Via Francesco Calise, operaio Foriano

Grazie a poche persone sensibili e civili, che fortunatamente fanno ancora parte del tessuto sociale del DSC_0040.JPGnostro paese e che hanno partecipato alla manifestazione voluta da Domenico e Gennaro Savio, domenica scorsa, 1° marzo, questa strada importante della periferia nord di Forio, è diventata di botto, famosa. Non solo, ma sta al centro dell’interesse della stagnante situazione sociale del comune di Forio.

Tutti, o almeno molti, conoscono il motivo che ha scatenato queste feroci critiche all’amministrazione Regine, che con delibera del Consiglio Comunale del 16 febbraio scorso ha dato un nuovo nome al primo troncone che parte dal bivio ex SS 270/ Capercia, fino al bivio Via T.Cigliano che porta alla chiesa di S.Francesco di Paola. Questo primo troncone si è deciso di intitolarlo a Sir William Walton, insigne e notissimo direttore-compositore inglese, che con sua moglie Lady Susanna, è stato il creatore degli ormai, giustamente famosi, Giardini La Mortella. Decisione che ha scatenato una serie di reazioni, ad iniziare dai familiari del povero operaio, martire sul lavoro, Francesco Calise, che oltre al danno morale di vedere cancellato il nome del loro congiunto dal tratto principale della strada che porta il suo nome dal 1977, hanno ricevuto anche la beffa di non esserne nemmeno avvisati, non dico dal Sindaco in persona, ma da uno qualunque della sua evanescente giunta.

walton.jpgIo sono pienamente d’accordo nell’intestare una strada o qualcos’altro ad un sì grande uomo quale fu Sir William Walton, nulla da eccepire nel modo più assoluto. Ma nello stesso tempo, non vedo nessun motivo valido che per far spazio alla sua memoria, bisogna per forza cancellare, seppur parzialmente, la memoria di un nostro degnissimo concittadino, morto tragicamente durante la costruzione di quella strada, che poi ha permesso il pieno sviluppo turistico della zona, consentendo ai Walton, ai foriani, all’Isola intera, ai tantissimi ospiti, di godere della splendida creazione qual è Giardini “La Mortella”, eletto cinque anni fa il miglior “Giardino d’Italia”, e di conseguenza, uno dei migliori al mondo!

Giardini “La Mortella”, che attraverso tantissimi visitatori incantati, provenienti da ogni dove, e che danno da vivere in modo diretto, a tanti lavoratori locali, creando inoltre, un notevole indotto, che va a beneficio della economia locale. Su questo nessuno si può permettere di elevare il ben che minimo dubbio. Capisco anche, che l’attuale amministrazione, a corto evidentemente di idee e di realizzazioni, si sia ricordata di voler creare un gentleman-agreement (arruffianarsi) cercando una forma di sinergia, instaurando, almeno con “La Mortella”, visto che non si è riusciti con i “Poseidon”, un persorso virtuoso che porti ad un qualcosa che somigli ad un sistema integrato pubblico-privato. Sistema che dovrebbe portare, finalmente, maggiori frutti, visto che fino adesso, le due grandi industrie foriane, non sono minimamente integrate nel tessuto socio-economico del territorio su cui operano, ormai da anni.

E qui entriamo nel merito della vicenza, proponendo di personale, visto che non si può solo bocciare, una soluzione che potrebbe accontentare tutti, familiari del Calise, i Walton e tutta la comunità foriana: si potrebbe intitolare al grande direttore-compositore inglese l’attuale Belvedere del Giardino Esotico, posto qualche metro più avanti della proprietà Walton, che è poi uno dei siti più belli e panoramici d’Italia, e che reca un nome insignificante. Sai che bello, all’angolo della strada si metterebbe sopra la tabella viaria recante il nome di Sir William Walton un suo mezzobusto di marmo e l’inaugurazione della intitolazione il prossimo 5 maggio, durante i festeggiamenti di S. Francesco di Paola, settimo anniversario della visita del S.d.D. Giovanni Paolo II. Tutto questo alla presenza del nostro Vescovo P.Filippo, del principe Carlo d’Inghilterra, di tante bande musicali, fuochi d’artificio e tutto il popolo gaudente e festeggiante. E come si diceva alla fine delle favole, tutti vissero felici e contenti.

A tal proposito, però, è opportuno fare un passetto indietro, altrimenti corriamo il rischio di aggiungerci Scan10010.JPGai tanti che fanno a gara a voler cancellare a tutti i costi la memoria storica che in questa circostanza vede vittima un grande del nostro paese: l’Avv. Vincenzo Mazzella, che è stato Sindaco per quattro mandati elettorali dal 25 maggio 1952 al 31 gennaio 1965, giorno della sua prematura morte. Ebbene questo grande politico foriano è stato l’artefice della realizzazione delle strade che poi hanno permesso il decollo turistico della nostra Forio, la Francesco Calise appunto, che a quei tempi si chiamava Capercia, e la strada che porta a Citara, dove sarebbero sorti di lì a poco i Giardini Poseidon e che reca il nome di suo zio, il Mons. Giovanni Mazzella. Le strade che rapparesentano le due ali di Forio, che molti chiamano l’aquila bianca sul mare. E Mazzella, contibuì in modo fattivo a completare il muraglione di protezione della testa di quest’aquila, il comprensorio del Soccorso, tramite l’istituzione dei cantieri scuola, che negli anni cinquanta crearono tanti posti di lavoro a costi irrisori. E mi fa piacere che un accanito oppositore dell’epoca, l’attento collaboratore Carmine Castaldi, elencando in un suo precedente intervento le altre opere dei cantieri scuola, quali il rinfoltimento del bosco dei Frassitelli, si sia accorto dopo tanti anni, che quelle erano”amministazioni semplici ed esemplari”.

