Il giorno della Memoria di Maria Senese Zibacchiello e del bar Maria anche, Bar internazionaleIl giorno della Memoria di Maria Senese Zibacchiello e del bar Maria anche, Bar internazionale

Sabato 22 novembre Forio ha scritto un’altra bella pagina di storia vissuta. dsc_0245.jpg

L’amministrazione ha messo su, anche se con un po’ di ritardo, una magnifica serata dedicata alla memoria di una grande figlia di Forio, Maria Senese del Bar Internazionale, meglio conosciuta da noi come “zibacchiello”. Siamo stati testimoni oculari di come con la nostra fantasia, l’improvvisazione, la prontezza nell’affrontare le difficoltà, che non mancano mai, poi alla fine comunque si raggiunge un ottimo risultato. Il tutto condito da uno squarcio di serenità meteorologica, in un contesto di generale tempaccio, un vero raggio di sole che ha voluto illuminare questa simpatica manifestazione.

Come da programma l’evento ha avuto inizio con l’inaugurazione della mostra di quadri che Maria Senese ebbe in omaggio dai suoi clienti nei prestigiosi e storici locali del Museo del Torrione. Al taglio del nastro era presente un folto pubblico, tanti amici, parenti, artisti e qualche turista ritardatario. In prima fila i due neo cittadini foriani, il giornalista-scrittore Nino Masiello e il campione subacqueo Massimo Scarpati. La mostra è stata voluta dalla cognata signora Italia, da sua figlia Gisella e dal marito di quest’ultima, Pasquale Elia, che generosamente ha elargito tante copie del bellissimo libro di Nino Masiello “ Bar Maria “ la cafettera. La stessa esposizione di quadri, quasi tutti acquerelli di Bargheer, altri di Guttuso, del principe Enrico d’Assia, di Aldo Pagliacci , Gino Coppa e di altri, fu fatta nel settembre 2007 presso la Galleria EloArt quando fu presentato il libro di Nino Masiello “Bar Maria” edito da Massa, presso l’Antica Libreria Mattera – Cantine Pietratorcia, con la sapiente regia di Franco Iacono, presidente dell’Associazione Terra. [lang_it]

Sabato 22 novembre Forio ha scritto un’altra bella pagina di storia vissuta. dsc_0245.jpg

L’amministrazione ha messo su, anche se con un po’ di ritardo, una magnifica serata dedicata alla memoria di una grande figlia di Forio, Maria Senese del Bar Internazionale, meglio conosciuta da noi come “zibacchiello”. Siamo stati testimoni oculari di come con la nostra fantasia, l’improvvisazione, la prontezza nell’affrontare le difficoltà, che non mancano mai, poi alla fine comunque si raggiunge un ottimo risultato. Il tutto condito da uno squarcio di serenità meteorologica, in un contesto di generale tempaccio, un vero raggio di sole che ha voluto illuminare questa simpatica manifestazione.

Come da programma l’evento ha avuto inizio con l’inaugurazione della mostra di quadri che Maria Senese ebbe in omaggio dai suoi clienti nei prestigiosi e storici locali del Museo del Torrione. Al taglio del nastro era presente un folto pubblico, tanti amici, parenti, artisti e qualche turista ritardatario. In prima fila i due neo cittadini foriani, il giornalista-scrittore Nino Masiello e il campione subacqueo Massimo Scarpati. La mostra è stata voluta dalla cognata signora Italia, da sua figlia Gisella e dal marito di quest’ultima, Pasquale Elia, che generosamente ha elargito tante copie del bellissimo libro di Nino Masiello “ Bar Maria “ la cafettera. La stessa esposizione di quadri, quasi tutti acquerelli di Bargheer, altri di Guttuso, del principe Enrico d’Assia, di Aldo Pagliacci , Gino Coppa e di altri, fu fatta nel settembre 2007 presso la Galleria EloArt quando fu presentato il libro di Nino Masiello “Bar Maria” edito da Massa, presso l’Antica Libreria Mattera – Cantine Pietratorcia, con la sapiente regia di Franco Iacono, presidente dell’Associazione Terra. [/lang_it]In quella circostanza maturò l’idea di intitolare a Maria lo slargo dsc_0094.jpgantistante il mitico locale dove visse tutta la sua esistenza, che lo ricordiamo finì nel lontano 1977, quando Maria Zibacchiello aveva 79 anni ben portati. L’Intitolazione, coincisa anche con la inaugurazione ufficiale della rinnovata Fontana, che al contrario di Auden, Maria adorava, è avvenuta esattamente un anno dopo, essendo stata a suo tempo prevista per il 21 ottobre 2007. Meglio tardi che mai. Volevo ricordare, come già fatto in altra circostanza, che la Fontana è stata restaurata grazie alla sapiente e genuina arte del grande scultore Gabriele Renzullo, nostro concittadino da poco tempo. dsc_0058.jpg

