto i giochi con una trovata stravagante. Annunciando col suono di una vecchia sartana, la figura del banditore. Un bel personaggio della Forio del dopoguerra, che apparteneva alla ciurma dei facchini denominata “Caravana”, primo e forse unico esempio di cooperativa che abbia avuto una vita media un po’ più lunga delle altre innumerevoli iniziative similari. Il banditore girava a piedi le vie del paese per annunciare, menare il bando, che alla marina era arrivato il bastimento carico di meloni, aglio, cipolle, pomodori , patate e tanto altro. Nino d’Ambra ha concluso con due bellissime interpretazioni : Forio a fine estate di Agostino di Maio e lo “Schermitore” di Nino Taranto. Un successone con tanti applausi, ma soprattutto, con tanta gente contenta, felice di esserci stata.Non avevo nessuna intenzione di dimeticarmi del grande pianista Alfredo Baggio, che da par suo ha eseguito, come sempre, una bella musica, piena di tecnica e di tanto amore.Non è stata da meno, una sua allieva, la piccola e bravissima Carmen Mazzella. Un piccolo appunto al M° Baggio, me lo posso permettere in quanto sono suo amico da tanti anni, devi partecipare più attivamente a queste belle serate tra amici e persone desiderose di imparare e di dare agli altri: un bel e sapiente intermezzo musicale con un ottimo piano, suonato come sai, fa sempre bene. Complimenti a tutti, ci avete deliziato di una serata memorabile.

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