Io volevo ancora una volta sottolineare, vista la penuria attuale: l’ammodernamento del Cimitero Comunale, che progettato dall’Arch. F. Zollinger divenne una copia precisa del Cimitero Monumentale di Pisa. Il completamento di tutto il Piazzale del Soccorso con la creazione di un bellissimo giardino all’italiana con tante belle siepi e tantissimi tamarici a fare ombra d’estate e l’inizio della via che avrebbe portato giù alla spiaggia, evitando il bruttissimo tunnel attuale. Ci fu la prima vera illuminazione pubblica con moderni lampioni al neon, ricordando la sera della prima accensione quando ci fu una specie di processione-passeggiata fin su alla chiesa del Soccorso(1964). Mazzella voleva la venuta di Angelo Rizzoli a Forio, contro il parere di tanti concittadini, gli stessi che dettero il benvenuto ed accolsero con tanti “don” un sacco di rifiuti provenienti dal continente, molti dei quali, con un piedigree lercio.Vincenzo Mazzella, si rese promotore presso il grande editore meneghino, per la costruzione del Campo Sportivo, per ingraziarsi la simpatia del popolo, che purtroppo per noi, non ci fu.

Fa male constatare che un uomo, al di là della sua collocazione politica, che ha speso tanto per il suo paese, sacrificando la sua stessa professione di avvocato, facendo in effetti un tragitto inverso agli amministratori attuali, che si servono del potere per spiccare il volo, sia stato dimenticato del tutto. Fa male constatare che a distanza di 44 anni dalla sua morte, sono trascorsi tanti muti anniversari senza mai sentire il ben che minimo dovere di ricordare un uomo che ha profuso tante energie per il proprio paese, affinchè diventasse una ricca cittadina turistica. Non potrò mai dimenticare, quando la sera della disgrazia accorsa al povero Francesco Calise, Vincenzo Mazzella si incontrò con mio padre, come accadeva quasi ogni giorno essendo amici fraterni e li vidi soffrire tanto per la disgrazia che era avvenuta su un “suo” cantiere. E si perché Mazzella aveva uno spiccato senso della cosa pubblica e la curava di persona. Lo ricordo quando rasava il prato nel giardino, sempre voluto da lui, di Piazza Municipio, contento come una pasqua quando usava la nuova tagliaerba.Qualcuno malignava, asserendo che lo faceva perché il giardino rimaneva sotto casa sua. Ora, se lo fanno, quando bisogna attendere, e quanto ci costa!

A distanza di tanti anni dalla sua morte prematura, solo per curiosità, fra Mazzella e mio padre Serino c’erano tre giorni di differenza, erano quasi gemelli, a tavola imbandita, dicevo, si vuole premiare l’ultimo cliente che vi si è seduto intorno, dimenticando e cancellando dalla storia chi quella tavola l’ha voluta e chi ha contribuito a costruirla. Io sommessamente suggerisco all’amministrazione in carica di correggere la delibera consiliare del 16 febbraio scorso, evitando un altro errore di notevole portata in questo già poco edificante quadro socio-culturale in cui siamo costretti a vivere. Un’ultima considerazione personale, sperando di non tediare troppo i lettori: perché tanta solerzia nel voler ricordare un grande uomo che comunque, al di là dei suoi indiscussi ed immensi meriti personali e professionali non ha mai avuto, a mia memoria, un buon feeling o rapporti idilliaci con i miei compaesani, e nello stesso tempo siamo portati a dimenticare i nostri grandi concittadini? Perché la proposta di qualche anno fa, fatta dall’allora consigliere delegato al culto, Emilio Amalfitano, di voler intitolare l’attuale Via Roma ad un altro grande figlio di Forio, il Mons. Luigi Capuano, già ampiamente descritto in un mio articolo apparso sul Golfo del 16 dic. 2005, sia stata cestinata, accampando difficoltà burocratiche sul cambio di toponomastica facilmente superabili per altri casi? Le amministrazioni, di qualunque colore o denominazione, devono mettersi in testa che loro rappresentano le istituzioni e che devono amministrare tutti i cittadini, dando prova, quotidianamente, di equilibrio e di democrazia, senza favoritismi ne particolarismi, cercando di tenere in alta considerazione la nostra storia, la nostra cultura, le nostre tradizioni, le nostre radici, cercando quando, è il caso, di tenerle vive e pulite.


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Gerardo Calise Gerardo Calise