La serata è continuata in Piazza Pontone, dove è stato allestito un palco sul quale si è esibito il duo di chitarra classica napoletana Enzo Martino e Gianni di Lustro. Due grandi virtuosi delle sei corde, che ogni qualvolta abbiamo la fortuna di ascoltarli, sono capaci di deliziare in maniera divina il pubblico che partecipa entusiasta ai loro concerti, l’ultimo dei quali si tenne ai piedi della Fontana il 28 settembre scorso. Un fiume di gente partecipò, anche in quella circostanza, l’alto gradimento per questo duo foriano (Enzo, che vive a Forio da oltre 40 anni, è un foriano acquisito). Il loro repertorio classico napoletano, fatto di canzoni anche inedite, o poco conosciute ai più, ma che comunque si ascoltavano 50 anni fa, riesce ad attirare l’ascolto anche dei più giovani. dsc_0132.jpgDopo l’esecuzione di una decina di pezzi napoletani, è stata la volta di un altro grande artista foriano, il Prof.Gennaro Zivelli, che ci ha deliziato con la sua riconosciuta bravura nel declamare prose, poesie e racconti di grandi autori che frequentavano il Bar Maria negli anni d’oro. Commovente e struggente la lettura della missiva che il grande Libero de Libero spedì a Maria dopo la prematura ed improvvisa morte del nipote Tonino. Abbiamo vissuto, a distanza di anni, le stesse emozioni che provammo, noi che lo abbiamo frequentato, nell’apprendere la brutta notizia che ci privava per sempre di un amico come Tonino Maltese. Gennaro ci ha fatto ascoltare altri brani di Capote e di Auden, sempre in modo impeccabile e professionale, e lo ripeto, a me ricorda di quando, ancora infanti, ascoltavamo per radio i primi film, e noi li “vedevamo” con l’immaginazione. Forse lo dico da suo fan, ma Gennaro Zivelli riesce a suscitare in me delle belle sensazioni che mi fanno sentire dentro la parte, talmente è bravo a coinvolgerti. E, non ultimo, mi fa ricordare di quando giovanissimi, frequentavamo il circolo S.Tommaso d’Aquino, e lui già metteva in mostra la sua innata capacità interpretativa. Il clou della serata è stata la consegna delle pergamene attestanti le cittadinanze onorarie conferite dal Comune di Forio a due grandi personaggi, che hanno onorato il nome del nostro comune: il giornalista-scrittore Nino Masiello ed il campione subacqueo Massimo Scarpati. Entrambi hanno fatto di Forio la loro seconda patria, il primo frequenta assiduamente la nostra terra da 40 anni, il secondo è stato cittadino a tutti gli effeti per oltre trent’anni, trasferendosi anni fa in altri lidi più congeniali per la sua professione, lasciando intatto il suo amore per Forio.

