Luigi De Filippo alle Cantine Pietratorcia a Forio

– di Gerardo Calise

Lunedì sera 13 agosto, Franco Iacono ha organizzato un altro bell’incontro presso la antica Libreria Mattera – Cantine Pietratorcia nel suggestivo angolo della Chiesa di San Gaetano. Il dolce pendio intitolato al nostro più grande pittore, Cesare Calise, una stradina in pendenza, in pieno centro storico, che ormai è diventata un piccolo teatro greco, dove si tengono i sempre più seguiti ed interessanti incontri organizzati dal dinamico Franco Iacono. Questa localizzazione, risulta ormai da sei anni, quanto mai indovinata, perché questo posto è capace di generare un’atmosfera adeguata agli argomenti trattati, facilitando meravigliosamente la simbiosi tra i vari relatori e i sempre più numerosi convenuti. La stradina descritta, dalla Chiesa di San Gaetano ci conduce al piazzale della Marina di Forio, dove tanti anni fa i componenti della “Carovana” lavavano le botti con l’acqua di mare, all’epoca cristallina e pura, prima di essere riempite dell’abbondante mosto, frutto della nostra fiorentissima viticoltura. Le stesse botti, che riempite del buon vino locale, ritornavano sulla stessa banchina per essere caricate sui battelli, sempre dai componenti della “Carovana”, e prendere strade lontane. Per i più giovani, la “Carovana” era una cooperativa di servizi, tra cui facchinaggio, trasporto, bando, ed altri lavori, unico esempio cooperativo che sia durato tanti anni.– di Gerardo Calise

Lunedì sera 13 agosto, Franco Iacono ha organizzato un altro bell’incontro presso la antica Libreria Mattera – Cantine Pietratorcia nel suggestivo angolo della Chiesa di San Gaetano. Il dolce pendio intitolato al nostro più grande pittore, Cesare Calise, una stradina in pendenza, in pieno centro storico, che ormai è diventata un piccolo teatro greco, dove si tengono i sempre più seguiti ed interessanti incontri organizzati dal dinamico Franco Iacono. Questa localizzazione, risulta ormai da sei anni, quanto mai indovinata, perché questo posto è capace di generare un’atmosfera adeguata agli argomenti trattati, facilitando meravigliosamente la simbiosi tra i vari relatori e i sempre più numerosi convenuti. La stradina descritta, dalla Chiesa di San Gaetano ci conduce al piazzale della Marina di Forio, dove tanti anni fa i componenti della “Carovana” lavavano le botti con l’acqua di mare, all’epoca cristallina e pura, prima di essere riempite dell’abbondante mosto, frutto della nostra fiorentissima viticoltura. Le stesse botti, che riempite del buon vino locale, ritornavano sulla stessa banchina per essere caricate sui battelli, sempre dai componenti della “Carovana”, e prendere strade lontane. Per i più giovani, la “Carovana” era una cooperativa di servizi, tra cui facchinaggio, trasporto, bando, ed altri lavori, unico esempio cooperativo che sia durato tanti anni.

