Inaugurazione centro prima accoglienza Giovanni Paolo II a Forio

– di Gerardo Calise,

Giovedì 19 luglio 2007 diventerà per la comunità dell’Isola d’Ischia una data memorabile. Dopo anni ed anni di sfrenato egoismo e di colate di cemento selvaggio, si è avuta l’ultimazione, il completamento e l’inaugurazione di un’opera sociale, tutto in perfetta regola, senza una virgola abusiva, che servirà come Centro di prima accoglienza per bisognosi senza speranza ed aiuto.

L’inaugurazione, con la benedizione, è stata officiata, insieme al Vescovo P.Filippo Strofaldi, dal Cardinale Agostino Vallini, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, arcivescovo emerito di Albano, uno dei primi cardinali creati da Papa Benedetto XVI. Il Card. Vallini è grande amico del nostro amatissimo Vescovo, ed hanno condiviso diverse esperienze pastorali nella Diocesi di Napoli. L’inaugurazione si è incastonata in diversi anniversari, sia di sacerdoti che della nascita della Parrocchia di S.Maria di Portosalvo al suo 150° dalla fondazione.

Erano presenti, all’atto della inaugurazione della nuova struttura, oltre ad una folta rappresentanza del clero isclano, il vice-sindaco Antonio Spadaro e l’assessore Gianni Mattera, che ha voluto testimoniare, con un breve ma sentito intervento, la parte non secondaria avuta dal Comune di Forio, affinché questa opera significativa vedesse la luce.

Il Centro, porta il nome di Giovanni Paolo II. La genesi è stato un lungo e tormentato cammino ultraventennale, tipico delle cose buone e giuste, avversate da tutti, buoni e cattivi, in modo accurato, scientifico, certosino, e portata avanti dai soliti pochi,ostacolati ad ogni loro millimetrico passo. Purtroppo, è una cosa vecchia, a cui non siamo ancora abituati, e noi siamo a fianco di chi insiste. C’è da riflettere su certe combinazioni, come quella accelerazione avuta , da questa che era diventata una ingarbugliata e squallida vicenda, tipica dei nostri giorni, in una società opulenta, cieca, muta verso le persone che non hanno la nostra stessa smisurata fortuna finanziaria ed immobiliare. Siamo pronti a colpire e mettere il piede in testa a chi non sta al nostro livello, ma pronti a divenire in breve degli autentici e splendidi zerbini umani di fronte al potente di turno, a cui facilmente aggiungiamo un riverente “don” davanti al nome di battesimo. Parlavo di date su cui riflettere. L’accelerazione di cui parlavo, si è avuta 75 giorni dopo la visita di S.S. Giovanni Paolo II, la storica visita; la data, il 15/7/2002, autorizzazione per adibire il fabbricato a scuola. L’illuminazione, unita alla ormai riconosciuta, volontà e determinazione, hanno fatto sì che il nostro Vescovo facesse divenire realtà l’invito rivoltoci da Papa Wojtyla di accogliere nella nostra ricca e fortunata isola le persone meno abbienti e più bisognose del nostro aiuto. Erano passati fin troppi anni, accompagnati da futili attriti: bisognava fare qualcosa di concreto per il prossimo, dare un segno forte, tangibile, duraturo, storico, come è nella natura delle nostre idee cristiane, fatte di teorie, tante volte materializzate, che non hanno epoca.

La benefattrice del terreno insieme ad un bel gruzzolo di denaro, fu la tanto amata e non dimenticata Lucia Monte, che aveva espresso di voler devolvere questa proprietà per realizzare un opera di beneficenza. Il Vescovo, deciso come sempre,a percorrere l’impervia strada del bene, non si lasciò sfuggire l’occasione, accogliendo in toto la raccomandazione del Papa, aggiungendo una altra grande perla al suo già ricco palmares che ha caratterizzato la sua ubertosa missione pastorale sulla nostra Isola.

Quanti nuovi preti e diaconi stanno coltivando la enorme vigna, quanta nuova linfa, quanto fertile concime ha saputo apportare all’ormai asfittica società ischitana. L’amatissimo Padre Filippo, un autentico uomo di Dio, che non si è fermato nemmeno dinanzi ad una gravissima malattia, brillantemente superata ed annientata, traendo nuova vitalità!