Nino Masiello, giornalista per una vita, già caporedattore del Mattino di Napoli, viene dalla scuola del grandissimo Gino Palumbo, indimenticato maestro del giornalismo napoletano, già direttore della Gazzetta. E’ stato a Panorama, al Corriere di Napoli, a Sport Sud, e di nuovo al Mattino. Autore teatrale di successo con la indimenticata ed insuperabile compagnia di Luisa Conte al Sannazaro, Nino Masiello ha pubblicato “Tempo di maggio”, storia del teatro napoletano del “900 e non ultimo la biografia di Aniello Califano, il grande poeta de “O surdato nnammurato”. Come vedete un uomo di primo livello, meritevolissimo del prestigioso riconoscimento di cui è particolarmente felice e fiero, e lo ha espresso pubblicamente. Io, sommessamente volevo aggiungere, un riconoscimento tardivo, perché Nino Masiello è uno dei pochi personaggi che amano la nostra terra, cercando di ricambiare e che non hanno solo preso da noi, come hanno fatto in tantissimi, e di questo, mi vanto, di avergliene dato atto personalmente. Questo, che sembra un aspetto marginale, in effetti è uno dei motivi per cui il nostro popolo è cresciuto in maniera esponenziale solo dal punto di vista economico, ma poco dal punto di vista culturale, perché ognuno è venuto solo a prendersi, o peggio ancora, a speculare sia con i nostri sentimenti, che con le nostre enormi ricchezze naturali, facendoci vedere, a noi locali, solo il fumo. Bar Maria, ci diceva Nino Masiello, vuole essere un piccolo segno di riconoscenza verso quell’universo che gravitò intorno al mondo di Maria “zibacchiello” Senese, che con la sua poca istruzione, ha saputo scrivere una bella pagina di storia del comune di Forio. Non si scriverà mai tanto su questo personaggio, sotto certi aspetti eccezionale, vissuto fuori dal suo tempo, ma che lei seppe imbrigliare comunque, dando alla sua operosa esistenza un significato pieno, di cui noi insieme ai suoi familiari, siamo grati di averla conosciuta ed amata, amata anche a distanza di 31 anni dalla sua scomparsa. E’ come se il tempo fosse stato sconfitto non avendo minimamente scalfito il suo ricordo. I primi proventi delle vendite del libro “Bar Maria” sono stati devoluti alla Associazione Disabili Isola d’Ischia. Nino Masiello mi confidò tempo fa, che avrebbe continuato a scrivere su Forio e sull’Isola, facendoci godere della sua dolce e coinvolgente prosa, capace di farti entrare in pieno nei fatti e nei personaggi che lui sa delineare con fine pennellate.

L’altro alto riconoscimento è stato conferito a Massimo Scarpati, già campione mondiale alle Eolie nel 1969 e campione italiano di pesca subacquea per ben cinque volte. Massimo è considerato quasi unanimamente, il miglior sub moderno, forse un tantino in anticipo con i tempi perché è stato il primo ad indirizzare la pesca verso la qualità, essendo l’ispiratore del “regolamento ecologico”, con il quale si trova ad essere equidistante dai primi pseudo ambientalisti, che comunque lo considerano un assassino dei fondali e nello stesso tempo rinnegato dai suoi colleghi, che non ne capivano appieno il suo anticipare i tempi. Massimo Scarpati, è divenuto ancor più familiare grazie alle sue assidue presenze nel programma di Raiuno “Lineablu”, ed io ho avuto il piacere di rincontrarlo dopo molti anni nel giugno 2007 presso le Cantine Pietratorcia-Antica Libreria Mattera, dove ha presentato la sua prima opera letteraria “Il tempo di un’apnea”. Libro che nel frattempo ha ottenuto un grande successo letterario, premiato a Sanremo per il capitolo “Donzella” in cui ci racconta la bellissima storia d’amore, che ancora dura, con sua moglie Gina Donzella, conosciuta proprio a Forio, quando Massimo e la sua famiglia vivevano nella cittadina del Torrione. Storia d’amore che è continuata per una vita attraverso le avventure di tutti i mari del mondo, con le tante sfide, le gioie i dolori, che poi si sintetizzano, in effetti, nel breve arco temporale, che per l’appunto è “Il tempo di un’apnea”. Massimo vive da anni a Stintino, di fronte all’isola della Maddalena e si interessa di corallo. Ogni volta che ritorna a Forio, rivive la sua bellissima gioventù con i suoi amici, uno dei quali Pietro “Rocky” Manna è scomparso poco tempo fa, e che per lui è stato il primo maestro dell’ambiente marino. La cosa più bella di Massimo, e l’aver conservata intatta la sua grande simpatia, il suo ottimo rapporto umano, la sua profonda modestia, che lo fanno amare a tutte le latitudini.