In questo scenario romantico ed allo stesso tempo pieno di storia, ricordo che lungo l’attuale riva sinistra del “porto” di Forio, c’erano tante fresche cantine, zeppe di botti di vino, ad iniziare dall’attuale Bar La Lucciola. L’Antica Libreria Mattera-Cantine Pietratorcia, a cantine chiuse, è una bella testimonianza di quel periodo florido, a ricordo degli ottimi vini di una volta. A questo aggiungiamo degli incontri bellissimi con personaggi che noi sentiamo nostri, e che amiamo perché la loro vicinanza ci infonde tanto ottimismo nel futuro. L’antivigilia di Ferragosto 2007, è stata la volta del grande Luigi de Filippo, che per i pochissimi che non lo sanno, è figlio dell’indimenticato Peppino, nipote di Eduardo e Titina de Filippo. Che impressione bella ho colto stando poco distante da lui, percepire la stessa fonìa e cadenza vocale di suo padre Peppino, la gestualità, l’espressione, la postura, tutte terribilmente somiglianti, ma vero, al vero napoletano, che è diventato specie protetta. Ci ha deliziato, per circa un’ora e mezza, con una vasta aneddotica, poesie, racconti, stralci di commedie sue e della sua famiglia, dal nonno Eduardo Scarpetta , allo zio, al padre, tutto condito dalla classica comicità amara e che ci fa riflettere, tipica, se vogliamo, della sua famiglia. C’è da sottolineare, che tra un argomento ed un altro, abbiamo gustato degli interventi musicali, eseguiti con la solita e conosciuta capacità artistica del M° Enzo Martino, con la sua chitarra classica, un vero cult della vera canzone napoletana, integrandosi perfettamente con le esternazioni di Luigi de Filippo. Luigi ha saputo portare avanti, nel modo migliore, il peso di un cognome tanto prestigioso nella grande tradizione del teatro partenopeo. L’ambiente in cui è nato, ha fatto si che lui stesso diventasse un grande attore, prima teatrale e poi di cinema, e quando si è sentito maturo, ha fondato una compagnia teatrale tutta sua. Luigi, è anche un apprezzato commediografo, sue bellissime commedie: Fatti nostri, Storia strana su una terrazza romana, Come e perché crollò il Colosseo e la commedia del Re buffone e del Buffone Re. Luigi, a vederlo da presso, non dimostra affatto i suoi 77 anni, tale è la sua verve, la forza che sa trasmettere colloquiando dolcemente con il pubblico. Nella sua lunga conversazione, ci ha ricordato il suo primo incontro con il mitico Totò, rimarcando, a ragione, che suo padre Peppino non fu affatto la migliore spalla del principe della risata, ma il suo principale co-interprete, facendo sì che Antonio de Curtis, in arte Totò, desse il meglio di sé nei tanti film, di successo anche ora, girati con Peppino de Filippo. Questa precisazione, non ci è affatto sembrata una difesa di parte, anzi, la riconosciuta verità. Belle e toccanti le sue poesie, piena di una napoletanità di cui si ha tanta nostalgia. E’ stato interessante quando ci ha ricordato, che anche lui, come del resto la sua famiglia, non hanno mai amato la televisione, tanto da considerarla un semplice elettrodomestico, meno ingombrante di un tempo, ma utile negli ultimi tempi a farci godere, nel vuoto attuale, dei tanti film girati negli anni d’oro dai de Filippo. Sempre attuali, che riempiono in modo intelligente gli spazi di svago televisivo, altrimenti riempiti da calcio e poco altro. Gli incontri con personaggi del calibro di Luigi de Filippo, ci fanno ricordare della nostra recente storia, quando specialmente il napoletano, con la sua intelligenza, la sua innata capacità di industriarsi, cavandosela sempre nel migliore dei modi, anche in situazioni tragiche, ha dato il meglio anche nel campo artistico, con i de Filippo, Totò, i Taranto, De Sica, Caprioli, Tina Pica, Luisa Conte, Cannavale, Pietro De Vico, i fratelli Giuffrè, Dolores Palombo, la famiglia Maggio, Concetta Barra, Roberto De Simone, le sorelle Nuccia e Nunzia Fumo, e tantissimi altri, che sicuramente hanno dato lustro a Napoli, eleggendola a vera capitale culturale. Napoli, in quel periodo, ha dato tantissimo alla cultura, dando il meglio di sé, scrivendo delle bellissime pagine, molte delle quali scritte dalla prestigiosa famiglia de Filippo, di cui Luigi ne è sicuramente un degnissimo interprete vero ed autentico. Il Commendatore Luigi de Filippo. E si, perché il nostro ci ha ricordato, con un velo di imbarazzo unito ad un sano orgoglio, quando Ciampi lo fece chiamare per comunicargli la bellissima e sorprendente notizia, lui rimase incredulo, ma contentissimo che la massima carica dello Stato aveva pensato di conferirgli tale prestigioso titolo. Luigi, in questo mondo che è zeppo di facili premi, svalutati e vuoti di significato, ha pensato, giustamente, che Ciampi, grande, amato ed indimenticato Presidente, abbia voluto premiare lui e la sua gloriosa famiglia de Filippo. A presto, Luigi, siamo sicuri che ci delizierai di nuovo. Con nuovi aneddoti, nuove poesie, nuovi racconti, perché no, nuove commedie, che chissà, un giorno potremo goderci in qualche teatro isolano insieme a te ed alla tua bellissima e dolce signora.

