Luigi il Cubano

– Foto e Testo di Gerardo Calise

Venerdì sera 1° agosto presso le Cantine Pietratorcia nell’antica libreria Mattera di Forio si è tenuta un’altra bellissima presentazione di un nuovo libro. In questa occasione, è toccato alla nuova opera di Nino d’Ambra intitolata “ Luigi il cubano Fidel Castro e gli anni Cinquanta a Forio.

Io lo devo confessare, non ne posso più fare a meno a presenziare a queste interessantissime e simpatiche manifestazioni organizzate da Franco Iacono quale presidente dell’Associazione Terra. In questa occasione, Franco si è limitato a presentare la serata, a cui hanno partecipato Pasquale Balestriere e Ciro dsc_0073.jpgCenatiempo, due cime della cultura isolana. Ne esci sempre più arricchito nel sentire e conoscere più a fondo persone come Pasquale Balestriere, a cui dobbiamo profonda stima e riconoscenza , in quanto dona a noi, senza remore e condizionamenti, spicchi di profonda cultura, senza dimostrarsi geloso del suo enorme bagaglio di grande studioso. E’ cosa buona e giusta, fare si che tutti diventino un po’ più eruditi, specialmente se si viene a conoscenza di fatti storici che ci hanno toccato da vicino. Mi sento estremamente in difficoltà ad aggiungere altro alla sua fine ed approfondita presentazione apparsa sul Golfo e completata in modo ancora più egregio dal vivo la sera del 1° agosto. Attraverso la sua limpidissima esposizione si evince che Nino d’Ambra, in questo suo ultimissimo capolavoro, dedicato ad un suo vero amico, si sia superato. dsc_0119.jpgRisulta sinceramente difficile raccontare una persona, scrittore, poeta, pittore, diplomatico, libertario. Un uomo completo sotto tutti i punti di vista, ospite anche lui del Bar Maria dei mitici anno 50-60, che all’epoca sembrava marginale, circondato dai soliti e famosi colossi che ormai tutti conoscono, da Bargheer ad Auden, da Capote ed a tantissimi altri.

Luigi il cubano, invece, anche perché si sposò con una splendida bellezza locale, seppe inserirsi nel nostro scan10011.jpgtessuto sociale così bene, come solo Bargheer seppe fare. Eccellenti ed opportune le testimonianze di persone di varia estrazione sociale, che hanno portato il loro contributo storico, in modo quasi unanime, su di un uomo fuori del comune. In questo contesto trovo gradevole portare il mio ricordo di un personaggio che per tanti anni ha frequentato il salone di mio padre Serino, e dove passava tante mattinate, soprattutto quelle invernali. Ho scoperto dopo, questo particolare, che il locale di mio padre essendo situato di fronte al Bar Maria, d’inverno era più gradevole perché stava “in faccia al sole” ed il locale di Maria , essendo più ombreggiato, era da preferire in estate. Io Luigi il cubano lo ricordo sempre calmo e signorile, mai nervoso. Ricordo che aveva una voce cavernosa, ed il suo italiano sembrava buono, forse perché miscelato sapientemente con qualche spagnoleria. Mi è rimasta impressa la figura di un uomo molto colto, curato, ben vestito, dai modi signorili, perennemente avvolto da una nuvola di fumo pestilente, sprigionato dalle sue orrende sigarette(Alfa?). Un altro particolare, mi colpì di lui: le sue enormi mani nodose, che stonavano un po’ con il suo aspetto in generale. Belli i siparietti che si venivano a creare al momento del pagamento dovuto a mio padre dopo che aveva sistemato i suoi capelli a dovere (era molto curato nella capigliatura). A dir la verità i siparietti di cui sopra, se ne verificavano tanti: la gente era a corto di soldi, e si cercava in tutti i modi di imitare, quanto più e possibile, i noti scozzesi! scan10004.jpg

Dopo Pasquale Balestriere, è stata la volta di quello che io considero un grandissimo giornalista, che non può mancare in queste importanti circostanze, in cui lui sa descrivere le situazioni e le persone come pochi. Belli i voli sulle testimonianze dei vari Ugo Nonno, Mariolino ed Italo Capuano, Michele Sorrentino, Luigi Coppa. Magda Marchetti, Clementina Petroni e di Vito Trofa. Le citazioni, sempre pertinenti sulle poesie, sui tantissimi quadri che son presenti nel libro di Nino d’Ambra. Ed alla fine, ciliegina, la lettura della poesia a Luis Collado in spagnolo, una vera delizia molto applaudita. A conclusione della serata, l’autore Nino d’Ambra, ci ha tenuto a precisare che questa era una anteprima, in quanto la presentazione ufficiale del libro dedicato al suo grande amico cubano avverrà alla presenza della moglie Angelina nel prossimo mese di settembre. Significativo il citare la lettera della sorella Dora risalente al 1992, che metteva in risalto che suo fratello Luis più che con la pittura, nei suoi scritti e nei suoi pensieri, era stato un grande nella vita quotidiana, in quella sua grande e sviscerata capacità di amare al limite, ogni cosa che lo circondava, la sua vera gioia nel dare più che nel ricevere!. A me questo mi ricorda tanto il Vangelo, che sicuramente è lontano dal pensiero di Auden che invitava ad amare il tuo cattivo vicino con il tuo cattivo cuore, ed amare il tuo buon vicino con il tuo buon cuore. Troppo facile e banale. scan10023.jpg