In conclusione della serata, condotta dal collega Amedeo Romano, come sempre impeccabile, al suono delle note della Banda Insieme per la Musica Città di Forio, si è proceduto a svelare la bella targa viaria eseguita dal nostro promettente artista Luca Patalano su cui è impresso il nome di Maria Internazionale. Il velo è stato tolto dalla cognata Italia e dal figlio di Tonino. Complimenti all’Amministrazione di Franco Regine per questa bella e sentita iniziativa, che fa da contraltare positivo alle ultime scialbe iniziative che ci hanno visti gemellati con due località che hanno lasciato del tutto freddi i cittadini di Forio. Forse è mancata la preparazione, c’è stata scarsa pubblicizzazione fatto sta che non hanno ottenuto molto successo. Quella con Brusson, poi, è servita a qualcuno per farsi qualche giorno di vacanza, ricambiato. Pensate che i rappresentanti del piccolo comune montano (890 ab.) si sono recati da noi con un confalone vecchio e non in regola, recante solo la scritta in francese e che sicuramente avevano ripescato in qualche scantinato. E sì perché in Valle d’Aosta vige il bilinguismo perfetto, con pari dignità, e tutte le scritte sono fatte in due lingue, come ci hanno dimostrato con la vagonata di depliant che avevano recato con sé. Questo piccolo incidente ha dimostrato tutto il loro poco rispetto per la nostra comunità, che per fortuna nostra, con tutti i difetti, in certi particolari è più attenta e riguardosa. Un piccolo consiglio, mi permetto di dare alla Amministrazione: i gemellaggi sono comunque positivi ed apportano nuove conoscenze e scambi culturali, ma io preferirei gemellarmi con località tipo Viareggio, Marina di Pietrasanta, Castiglione della Pescaia, in modo da capire e semmai, farci insegnare perché da quelle parti, facendo solo turismo balneare, riescono ad ottenere ogni anno bandiere blu e vele che testimoniano la loro alta qualità di vita e di ambiente.

[lang_it]In quella circostanza maturò l’idea di intitolare a Maria lo slargo dsc_0094.jpgantistante il mitico locale dove visse tutta la sua esistenza, che lo ricordiamo finì nel lontano 1977, quando Maria Zibacchiello aveva 79 anni ben portati. L’Intitolazione, coincisa anche con la inaugurazione ufficiale della rinnovata Fontana, che al contrario di Auden, Maria adorava, è avvenuta esattamente un anno dopo, essendo stata a suo tempo prevista per il 21 ottobre 2007. Meglio tardi che mai. Volevo ricordare, come già fatto in altra circostanza, che la Fontana è stata restaurata grazie alla sapiente e genuina arte del grande scultore Gabriele Renzullo, nostro concittadino da poco tempo. dsc_0058.jpg