In questo scenario romantico ed allo stesso tempo pieno di storia, ricordo che lungo l’attuale riva sinistra del “porto” di Forio, c’erano tante fresche cantine, zeppe di botti di vino, ad iniziare dall’attuale Bar La Lucciola. L’Antica Libreria Mattera-Cantine Pietratorcia, a cantine chiuse, è una bella testimonianza di quel periodo florido, a ricordo degli ottimi vini di una volta. A questo aggiungiamo degli incontri bellissimi con personaggi che noi sentiamo nostri, e che amiamo perché la loro vicinanza ci infonde tanto ottimismo nel futuro. L’antivigilia di Ferragosto 2007, è stata la volta del grande Luigi de Filippo, che per i pochissimi che non lo sanno, è figlio dell’indimenticato Peppino, nipote di Eduardo e Titina de Filippo. Che impressione bella ho colto stando poco distante da lui, percepire la stessa fonìa e cadenza vocale di suo padre Peppino, la gestualità, l’espressione, la postura, tutte terribilmente somiglianti, ma vero, al vero napoletano, che è diventato specie protetta. Ci ha deliziato, per circa un’ora e mezza, con una vasta aneddotica, poesie, racconti, stralci di commedie sue e della sua famiglia, dal nonno Eduardo Scarpetta , allo zio, al padre, tutto condito dalla classica comicità amara e che ci fa riflettere, tipica, se vogliamo, della sua famiglia. C’è da sottolineare, che tra un argomento ed un altro, abbiamo gustato degli interventi musicali, eseguiti con la solita e conosciuta capacità artistica del M° Enzo Martino, con la sua chitarra classica, un vero cult della vera canzone napoletana, integrandosi perfettamente con le esternazioni di Luigi de Filippo. Luigi ha saputo portare avanti, nel modo migliore, il peso di un cognome tanto prestigioso nella grande tradizione del teatro partenopeo. L’ambiente in cui è nato, ha fatto si che lui stesso diventasse un grande attore, prima teatrale e poi di cinema, e quando si è sentito maturo, ha fondato una compagnia teatrale tutta sua. Luigi, è anche un apprezzato commediografo, sue bellissime commedie: Fatti nostri, Storia strana su una terrazza romana, Come e perché crollò il Colosseo e la commedia del Re buffone e del Buffone Re. Luigi, a vederlo da presso, non dimostra affatto i suoi 77 anni, tale è la sua verve, la forza che sa trasmettere colloquiando dolcemente con il pubblico. Nella sua lunga conversazione, ci ha ricordato il suo primo incontro con il mitico Totò, rimarcando, a ragione, che suo padre Peppino non fu affatto la migliore spalla del principe della risata, ma il suo principale co-interprete, facendo sì che Antonio de Curtis, in arte Totò, desse il meglio di sé nei tanti film, di successo anche ora, girati con Peppino de Filippo. Questa precisazione, non ci è affatto sembrata una difesa di parte, anzi, la riconosciuta verità. Belle e toccanti le sue poesie, piena di una napoletanità di cui si ha tanta nostalgia. E’ stato interessante quando ci ha ricordato, che anche lui, come del resto la sua famiglia, non hanno mai amato la televisione, tanto da considerarla un semplice elettrodomestico, meno ingombrante di un tempo, ma utile negli ultimi tempi a farci godere, nel vuoto attuale, dei tanti film girati negli anni d’oro dai de Filippo. Sempre attuali, che riempiono in modo intelligente gli spazi di svago televisivo, altrimenti riempiti da calcio e poco altro. Gli incontri con personaggi del calibro di Luigi de Filippo, ci fanno ricordare della nostra recente storia, quando specialmente il napoletano, con la sua intelligenza, la sua innata capacità di industriarsi, cavandosela sempre nel migliore dei modi, anche in situazioni tragiche, ha dato il meglio anche nel campo artistico, con i de Filippo, Totò, i Taranto, De Sica, Caprioli, Tina Pica, Luisa Conte, Cannavale, Pietro De Vico, i fratelli Giuffrè, Dolores Palombo, la famiglia Maggio, Concetta Barra, Roberto De Simone, le sorelle Nuccia e Nunzia Fumo, e tantissimi altri, che sicuramente hanno dato lustro a Napoli, eleggendola a vera capitale culturale. Napoli, in quel periodo, ha dato tantissimo alla cultura, dando il meglio di sé, scrivendo delle bellissime pagine, molte delle quali scritte dalla prestigiosa famiglia de Filippo, di cui Luigi ne è sicuramente un degnissimo interprete vero ed autentico. Il Commendatore Luigi de Filippo. E si, perché il nostro ci ha ricordato, con un velo di imbarazzo unito ad un sano orgoglio, quando Ciampi lo fece chiamare per comunicargli la bellissima e sorprendente notizia, lui rimase incredulo, ma contentissimo che la massima carica dello Stato aveva pensato di conferirgli tale prestigioso titolo. Luigi, in questo mondo che è zeppo di facili premi, svalutati e vuoti di significato, ha pensato, giustamente, che Ciampi, grande, amato ed indimenticato Presidente, abbia voluto premiare lui e la sua gloriosa famiglia de Filippo. A presto, Luigi, siamo sicuri che ci delizierai di nuovo. Con nuovi aneddoti, nuove poesie, nuovi racconti, perché no, nuove commedie, che chissà, un giorno potremo goderci in qualche teatro isolano insieme a te ed alla tua bellissima e dolce signora.

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Gerardo Calise Gerardo Calise