Manifestazioni Pasquali 2008

– Testo e foto di Gerardo Calise

dsc_0384.jpgLa più natalizia delle Pasque degli ultimi anni è andata via senza lasciare rimpianti né nostalgie. Sarà sicuramente ricordata come una delle più brutte, fredde, basse della nostra esistenza, ma in compenso, per me tutto il periodo pasquale 2008, sarà ricordato come uno dei più intensi, vissuti e piacevoli degli ultimi anni. Dovete sapere, che il periodo pasquale, per noi foriani, inizia con la intronizzazione della Sacra Effige della Madonna Addolorata che è venerata da tempi antichissimi presso la Chiesa di S.Sebastiano M. La funzione avviene 17 giorni prima di Pasqua, ed è molto partecipata, toccante, piena di significati, non solo per i devoti ed i credenti. Questa funzione, rappresenta, praticamente, l’inizio della Passione di Gesù, e l’artistica immagine custodita nella Chiesa Parrocchiale, con un volto bellissimo, ma che esprime in modo vivo e vero il dolore più profondo che una donna possa provare: la morte prematura dell’unico figlio. Il venerdì successivo si effettua la processione della statua per tutto il paese. Quest’anno, vi assicuro, c’è stata una partecipazione popolare eccezionale, da record assoluto, che io ricordi. Ciò è potuto accadere per due motivi, entrambi della stessa importanza: il primo, ironia della sorte, il clima, quasi natalizio, che come si sa, è più initimo, meno dispersivo. La gente è meglio predisposta alle funzioni, anche se si dilungano. Il secondo motivo, che ritengo più plausibile, è dovuto al fatto che negli ultimi tempi la gente ha maggior bisogno di spiritualità. Molti si stanno, finalmente, rendendo conto che la vita che stiamo conducendo negli ultimi anni, piena di agi, ricchezze, benessere, dove in ogni famiglia pari non manchi di niente, ci stiamo rendendo conto che in effetti tutto il benessere materiale non ci fa raggiungere la piena felicità, se non abbiamo anche il benessere spirituale. Sicuramente lo stare bene con lo spirito non lo si raggiunge partecipando solamente alle varie funzioni liturgiche o processioni varie, ma altrettanto sicuramente sono da monitorare come un ottimo segnale di risveglio religioso. Non si possono sottacere le tante iniziative umanitarie, con tantissimi esempi, sempre crescenti, di solidarietà , volontariato e carità cristiana verso persone più bisognose ed indifese. La processione dell’Addolorata, vi dicevo, è stata seguita da una folla enorme per tutto il suo lungo cammino, ed al contrario di come avviene per altre processioni, questa è seguita per intero, dall’inizio alla fine. Volevo ricordare che la preparazione a questa funzione inizia il venerdì dopo le Sacre Ceneri e fino al Venerdì Santo, e forma il famoso numero biblico per antonomasia, il sette, che coincide in questo caso con i sette dolori, raffigurati dai sette pugnali nel cuore di Maria.

