Ultimo saluto a Domenico Di MeglioUltimo saluto a Domenico Di Meglio

Salutiamo per l’ ultima volta Domenico Di Meglio. Salutiamo l’Amico, il Fratello, il collega, il Compagno ed il Camerata e salutiamo il nostro concittadino che ha amato l’isola d’Ischia, nella sua complessità umana e nella sua ricchissima Storia, soprattutto e sopratutti e non possiamo non ricordarci della bella poesia di John Donne vecchia di oltre tre secoli:

Nessuno uomo è un’Isola, intero in se stesso. Ogni uomo è un pezzo del Continente, una parte della Terra. Se una zolla viene portata dall’onda del mare, l’Europa ne è diminuita, come se un promontorio fosse stato al suo posto o una Dimora amica o la tua stessa Casa. Ogni morte d’uomo mi diminuisce perché io partecipo dell’Umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana: Essa suona per te”.

Siamo certi che la morte di Domenico ci diminuisce, fa sentire molto più piccola e molto meno felice la nostra e sua isola d’Ischia, che le Campane delle 74 Chiese dell’isola oggi hanno suonato anche per noi perché abbiamo perduto parte di noi stessi.

Tutti gli ischitani, e le centinaia di lettori de “Il Golfo” oggi lo piangono per ragioni molto diverse. Centinaia di persone piangono la sua generosità, il suo donarsi all’altro, all’umile, al povero, in maniera totale fino al sacrificio della vita.

Avevamo cominciato insieme ad amare il giornalismo e la vita civile 42 anni fa. Sui banchi di scuola. Da posizioni molto differenti. Ma abbiamo avuto il piacere di conoscere ed apprezzare l’Amicizia, oltre gli steccati ideologici della nostra generazione, le differenze di formazione, la concezione del mondo e della vita. Ma eravamo Amici. Sapevamo che nei momenti di avventura e di difficoltà potevamo contare l’uno sull’altro.

Questa Amicizia così leale e così aperta Domenico l’ha donata a centinaia e centinaia di persone.

Domenico chiude la sua vita come avrebbe voluto. Improvvisamente. Senza editoriali di lungo declino. A 60 anni. Dopo aver visto i suoi amati due figli incamminati per la difficile strada della vita, i suoi amatissimi nipoti felici.

Ai suoi figli ed ai nipoti non lascia, come eredità materiale, che questo giornale – “Il Golfo” – al quale io ho dato il nome in un giorno di primavera del 1989 ed al quale Egli ha dedicato tutta la sua vita, spendendosi fino all’ultimo con l’obiettivo di servire l’isola d’Ischia e non di servirsene.

Ci sarà tempo – quando smetteranno di scorrere queste lacrime – per un esame più rigoroso sulla sua opera ma sento di interpretare la voce ed il cuore di tutta l’isola d’Ischia e di quella di Procida ma anche di quella della Napoli Operaia che Lui amava dall’esperienza di direttore de “La Verità”, se dico che Domenico Di Meglio ha costruito la stampa locale nell’isola d’Ischia ed ha cercato – con tutte le sue forze – di realizzare una società più giusta e più umana in quest’isola dove sono presenti le contraddizioni più vistose del capitalismo.

Cercare di dare un “volto umano al capitalismo” o dare “il sangue o un valore morale al danaro” è il minimo comune denominatore che ci univa.

Questo credo che sia stata l’autentica ideologia di Domenico Di Meglio e credo che questo sia il nostro impegno di noi sopravvissuti. Dobbiamo avere il suo coraggio, debbono averlo soprattutto i suoi redattori che ha amato come Fratelli, Sorelle, Figli e dobbiamo continuare la sua opera con il suo giornalismo militante capace di costruire un mondo più giusto soprattutto per i meno fortunati ed i meno ricchi e per i giovani.

Adesso piangiamo l’Amico, il Fratello, il Compagno, il Camerata e siamo vicini con tutto il cuore alla moglie Rita, ai figli Gaetano ed Angela, alla sua anziana Madre, ai fratelli ed ai nipoti. Mancherà a tutti noi ma siamo certi che egli lascia un segno incancellabile ed irripetibile per Cultura , Passione e Sacrificio nella Storia della nostra isola e nella storia del giornalismo italiano

Mio Dio, accoglilo nella Tua Pace.

G.M.

Martedì 24 marzo 2009 ore 17 – Chiesa di Santa Maria di Portosalvo in IschiaSalutiamo per l’ultima volta Domenico Di Meglio. Salutiamo l’Amico, il Fratello, il collega, il Compagno ed il Camerata e salutiamo il nostro concittadino che ha amato l’isola d’Ischia, nella sua complessità umana e nella sua ricchissima Storia, soprattutto e sopratutti e non possiamo non ricordarci della bella poesia di John Donne vecchia di oltre tre secoli:

Nessuno uomo è un’Isola, intero in se stesso. Ogni uomo è un pezzo del Continente, una parte della Terra. Se una zolla viene portata dall’onda del mare, l’Europa ne è diminuita, come se un promontorio fosse stato al suo posto o una Dimora amica o la tua stessa Casa. Ogni morte d’uomo mi diminuisce perché io partecipo dell’Umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana: Essa suona per te”.

