Maradona Mio Padre

– Testo e foto di Gerardo Calisemaroda_mio_padre.jpg

Domenica sera 27 luglio presso le Cantine Pietratorcia nell’Antica Libreria Mattera è stato presentato il libro di Annamaria Chiariello “Maradona mio padre” edito da Tullio Pironti di Napoli.

E’ il secondo appuntamento della stagione 2008 organizzato dall’Associazione Culturale Terra, sempre dsc_0079.jpgnella discesa di San Gaetano, diventata ormai un must nel panorama culturale isolano. Anche in questa bella e simpatica circostanza si è creata una magica atmosfera, che accomuna i tanti spettatori, vuoi per il sito, vuoi, evidentemente, per gli argomenti trattati, argomenti che spesso sono rappresentati da personaggi di primissimo ordine, capaci di tenere l’uditorio sempre attento e presente con il cervello collegato.

Questa volta la parte del leone, ovviamnete insieme alla brava autrice del libro, la nota giornalista del TG5 Annamaria Chiariello, l’hanno fatta due giornalisti molto noti ed informati in prima battuta, di tanti episodi raccontati nel libro. Il primo, Ciccio Marolda, vecchia firma del Mattino di Napoli, ha messo in luce dsc_0033.jpgtantissimi aneddoti ed episodi di cronaca vissuta insieme, e per tanti anni, al più grande calciatore di tutti i tempi: Diego Armando Maradona. Marolda ci ha ricordato che fu il primo a mettere per iscritto, che nell’entourage del grande campione incominciasse a circolare cocaina, e che il grande Diego, non volle più avere a che fare con lui per oltre un anno. Ci ha ricordato che Maradona, preso dalla sua smania di onnipotenza, si comporatava spesso male con i giornalisti, specialmente quelli della carta stampata, ai quali non rilasciava mai interviste, come faceva con quelli televisivi. Non si fidava di molti giornalisti, e ne faceva tutt’erba un fascio. Marolda ci ha portato alla memoria, quando l’allora direttore del Mattino, il foriano d’adozione Pasquale Nonno, lo mise a fare il detective, sulla vita privata del pibe de oro, e ne venne fuori uno spaccato per niente positivo sul grande campione argentino.

dsc_0056.jpgAltri tantissimi aneddoti, con dovizia di particolari, ci ha raccontato Antonio Corbo, già caporedattore del Corriere dello Sport, nonché fondatore e direttore della testata sportiva di Repubblica a Napoli. Corbo, seppur ancora giovane, ha una lunghissima militanza giornalistica di vertice, con ben quattro campionati del mondo nel suo palamares. Tanta esperienza, ma soprattutto, tanta verve nel raccontarci degli episodi, significativi della lunga esperienza napoletana del Pibe de oro. Tanti episodi inediti, mai scritti, ma soprattutto tanta professionalità nel raccontarceli, senza mischiare i ruoli.

dsc_0016.jpgBella la testimonianza di Franco Iacono, che ai tempi in cui era Presidente della Provincia di Napoli, ebbe diversi incontri, anche istituzionali, con il campione argentino, e ne ha mostrato anche qualche foto che lo ritrae insieme al mito pallonaro.

In questo contesto sono venuti fuori i primi particolari che incominciano a trattare del figlio del campione, mai riconosciuto ufficialmente, Diego Junior, quasi ventiduenne. Una ragazzo dalla somiglianza inquietante col padre, un padre che non ha sentito, o voluto sentire il richiamo istintivo della paternità, mettendolo sotto uno spesso strato di cenere. Un padre, che pur essendosi sempre rifiutato di istigare all’aborto la compagna Cristiana Sinagra, madre di Diego Junior, ha però cancellato dalla sua anima la voglia di crescere un figlio, un figlio maschio da lui sempre agognato. E tutto questo per motivi ancora non del tutto chiari. Nel libro della Chiariello, vengono trattati, con certosina precisione, tanti momenti della vita di Cristiana Sinagra, e della sua splendida famiglia, che con tanto orgoglio e dignità, l’ha aiutata a portare avanti un bel figlio, educato e signorile nei modi. Nei racconti, la Chiariello, è stata una ottima equilibrista, perché il marito Paolo, anche lui noto giornalista e presente fra il folto pubblico, è un fan di Maradona, che a tutt’oggi non accetta che si possa parlare male del campione argentino. Nel libro vengono trattati tanti episodi, prima durante e dopo la nascita di Diego junior, facendo vivere alla famiglia Sinagra un sacco di momenti delicati.