La notizia che ho raccolto in diretta, e che mi ha reso più felice, fugando la mia e la nostra perplessità iniziale, ovvia, quasi logica, vivendo in un ambiente che ha dimenticato i più elementari principi di vita in comune, è stato apprendere che la nuova struttura sarà gestita dalla Comunità Nuovi Orizzonti fondata dalla giovane Chiara Amirante. Mi sono letto attentamente la storia di questa emula di Madre Teresa, che ha iniziato la sua vita evangelica a pochi passi da noi, nella stazione di Roma-Termini. Chiara si mette in giro per i posti che noi normalmente evitiamo accuratamente, andando incontro ai”rifiuti”, barboni, prostitute, drogati, emarginati, i senzatetto. I suoi verbi più usati: condividere, ascoltare, accogliere, amare, aiutare: IL VANGELO!

Quante volte ci siamo girati, abbiamo guardato in noi stessi e ci siamo domandati perché noi siamo amici con chi ci ama e ci serve, con chi ci sorride, è simpatico, ci dona la sua persona. Poi, quando però gli altri hanno bisogno di noi, bisogno di aiuto, facciamo spallucce, mettiamo la testa sotto la sabbia…. Chiara, in poco tempo, ha spezzato il nodo scorsoio che sta cingendo il collo di tanti giovani che si prostituiscono per drogarsi, o si drogano per prostituirsi. Chiara ha trasformato, con la luce del Vangelo un cimitero in un reparto di maternità, dando vita e speranza a tanti giovani che ormai erano morti viventi, corpi senz’anima. Le date importanti del suo cammino: 1991, inizia l’avventura di Nuovi Orizzonti, Tre anni dopo, si apre la prima comunità di accoglienza e nel 1997 una seconda casa a Pigli(Fr). Nello stesso anno, il Card. Ruini riconosceva ufficialmente l’Associazione Nuovi Orizzonti. Un anno dopo diventa Onlus, cioè Organizzazione non lucrativa di utilità sociale. Tra il 1999 ed il 2004 abbiamo l’apertura di altri enti di formazione ed accoglienza in Italia ed all’estero. Nel 2001 si va in Brasile e Bosnia. Ai giorni nostri, riferisco testualmente, Nuovi Orizzonti è diventata una realtà molto complessa in cui convivono e si intrecciano molteplici realtà e le sempre più numerose iniziative che la fantasia dell’Amore suggerisce per rispondere alle richieste di aiuti di chi si trova in difficoltà. Sulla figura di Chiara Amirante torneremo sicuramente e dettagliatamente in un futuro non molto lontano, ma ora volevo concludere sottolineando che Chiara ha avuto due miracoli: non è diventata cieca come pronosticatole dai medici, e , secondo, ha incontrato Dio servendolo in modo pieno come dovremmo fare tutti noi.

Volevo sintetizzare che la neo struttura è composta da un piano semi-interrato ed un piano terra per un complessivo di 800 mq ca. Al piano semi-interrato ci sono 12 camere doppie in grado di ospitare almeno 24 persone, qualcuna è anche intercomunicante, tutte con servizi propri; al piano terra c’è il ricevimento, ambulatorio, servizi, cucina, sala comunione, cappella e alloggio per le suore che gestiranno il complesso. All’esterno c’è uno spazio di ca. 2600 mq. che è stato o sarà allestito con verde, parcheggi e spazi di riunione. Volevo mettere in risalto che la struttura è stata completata grazie ad un ulteriore ingente donazione(700.000 Euro) di un certo Giovanni di Napoli. I lavori sono stati eseguiti in modo celere ed ad opera d’arte dalla ditta Mastrangelo su progetto dello Studio Tecnico Geometri Trofa. Ci tengo inoltre a sottolineare, che hanno profuso più del dovuto per poter completare una struttura che sarà vanto per Forio e per tutta l’Isola d’Ischia. Il Signore si è mostrato di nuovo. Dopo averci riempito di una bellezza incomparabile dei nostri siti, donandoci ricchezze inestimabili come terme, sole, mare, natura, ha battuto un altro fragoroso colpo tramite i suoi ministri nelle figure di Papa Giovanni Paolo II, del vescovo Filippo Strofaldi e del Parroco Franco Piro, veri operai della sua Vigna, facendo invertire una pericolosa rotta che ci avrebbe portato ad un sicuro naufragio. Ma ci pensate, la ricchissima Isola d’Ischia che non farà come tutti gli altri luoghi ricchi, che non penserà egoisticamente, sola e solamente a se stessa, ma darà un piccolo e significativo aiuto a chi è nel bisogno, senza girare la faccia dall’altra parte, sperando che questa nuova iniziativa sia solamente la prima di tante altre volte ad aiutare il prossimo.

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