La serata è continuata in Piazza Pontone, dove è stato allestito un palco sul quale si è esibito il duo di chitarra classica napoletana Enzo Martino e Gianni di Lustro. Due grandi virtuosi delle sei corde, che ogni qualvolta abbiamo la fortuna di ascoltarli, sono capaci di deliziare in maniera divina il pubblico che partecipa entusiasta ai loro concerti, l’ultimo dei quali si tenne ai piedi della Fontana il 28 settembre scorso. Un fiume di gente partecipò, anche in quella circostanza, l’alto gradimento per questo duo foriano (Enzo, che vive a Forio da oltre 40 anni, è un foriano acquisito). Il loro repertorio classico napoletano, fatto di canzoni anche inedite, o poco conosciute ai più, ma che comunque si ascoltavano 50 anni fa, riesce ad attirare l’ascolto anche dei più giovani. dsc_0132.jpgDopo l’esecuzione di una decina di pezzi napoletani, è stata la volta di un altro grande artista foriano, il Prof.Gennaro Zivelli, che ci ha deliziato con la sua riconosciuta bravura nel declamare prose, poesie e racconti di grandi autori che frequentavano il Bar Maria negli anni d’oro. Commovente e struggente la lettura della missiva che il grande Libero de Libero spedì a Maria dopo la prematura ed improvvisa morte del nipote Tonino. Abbiamo vissuto, a distanza di anni, le stesse emozioni che provammo, noi che lo abbiamo frequentato, nell’apprendere la brutta notizia che ci privava per sempre di un amico come Tonino Maltese. Gennaro ci ha fatto ascoltare altri brani di Capote e di Auden, sempre in modo impeccabile e professionale, e lo ripeto, a me ricorda di quando, ancora infanti, ascoltavamo per radio i primi film, e noi li “vedevamo” con l’immaginazione. Forse lo dico da suo fan, ma Gennaro Zivelli riesce a suscitare in me delle belle sensazioni che mi fanno sentire dentro la parte, talmente è bravo a coinvolgerti. E, non ultimo, mi fa ricordare di quando giovanissimi, frequentavamo il circolo S.Tommaso d’Aquino, e lui già metteva in mostra la sua innata capacità interpretativa. Il clou della serata è stata la consegna delle pergamene attestanti le cittadinanze onorarie conferite dal Comune di Forio a due grandi personaggi, che hanno onorato il nome del nostro comune: il giornalista-scrittore Nino Masiello ed il campione subacqueo Massimo Scarpati. Entrambi hanno fatto di Forio la loro seconda patria, il primo frequenta assiduamente la nostra terra da 40 anni, il secondo è stato cittadino a tutti gli effeti per oltre trent’anni, trasferendosi anni fa in altri lidi più congeniali per la sua professione, lasciando intatto il suo amore per Forio.

Nino Masiello, giornalista per una vita, già caporedattore del Mattino di Napoli, viene dalla scuola del grandissimo Gino Palumbo, indimenticato maestro del giornalismo napoletano, già direttore della Gazzetta. E’ stato a Panorama, al Corriere di Napoli, a Sport Sud, e di nuovo al Mattino. Autore teatrale di successo con la indimenticata ed insuperabile compagnia di Luisa Conte al Sannazaro, Nino Masiello ha pubblicato “Tempo di maggio”, storia del teatro napoletano del “900 e non ultimo la biografia di Aniello Califano, il grande poeta de “O surdato nnammurato”. Come vedete un uomo di primo livello, meritevolissimo del prestigioso riconoscimento di cui è particolarmente felice e fiero, e lo ha espresso pubblicamente. Io, sommessamente volevo aggiungere, un riconoscimento tardivo, perché Nino Masiello è uno dei pochi personaggi che amano la nostra terra, cercando di ricambiare e che non hanno solo preso da noi, come hanno fatto in tantissimi, e di questo, mi vanto, di avergliene dato atto personalmente. Questo, che sembra un aspetto marginale, in effetti è uno dei motivi per cui il nostro popolo è cresciuto in maniera esponenziale solo dal punto di vista economico, ma poco dal punto di vista culturale, perché ognuno è venuto solo a prendersi, o peggio ancora, a speculare sia con i nostri sentimenti, che con le nostre enormi ricchezze naturali, facendoci vedere, a noi locali, solo il fumo. Bar Maria, ci diceva Nino Masiello, vuole essere un piccolo segno di riconoscenza verso quell’universo che gravitò intorno al mondo di Maria “zibacchiello” Senese, che con la sua poca istruzione, ha saputo scrivere una bella pagina di storia del comune di Forio. Non si scriverà mai tanto su questo personaggio, sotto certi aspetti eccezionale, vissuto fuori dal suo tempo, ma che lei seppe imbrigliare comunque, dando alla sua operosa esistenza un significato pieno, di cui noi insieme ai suoi familiari, siamo grati di averla conosciuta ed amata, amata anche a distanza di 31 anni dalla sua scomparsa. E’ come se il tempo fosse stato sconfitto non avendo minimamente scalfito il suo ricordo. I primi proventi delle vendite del libro “Bar Maria” sono stati devoluti alla Associazione Disabili Isola d’Ischia. Nino Masiello mi confidò tempo fa, che avrebbe continuato a scrivere su Forio e sull’Isola, facendoci godere della sua dolce e coinvolgente prosa, capace di farti entrare in pieno nei fatti e nei personaggi che lui sa delineare con fine pennellate.