ACTUS TRAGICUS

dsc_0328.jpgAltra manifestazione, che da 26 anni ha incontrato i favori di tutti, è la rappresentazione dell’Actus Tragicus, la Via Crucis laica, organizzata dall’omonima associazione culturale, che è diventata un vero must, motivo di grande attrazione non solo religiosa. Anche quest’anno ci sono state, come accade spesso, troppo spesso, le solite critiche sterili, tante volte feroci, cattive, che fortunatamente non sono andate a scalfire la volontà, ma soprattutto la capacità degli organizzatori, capeggiati dal bravissimo regista Agostino “Figarò” Patalano. Hanno tenuto duro, distinguendosi da tanti nostri compaesani, che alle prime difficoltà si sono tirati indietro, facendo tanto sfoggio di insipienza e di incapacità nel credere in ciò che fanno. Non hanno minimamente tenuto conto delle tante persone che ne hanno dette di tutti i colori, ma li hanno lasciati cuocere nel loro brodo insipido, persone, che spesse volte non hanno né arte né parte, e che fortunatamente non lasciano traccia delle loro fugaci apparizioni terrene. Quest’anno l’Actus Tragicus, l’ho seguito più da vicino, avendo ricevuto il normale accredito organizzativo. D’incanto mi sono sentito uno di loro, e vi posso assicurare che per me è stata una delle più belle esperienze della mia vita. dsc_0410.jpgHo visto e fotografato, a pochi centimetri dai miei occhi, persone che conosci e che incontri quotidianamente, li saluti, li tratti da amici, ed in un momento te li trovi davanti come degli attori veri, nati, che in certi casi interpretano parti da Oscar! Dall’ultima cena, all’orto degli ulivi, al tradimento di Giuda, al processo farsa guidato da un ottimo Ponzio Pilato, interpretato in modo magistrale da Antonio “Samuele” Iacono, alla sua terza esperienza nel ruolo, che è stato per tanti anni di Franchino “Pizzette” Patalano, alla flagellazione, su un nuovo palchetto, viva , vera, cruenta, con tante dolorose scudisciate inferte dai fratelli Salvatore e Rino Castaldi, due autentici bronzi di Riace in carne ed ossa, che si accaniscono sul povero cristo, è il caso di dirlo, Franco “Mericano” Calise, che in questa sua dodicesima partecipazione, si è sicuramente superato, perfezionando ancora di più performances precedenti già di notevole spessore interpretativo. E la Via Crucis per Il Corso, con le cadute, sempre vere e realmente pericolose, perché se la pesante croce, questa volta più instabile a causa del forte vento che le imprimeva un effetto vela, se ti cade male addosso ti puoi rompere qualche costola. La bellissima scena dell’incontro di Gesù con le Tre Marie e Giovanni, vi assicuro, è stata da brividi, da pelle d’oca che mi è durata una buona mezz’ora. Il pianto, le urla, gli strepiti, il dolore che squarciava il cuore di Maria, interpretata dalla bravissima M. Cristina Mattera, che mi ha dato la sensazione di quello che sia capitato davvero alla Nostra Madre! E l’incontro con il Cireneo, la pietà della Veronica, le cadute, che emozione…. L’apoteosi di questa bella manifestazione, che due anni fa è stata onorata della presenza del nostro amatissimo Pastore P.Filippo Strofaldi, accompagnato dai Parroci Don Romano e Don Sferratore, si è avuta come al solito sul Piazzale del Soccorso, che ora porta il nome di Giovanni Paolo II. La crocifissione è il momento clou di questa manifestazione. Abbondanti effetti scenici, di luci e musiche sacre, fanno diventare lo splendido Piazzale un luogo ancora più magico, pieno di significati, di emozioni forti, che vanno a toccare la tantissima gente, che malgrado il tempo inclemente, vuole esserci; vuole partecipare non solamente come curiosi, ma vuole viverla questa splendida emozione. Sempre spettacolare e pericolosa la crocefissione, ancora una volta perfetta e particolare, che tiene con il fiato sospesi non solo “Gesù”, ma tutti noi. Vi partecipo la tensione che si può tagliare con un coltello. In questa fase spiccano altri personaggi storici, come il centurione, l’esperto e bravo Raffaele Patalano, chi inchioda Cristo sulla croce, Michele Castaldi e Franco “Bebè” Patalano. Eccellente la deposizione, con le Tre Marie, che oltre alla già citata M.Cristina, vede la sorella Concetta e l’amica Sabrina Verde, in ruoli adatti, insieme ai bravissimi Pasquale Matarese(San Giovanni) e Gigino Cardola(San Giacomo), sempre più nelle parti e convincenti nei ruoli. Non cito tutti gli altri, ne sono circa 150 tra figuranti ed attori, tra cui spicca nel ruolo del Sommo Sacerdote, Peppino Piro, che come il vino migliora invecchiando. Per concludere, io non sono assolutamente superstizioso, ma vedere tante persone vestite(si fa per dire) con abiti estivi, in una serata da cani, e nessuno di loro beccarsi un raffreddore, mi fa riflettere. E di Venerdì Santi così brutti ne ricordo tanti!

LA CORSA DELL’ANGELO

dsc_0032.jpgLa terza manifestazione, sicuramente la più festosa, è la Corsa dell’Angelo della Pasqua. Di antichissima tradizione, si tiene ogni mattina di Pasqua lungo il Corso principale di Forio, ed attira tantissima gente da ogni dove. Quest’anno il tempo è stato bruttissimo, ma dal nulla sono comparse tante persone, che sfidando la pioggia abbondantemente preannunciata, si è accalcata nella Strada principale. Il tempo ha tenuto, è stato clemente giusto per permettere le tre corse lungo il tragitto antico: le tre corse che annuziano alla Madonna l’avvenuta resurrezione di suo Figlio. Madonna , che dopo la terza corsa “vede” nel bel centro del Corso, Gesù e gli corre incontro. La visione è rappresentata dalla levata del prezioso velo bianco posto sulla statua mariana, e nello stesso momento in cui viene levato, si alzano colombi, coriandoli, spari, gioia ed applausi che accompagnano la corsa di Maria verso suo Figlio Risorto. Commovente e bellissima questa scena. Io la vivo sempre intensamente, fra la gente, dentro la folla, mai dai comodi balconi. E’ più sentita e tocco con mano che tante persone amano il giorno di festa per antonomasia, la Pasqua. In questo giorno vedi tantissima gente, che normalmente veste sportivo, in questa domenica si vestono da”sposi”, elegantissimi, pulitissimi, bellissimi, curati nei minimi particolari. Auguro a tante persone di partecipare per tanti anni a questa bella gioia collettiva che contagia anche i molti turisti che vi partecipano con piacere. Per la cronaca, sempre perché non sono superstizioso, dopo la funzione e la processione, una bella tempesta di vento, acqua e freddo…

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Gerardo Calise Gerardo Calise