Nel libro ci sono alcune foto appartenenti alla collezione di Valentino Criscuolo, in cui è ritratta la pittrice Fahrinissa Zeid el Hussein d’Irak, che aveva villa allo Scentone. Nel vederle mi sono ricordato che quello fu un periodo fortunato per la nostra Forio, non solo per la presenza dei tantissimi artisiti, ma anche di tanti nobili e diplomatici. Tra questi i fratelli principi d’Assia, tanti marchesi duci e baroni, gli ambasciatori Ducci , Clementi, Vinci e tanti altri. Questo potrebbe essere lo spunto per Nino d’Ambra ed approfondire questo aspetto: perché Forio era la meta prescelta da tante notorietà diverse, ma affini nell’amare la nostra bella terra, e perché è svanito tutto nel nulla, come uno sciame. Nino d’Ambra, nelle sue conclusioni, si è quasi commosso, anche nel vedere un uditorio attento ed interessato su un argomento a lui tanto caro, che lo aveva visto dedicare tanti anni per le molte ed approfondite ricerche storiche su un personaggio tanto poliedrico e complesso quale fu Luis Felipe Collado il Cubano. Io personalmente, nella conformazione enciclopedica del libro, ci vedo un tocco di classe da grande storico: Nino ha fatto parlare gli scritti, le poesie, i quadri, le foto, i racconti testimoniali, di suo ci ha messo quel poco che bastava a testimoniare i sentimenti sani che nutriva nel confronti del bravo Luis.

A seguire la presentazione in anteprima, erano presenti tutti gli amici foriani che hanno voluto scrivere la loro testimonianza, ad eccezione di Ugo Nonno e Gino Coppa. Mi piace concludere questo mio piccolo contributo per tenere viva la memoria di una bella figura di uomo ritto, hombre vertical, che ha sacrificato la sua carriera, la sua vita, che poteva essere molto più agiata, per principi libertari che non dovrebbero essere barattati, da nessuno, citando alcuni punti scritti dai suoi amici. Nello stesso tempo, mi rimane nella memoria, la sua enorme delusione che aveva patito come fuoriscito da Cuba per la netta opposizione al feroce Batista, il satrapo di turno, al quale si era sostituito il suo prediletto Fidel Castro, che andando al potere, divenne peggio del suo bieco predecessore. A tanta solitudine, Forio, al Cubano diede la compagnia di una donna nata per non restare sola: Angelina.

In quella piccola abitazione sul mare di Montrolio, davanti alla chiesa del Soccorso nacque una bellissima creatura: la figlia Sonia.(Vito Trofa). Mi è sempre sfuggita la sua fisionomia, esattamente come spesso accade nei sogni.(Clementina Petroni). Tra tante realtà di cui è fatto il nostro mondo, realtà di violenza e di guerra, realtà di prevaricazioni e di ingiustizie, di desiderio di potere che usa tutti i mezzi necessari per raggiungere i propri fini, Luigi ci ha dimostrato che il desiderio di pace e di democrazia è il desiderio più vero di cui ha fatto della propria vita una missione di libertà con la rinuncia ad un facile benessere.(Michele Sorrentino).Aveva un concetto tutto suo della libertà e quando si accorse che anche Castro era un dittatore, emigrò sempre come esule, in America in Florida, andando ad infoltire la schiera degli anticastristi.(Ugo Nonno). Compiendo un faticosissimo viaggio nel concreto e nell’immaginario, Luis Collado era riuscito a cogliere con infinita delicatezza, scrutandone i motivi più luminosi ed oscuri di civiltà antichissime.(Luigi Coppa). Si trovò proiettato in una dimensione non sua e per ritrovarsi andò via da Forio in una terra lontana, quasi da emigrante, anche se lasciava una terra anch’essa, non sua, che però lo aveva accolto come un figlio, e non come un ospite. (Mariolino Capuano). Luis era un buono, un vero bohèmien, pochi soldi ma tanta dignità. Sono contento di averlo conosciuto, è stata una cosa buona della mia vita. Ciao, Luis, ti saluto, Italo.(Italo Capuano).Non è chiusa per te, amico del fuoco, con gli anni e con la morte, la porta del cuore.(Nino d’Ambra).

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Gerardo Calise Gerardo Calise