L’altro alto riconoscimento è stato conferito a Massimo Scarpati, già campione mondiale alle Eolie nel 1969 e campione italiano di pesca subacquea per ben cinque volte. Massimo è considerato quasi unanimamente, il miglior sub moderno, forse un tantino in anticipo con i tempi perché è stato il primo ad indirizzare la pesca verso la qualità, essendo l’ispiratore del “regolamento ecologico”, con il quale si trova ad essere equidistante dai primi pseudo ambientalisti, che comunque lo considerano un assassino dei fondali e nello stesso tempo rinnegato dai suoi colleghi, che non ne capivano appieno il suo anticipare i tempi. Massimo Scarpati, è divenuto ancor più familiare grazie alle sue assidue presenze nel programma di Raiuno “Lineablu”, ed io ho avuto il piacere di rincontrarlo dopo molti anni nel giugno 2007 presso le Cantine Pietratorcia-Antica Libreria Mattera, dove ha presentato la sua prima opera letteraria “Il tempo di un’apnea”. Libro che nel frattempo ha ottenuto un grande successo letterario, premiato a Sanremo per il capitolo “Donzella” in cui ci racconta la bellissima storia d’amore, che ancora dura, con sua moglie Gina Donzella, conosciuta proprio a Forio, quando Massimo e la sua famiglia vivevano nella cittadina del Torrione. Storia d’amore che è continuata per una vita attraverso le avventure di tutti i mari del mondo, con le tante sfide, le gioie i dolori, che poi si sintetizzano, in effetti, nel breve arco temporale, che per l’appunto è “Il tempo di un’apnea”. Massimo vive da anni a Stintino, di fronte all’isola della Maddalena e si interessa di corallo. Ogni volta che ritorna a Forio, rivive la sua bellissima gioventù con i suoi amici, uno dei quali Pietro “Rocky” Manna è scomparso poco tempo fa, e che per lui è stato il primo maestro dell’ambiente marino. La cosa più bella di Massimo, e l’aver conservata intatta la sua grande simpatia, il suo ottimo rapporto umano, la sua profonda modestia, che lo fanno amare a tutte le latitudini.

In conclusione della serata, condotta dal collega Amedeo Romano, come sempre impeccabile, al suono delle note della Banda Insieme per la Musica Città di Forio, si è proceduto a svelare la bella targa viaria eseguita dal nostro promettente artista Luca Patalano su cui è impresso il nome di Maria Internazionale. Il velo è stato tolto dalla cognata Italia e dal figlio di Tonino. Complimenti all’Amministrazione di Franco Regine per questa bella e sentita iniziativa, che fa da contraltare positivo alle ultime scialbe iniziative che ci hanno visti gemellati con due località che hanno lasciato del tutto freddi i cittadini di Forio. Forse è mancata la preparazione, c’è stata scarsa pubblicizzazione fatto sta che non hanno ottenuto molto successo. Quella con Brusson, poi, è servita a qualcuno per farsi qualche giorno di vacanza, ricambiato. Pensate che i rappresentanti del piccolo comune montano (890 ab.) si sono recati da noi con un confalone vecchio e non in regola, recante solo la scritta in francese e che sicuramente avevano ripescato in qualche scantinato. E sì perché in Valle d’Aosta vige il bilinguismo perfetto, con pari dignità, e tutte le scritte sono fatte in due lingue, come ci hanno dimostrato con la vagonata di depliant che avevano recato con sé. Questo piccolo incidente ha dimostrato tutto il loro poco rispetto per la nostra comunità, che per fortuna nostra, con tutti i difetti, in certi particolari è più attenta e riguardosa. Un piccolo consiglio, mi permetto di dare alla Amministrazione: i gemellaggi sono comunque positivi ed apportano nuove conoscenze e scambi culturali, ma io preferirei gemellarmi con località tipo Viareggio, Marina di Pietrasanta, Castiglione della Pescaia, in modo da capire e semmai, farci insegnare perché da quelle parti, facendo solo turismo balneare, riescono ad ottenere ogni anno bandiere blu e vele che testimoniano la loro alta qualità di vita e di ambiente.

[/lang_it]

A proposito dell'autore

Gerardo Calise Gerardo Calise