Siamo certi che la morte di Domenico ci diminuisce, fa sentire molto più piccola e molto meno felice la nostra e sua isola d’Ischia, che le Campane delle 74 Chiese dell’isola oggi hanno suonato anche per noi perché abbiamo perduto parte di noi stessi.

Tutti gli ischitani, e le centinaia di lettori de “Il Golfo” oggi lo piangono per ragioni molto diverse. Centinaia di persone piangono la sua generosità, il suo donarsi all’altro, all’umile, al povero, in maniera totale fino al sacrificio della vita.

Avevamo cominciato insieme ad amare il giornalismo e la vita civile 42 anni fa. Sui banchi di scuola. Da posizioni molto differenti. Ma abbiamo avuto il piacere di conoscere ed apprezzare l’Amicizia, oltre gli steccati ideologici della nostra generazione, le differenze di formazione, la concezione del mondo e della vita. Ma eravamo Amici. Sapevamo che nei momenti di avventura e di difficoltà potevamo contare l’uno sull’altro.

Questa Amicizia così leale e così aperta Domenico l’ha donata a centinaia e centinaia di persone.

Domenico chiude la sua vita come avrebbe voluto. Improvvisamente. Senza editoriali di lungo declino. A 60 anni. Dopo aver visto i suoi amati due figli incamminati per la difficile strada della vita, i suoi amatissimi nipoti felici.

Ai suoi figli ed ai nipoti non lascia, come eredità materiale, che questo giornale – “Il Golfo” – al quale io ho dato il nome in un giorno di primavera del 1989 ed al quale Egli ha dedicato tutta la sua vita, spendendosi fino all’ultimo con l’obiettivo di servire l’isola d’Ischia e non di servirsene.

Ci sarà tempo – quando smetteranno di scorrere queste lacrime – per un esame più rigoroso sulla sua opera ma sento di interpretare la voce ed il cuore di tutta l’isola d’Ischia e di quella di Procida ma anche di quella della Napoli Operaia che Lui amava dall’esperienza di direttore de “La Verità”, se dico che Domenico Di Meglio ha costruito la stampa locale nell’isola d’Ischia ed ha cercato – con tutte le sue forze – di realizzare una società più giusta e più umana in quest’isola dove sono presenti le contraddizioni più vistose del capitalismo.

Cercare di dare un “volto umano al capitalismo” o dare “il sangue o un valore morale al danaro” è il minimo comune denominatore che ci univa.

Questo credo che sia stata l’autentica ideologia di Domenico Di Meglio e credo che questo sia il nostro impegno di noi sopravvissuti. Dobbiamo avere il suo coraggio, debbono averlo soprattutto i suoi redattori che ha amato come Fratelli, Sorelle, Figli e dobbiamo continuare la sua opera con il suo giornalismo militante capace di costruire un mondo più giusto soprattutto per i meno fortunati ed i meno ricchi e per i giovani.

Adesso piangiamo l’Amico, il Fratello, il Compagno, il Camerata e siamo vicini con tutto il cuore alla moglie Rita, ai figli Gaetano ed Angela, alla sua anziana Madre, ai fratelli ed ai nipoti. Mancherà a tutti noi ma siamo certi che egli lascia un segno incancellabile ed irripetibile per Cultura , Passione e Sacrificio nella Storia della nostra isola e nella storia del giornalismo italiano

Mio Dio, accoglilo nella Tua Pace.

G.M.

Martedì 24 marzo 2009 ore 17 – Chiesa di Santa Maria di Portosalvo in Ischia

A proposito dell'autore

Giuseppe Mazzella Giuseppe Mazzella, 61 anni, laureato in scienze politiche, giornalista e funzionario pubblico. E’ stato dal 1973 al 1975 redattore capo e direttore de “ Il Giornale d’ Ischia” fondato da Franco Conte; dal 1976 al 2001 responsabile dell’Ufficio Stampa della Provincia di Napoli; dal 1980 al 2006 è stato corrispondente dell’ANSA dalle isole di Ischia e Procida, ha collaborato dal 1980 al 2002 come free lance fra l’altro a “ Il Mattino”, “Il settimanale d’ Ischia”, “ Il Golfo” e scritto sul “ Corriere del Mezzogiorno” su “ La Repubblica”.E’ stato presidente dell’Associazione della Stampa delle isole di Ischia e Procida dal 1986 al 1994 e Presidente del Centro Studi su l’ isola d’ Ischia.Ha fondato nel 1999 il Museo Civico di Casamicciola Terme del quale è stato direttore onorario fino al 2004. E’ stato consigliere comunale di Casamicciola Terme del PSI dal 1975 al 1983. Dal 2002 è direttore del Centro per l’Impiego di Ischia. Una mia fotografia la si può trovare su la mia presentazione su tesionline.it alla ricerca Giuseppe Mazzella su Virgilio.