Il lavoro di Annamaria Chiariello si fa leggere che è un piacere, ve lo posso testimoniare di persona. Tutti sanno che sono uno juventino di vecchia data, e che a me Maradona uomo non mi è mai garbato, tanto che specialmente nel dopo carriera, ho sempre girato pagina quando si è trattato di lui, rifiutandomi di leggere la cronaca che lo riguardava. Ebbene con il libro di Annamaria non è stato così, anche perché , per la prima volta, si parla in modo approfondito di quel figlio che il campione, anche pubblicamente, aveva sempre rifiutato, e non solo, lo aveva anche più volte offeso nell’amore. Ho voluto capire cosa c’era dietro quel mio disprezzo innato verso l’uomo Maradona, che al contrario del suo concorrente Platini, si era dimostrato solo grande sul rettangolo di gioco. Io ho sempre voluto vedere il Campione, di qualunque sport, anche come campione di vita, che fosse un formidabile testimonial per le giovani generazioni, come purtroppo non è stato per il più grande calciatore di tutti i tempi. Ho cercato, attraverso la lettura del libro di capire perché si incontra un figlio, dopo diciassette anni dalla nascita, e poi nient’altro. E questo è stato l’episodio che mi ha colpito maggiormente scorrendo il libro, quando Diego junior era venuto a sapere che il padre, sarebbe venuto a Fiuggi a giocare a golf, invitato da un suo ex compagno di squadra, tale Beppe Incocciati, che nel frattempo era diventato assessore nella famosa cittadina laziale. Diego Armando Junior non ha voluto perdere questa grande occasione e con suo zio Fabio, ha escogitato uno stratagemma per incontrare suo padre, dimostrandosi sicuramente più signore e sensibile del suo genitore naturale, che di voglia di incontrare suo figlio ne aveva avuta sempre tanto poca! Dopo un colloquoio durato tre quarti d’ora, Diego promise al figlio che si sarebbero visti di nuovo per il suo prossimo diciottesimo compleanno, ma non è stato così. Gli disse che lo aveva avuto sempre nel cuore, e gli confidò che aveva fatto delle promesse che lui si era impegnato a mantenerle, giustificando il lungo tempo di lontananza. Il tempo, quello stesso tempo che ha distrutto la carriera e la vita del più grande calciatore di sempre, che pur non avendo mai messo in dubbio la sua naturale paternità, senza mai disconoscerla , non ha fatto mai niente per stare un po’ vicino al figlio maschio che lui aveva sempre desiderato. Nel mantenere le promese fatte, aveva calpestato uno dei sentimenti più alti che caratterizza il genere umano:la paternità, l’essere artefice consapevole di questo grande mistero della procreazione.

Alla presentazione del libro erano presenti tra i tanti abituali, anche l’autore, Tullio Pironti, vecchio amico dell’Isola d’Ischia, che insieme a Nino d’Ambra, Francesco Miranda, Enzo Martino, Clementina Petrone, Giancarlo di Meglio, Nunzia e Raffaele Mattera, Walter Capuano, Enrico Deuringer e tantissimi altri di cui mi sfuggono i nomi. Non ha voluto far mancare la sua prsenza il nostro direttore Domenico di Meglio, forse incuriosito anche da questo luogo diventato ancora più magico per queste belle manifestazioni culturali. Manifestazioni curate come sempre dalla Associazione Terra presieduta da Franco Iacono. Nel suo breve intervento, Domenico di Meglio, ha voluto significare il suo totale disprezzo verso un uomo che non riconosce il suo figlio, e che non contento, si comporta anche male nei suoi confronti con dichiarazioni sprezzanti, che sicuramente non hanno arricchito il patrimonio culturale del grande campione Maradona. Significativo e simpaticissimo il siparietto della telefonata andata in diretta da Marsiglia intercorsa tra Annamaria Chiariello e Diego Armando Maradona Junior, fresca medaglia d’argento nel campionato mondiale di beach soccer alle spalle del Brasile e dove Diego junior ha ben figuratoIl bel libro di Annamaria Chiariello, va comunque letto, e sicuramente dà a noi lettori delle sensazioni forti nel vedere dipanarsi tante storie di cronache quotidiane, che lo fanno diventare un vero romanzo, interessante e compiuto.

A proposito dell'autore

Gerardo Calise Gerardo Calise