L’ultimo Pulcinella di Maurizio Scaparro

Domenica 5 aprile Forio ha ospitato, grazie all’interessamento a titolo delDSC_0036.JPG tutto personale di Franco Iacono e Gennaro Zivelli, uno dei più grandi registi europei, Maurizio Scaparro, nell’occasione della presentazione, presso il Cinema delle Vittorie, del suo ultimo lavoro, L’Ultimo Pulcinella, con Massimo Ranieri.

Il Maestro Scaparro è legato ai due noti personaggi foriani da una più che trentennale amicizia,  e Scaparro, per chi non lo sapesse, è cittadino onorario di Forio, ed ha legato il suo prestigiosissimo nome  ad una bellissima  stagione  ischitana ai tempi d’oro del Premio Luchino Visconti. Premio, che grazie alla sua sapiente cura, in collaborazione anche del già citato Gennaro Zivelli insieme ai suoi DSC_0022.JPGfratelli Pietro Paolo e Massimo,  ed allo stesso Franco Iacono che fecero diventare la manifestazione viscontea un cult nel panorama culturale, e che  nello stesso tempo assunse notorietà nelle cronache mondane di tutto il mondo, procurando un positivo ritorno di immagine per tutta l’Isola. Una rinfrescata di notorietà che andava a ricalcare quella magica degli anni “50 e “60, che resteranno comunque unici.

A distanza di anni, grazie a questa bella amicizia, uno dei più grandi maestri del teatro mondiale ci fa l’onore di presenziare alla prima del suo ultimo lavoro, “L’Ultimo Pulcinella” ed i nostri rappresentanti politici, dall’assessore alla cultura al Sindaco, non hanno sentito il ben che minimo sussulto per portare un semplice saluto ad un concittadino di così grande spessore, ma soprattutto un amante della nostra Forio. Se si volesse elencare il lungo palmares del grande maestro romano, ci vorrebbero tanti fogli, ma devo per dovere di cronaca  ricordare al lettore che Scaparro è l’attuale direttore della Biennale Teatro di Venezia (un ruolo già ricoperto dal 1979 al 1982). Ha diretto il Teatro di Roma dal 1983 al 1990; l’Eliseo, sempre di Roma ed il Theatre des Italiens di Parigi. Ideatore  negli anni “80 del Carnevale del Teatro di Venezia; è stato Consigliere per le attività teatrali dell’Esposizione Universale di Siviglia del 1992. Vi voglio ricordare solamente gli spettacoli di maggior rielievo, peccando comunque per difetto: La Venexiana (tre edizioni, l’ultima a Parigi con Claudia Cardinale), un innovativo Amleto del 1972. La lunga notte di Medea, con Irene Papas (1976); il progetto multimediale Don Chisciotte adattato da R. Azcona e Tullio Kezich con Micol e Peppe Barra, che poi diventa film nel 1983. Alla Scala di Milano mette in scena “La vera storia di Berio su testi di Calvino (1982). Tra le altre regie: Caligola di Camus, Vita di  Galileo di Brecht; Pulcinella, da un testo inedito di Roberto Rossellini, con Massimo Ranieri (1987), lo stesso che poi è il film di oggi, L’Ultimo Pulcinella, appunto. Ancora, il fu Mattia Pascal, Liolà  e Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello. L’Italiana in Algeri, Memorie di Adriano con G. Albertazzi, rappresentato fino al 2007, e nello stesso anno crea per la Biennale un Festival su Carlo Goldoni a tre secoli dalla nascita del grandissimo veneziano. Mi fermo qui, ripeto è un piccolissimo sunto, DSC_0079.JPGaltrimenti l’elenco ci porterebbe troppo lontano, ma credo che basti ed avanzi per capire che tipo di personaggio ci è venuto a far visita nella prima domenica e lunedì di aprile 2009 quando ha voluto essere, sempre insieme a Gennaro Zivelli di nuovo nel Cinema delle Vittorie, a voler presentare il suo bellissimo film ai tantissimi giovani studenti delle scuole di Forio. Giovani che hanno applaudito sia la sua semplice e sentita illustrazione, sia alla fine della proiezione del film stesso, dimostrando di aver capito che il contenuto dell’opera li vedeva interessati in prima persona.

