Luigi De Filippo racconta la Donna nel teatro dei De Flippo

– Foto e testo di Gerardo Calisedsc_0021.jpg

All’antivigilia di Ferragosto, presso le Cantine Pietratorcia nell’Antica Libreria Mattera di Forio, abbiamo avuto la quarta visita del grande Luigi De Filippo, la seconda consecutiva e sempre di 13 agosto.

Il De Filippo, qualche giorno prima della sua esibizione, in privato, ci aveva confessato, che in fondo lui è innamorato di questo bellissimo posto, la ormai nota discesa Cesare Calise, già Via Marina, alle spalle della Chiesa di San Gaetano. Si è innamorato non solo del sito, ma anche dell’ambiente, delle persone, che ad iniziare dall’organizzatore, il presidente della Associazione Culturale Terra, Franco Iacono, sanno infonderti una notevole carica comunicativa. Ed infatti i due si sono subito “piaciuti”, simpatici a vicenda. C’è da ricordare un altro piccolo particolare, svelatomi dalla gentile moglie, signora Laura, che Luigi aveva avuto un altro invito a partecipare in un’altra manifestazione, ma che lui aveva scelto Forio. E così è stato, a distanza di un anno esatto, sempre al solito ritrovo, dove affluiscono numerosi suoi concittadini. Da perfetto one man show, ha saputo mettere sù un’altra serata indimenticabile, con tanti aneddoti, ricordi, poesie e canzoni dedicate alla “Donna nel teatro dei De Filippo”, tale il titolo della bellissima serata. Bene ha fatto quel mio amico, che sapendo della nuova venuta di Luigi, non voleva presenziare, tanto dirà le” stesse cose dell’anno scorso”. Bene ha fatto a ricredersi, perché avrà anche detto qualcosina dell’anno prima, ma quante novità, quante risate nuove, divertite si è fatto il foltissimo pubblico.

Un anno sembra passato all’inverso, più giovane, più fresco, anche nel vestirsi, con una bella camicia giovanile, senza il pesante cardigan scuro dell’anno passato. La sua innata simpatia rende il pubblico tanto partecipe, che sembrano tante comparse, che ridono, battono le mani, riecheggiano battute, quasi che fossero con lui su un immaginario palcoscenico. Il pubblico, ancora più numeroso dello scorso anno, ha seguito passo passo i suoi racconti appassionati, intrisi di memoria visiva, che ti fanno rivivere in prima persona il primo indimenticabile incontro con Totò, le tante avventure vissute con la sua famosissima famiglia in tutto il mondo.

Luigi era particolarmente legato alla zia Titina, una delle maggiori interpreti della Commedia all’italiana. Quante belle poesie, molte scritte da lui stesso, ci hanno fatto rivivere una Napoli che non c’è più. Ma più che una Napoli, una società morta ammazzata da una logica che privilegia la tanta televisione-spazzatura dei vari grandi fratelli, delle schifose isole maledette. Una società, che fa in modo che tutto ciò che può “arrecare” cultura, viene messo sistematicamente in secondo piano. Non si potrebbero spiegare in altro modo, le ore antelucane in cui vengono trasmesse le poche commedie, ed il poco teatro in generale, dalla nostra TV di stato. E questo, ci spiegava, è uno dei tanti motivi per i quali lui, ma tutta la sua famiglia, negli ultimi anni si è rifiutato sempre di fare televisione, che in effetti loro considerano solo come un elettordomestico. Quando ascolto queste parole, per le nostre orecchie abituate da troppo tempo, a vaniloqui e turpiloqui vari, sembra ridestarsi da un brutto sogno, ed abbandoni, almeno per un po’, questa brutta frenesia collettiva che, piena di niente, sta impoverendo sempre di più il nostro spirito.Ti fermi un attimo a riflettere, ascoltando i suoi aneddoti, e sogni ad occhi aperti. Guardi i suoi occhietti vivi, vispi, intelligenti, attraverso il vetro degli occhiali, ti trasmettono allegria e felicità, incorniciati da un sorriso contaggioso.

Luigi ha saputo scherzare anche su un episodio molto serio ed importante, ricordandoci quando il Presidente Ciampi, lo nominò, motu proprio, Commendatore, che come sappiamo, è una delle più alte cariche onorifiche. Lui di rimando, alla consegna della croce e degli altri simboli della carica, gli ricordò che aveva a casa un’altra croce…la moglie. I racconti, i tanti ricordi della sua famosissima famiglia, ad iniziare da suo padre Peppino, indimenticato co-interprete di Totò, agli esordi sul palcoscenico, ai tantissimi viaggi, che hanno accompagnato la sua ancor giovane esistenza. Tutto, poi, giustifica il tanto interesse del pubblico.

Un pubblico ancora più numeroso, dicevo, dello scorso anno, ed ancora più partecipe. I tanti aneddoti sono stati magistralmente accompagnati dal grande chitarrista M° Enzo Martino, uno dei maggiori interpreti della musica classica napoletana. I suoi intermezzi musicali hanno formato una perfetta simbiosi con il contenuto dei racconti di Luigi De Filippo, divenendone una specie di prezioso compendio, o meglio ancora, una magica colonna sonora, che ha accompagnato in modo perfetto i dialoghi divertenti del grande Luigi De Filippo. E’ stata in definitiva una vera chicca, vedere fuse due professionalità, così diverse e così uguali nell’esprimere nel migliore dei modi, una napoletanità quasi del tutto scomparsa. Dobbiamo a questi personaggi, pieni di carisma e di cultura, la speranza che le nostre tradizioni storiche culturali non vengano spazzate vie da barbari in cerca d’autore. Sono sempre più convinto che solo dando più spazio a queste belle personalità si possa uscire dalla lunga apnea a cui ci hanno costretti tanti figuri senza scrupoli, facendoci sopravvivere ad una vita senza sale. A presto caro Luigi De Filippo, noi saremo sempre felici di ascoltarti con tanto amore, anche l’anno che verrà, sicuri che come il gambero ti farai più giovane, cavando dai tuoi racconti nuova speranza di un domani, non molto lontano, migliore, per tutti!

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Gerardo Calise Gerardo Calise