Magistrale è risultata la interpretazione di Massimo Ranieri, che già era stato l’attore principale nella versione teatrale del “87. La versione cinematografica è molto attuale, e riguarda il profondo disagio giovanile che si scontra con  una esistenza difficile sia nei quartieri spagnoli di Napoli che nelle banlieue parigine, molto simili alle Vele di Scampia, con tantissimi problemi e le enormi difficoltà  della vita moderna. I giovani, loro malgrado, sono costretti a vivere in una società che somiglia tanto ad una enorme piazza dove freddamente devono convivere la multietnia, il fondamentalismo religioso, il credo incondizionato ad un capitalismo sempre più bieco e spietato, con la mancanza totale di valori  che qualche anno fa costituivano una valida  coesistenza quali la famiglia, la religione, la politica con le sue sfaccettature ideologiche, del tutto scomparse. In questo vuoto senza fine, cosmico, sembra avere una parte importante la cultura, che riesce a riunire  in uno sgangherato ed abbandonato teatro nei bassifondi parigini tanti giovani emarginati, che riesce a  mettere su, con la guida dell’Ultimo Pulcinella, e di un suo vecchio amico attore, diventato professore alla Sorbona, interpretato dal sempre affascinante Jean Sorel, uno spettacolo della cultura mediterranea, che negli  ultimi anni si era del tutto disgregata.  E’ grazie a questo desiderio di mettere insieme le forze di persone nate in posti diversi, ma accomunate comunque da fattori storici che li hanno visti per tanti secoli vicini, riescono a rimettere sù un nuovo spettacolo, facendo in modo che la cultura facesse da collante a tanti giovani emarginati, senza arte ne parte.

Che bella sensazione  ho provato nel sentire il Maestro Scaparro presentare il film, sia la domenica che il lunedì successivo ai tantissimi giovani presenti, quando li ha esortati vivamente  a legarsi a cose più importanti e durature dei miti attuali, che ad iniziare dagli squallidi totem televisivi quali Amici , Isola , Veline e Grandifratelli vari, non fanno presagire nulla di buono per il loro futuro. Che bella sensazione ho provato, quando in modo informale ci siamo scambiati qualche impressione, soffermandoci sui tanti attori giovani che a suo tempo riuscì a sfornare il cinema neorealista italiano degli anni “50, quando circolavano pochi soldini. Che bella sensazione ho provato nel dialogare, con pari dignità, con un uomo di grande successo, fornito di un’altrettante grande umiltà e semplicità, pronto soprattutto ad ascoltare più che a farsi ascoltare. In questo contesto, gli ho espresso il desiderio di vederlo più spesso da noi, complimentandomi  per la sua lunga e luminosa carriera. E a tal proposito gli ho partecipato la mia gioia di essermi legato al carro di quei pochi che sulla nostra Isola fanno cultura, spesso rimettendoci di tasca propria, quali appunto Franco Iacono, Nino d’Ambra, i fratelli Zivelli e pochissimi altri, in un ambiente menefreghista dove si privilegia sempre di più il semplice tornaconto individuale, che tante volte calpesta le esigenze sociali.

Arriverci a presto, caro Maestro Maurizio Scaparro, la tua presenza ci ha fatto tanto bene e ci dà nuovo coraggio per sperare in tempi migliori, quando la cultura riacquisterà l’importanza che merita nella nostra piccola società, diventata nel frattempo più povera e brutta. Un’ultima cosa, per chi non lo avesse ancora visto, appena ne ha la possibiltà, non perda l’occasione di gustarsi un bel film qual è “L’Ultimo Pulcinella”.

A proposito dell'autore

Gerardo Calise Gerardo Calise