Il Cardinale Stanislao Dziwisz a Ischia

– di Gerardo Calise
Noi ischitani, abbiamo trascorso un altro inizio di maggio memorabile, che ci ha riportato al ricordo indelebile del 5 Maggio 2002.

E’ venuto a farci visita, sempre grazie alla caparbia volontà del nostro amatissimo Pastore P. Filippo, il Cardinale, Arcivescovo di Cracovia, Stanislao Dziwisz, che come tutti sanno è stato per quarant’anni il segretario particolare del Grande Papa Wojtyla. La visita è stata piena di impegni di grande significato non solo simbolico, ma di fede, che sembra riappropriarsi, timidamente, della nostra anima.

Don Stanislao, è fresco di un clamoroso successo, che lo ha visto protagonista principe della causa di beatificazione di Giovanni Paolo il Grande, causa diocesana che , grazie al suo interessamento in prima persona, ha avuta una notevole accelerazione, concludendosi lo scorso 2 aprile, a due anni esatti dalla morte del Grande Papa. Noi fedeli, ne siamo certissimi, sarà proclamato Santo quanto prima.

Io ho seguito intensamente, e molto da vicino questa bella tregiorni del Card. Dziwisz, vi assicuro ne sono uscito ancora più fortificato nella fede, venendo a contatto diretto con un classico uomo di Dio, come ce ne sono pochi.

Disponibile, affabile, simpatico, paterno come il più classico parroco di provincia, con la battuta, corta ed arguta, sistemata al punto giusto, come era uso fare il suo Grande ”padre”.

Ma ciò che mi ha più colpito, è stata la sua spiccata umiltà e semplicità. Ogni persona che lo ha avvicinato, ne è rimasto fortemente bene impressionato. Impressionato lo sono rimasto di persona durante la toccante funzione che si è tenuta venerdì pomeriggio nella Chiesa di S.Maria di Portosalvo, dove il Cardinale ha incontrato la folta colonia di polacchi presente sull’Isola. Un incontro pieno di significato e di amore verso le due patrie di questi moderni emigranti centroeuropei, che pur non versando più in brutte acque come vent’anni fa, hanno scelto Ischia e l’Italia come seconda patria, dimostrandoci, che poi , tutto sommato, non siamo tanto da buttare in quanto ad accoglienza ed integrazione etnica. Agendo in questo modo, in molti casi,favoriamo un giusto flusso migratorio, che tante volte porta benessere reciproco, non solo a livello economico.

La funzione è stata molto vera e viva, perché i connazionali di Don Stanislao si sono uniti a lui con canti e preghiere recitati con una partecipazione unanime e sentita, impartendo ai pochi ischitani presenti, una bella lezione liturgica.

Sabato pomeriggio, nella sala conferenze dell’episcopio, dove se non erro pranzò Papa Wojtyla, si è avuta la presentazione del libro “Una vita con Karol”, un riassunto pieno, zeppo di significati, che attraverso una lunga conversazione con il noto e grande vaticanista Gian Franco Svidercoschi, autore del libro, ha tracciato la lunga vita insieme al Grande Papa. Quarant’anni, dodici in Polonia, a Cracovia, e più di ventisette a Roma, in Vaticano. Fedele ombra, spalla, figlio, amico, e negli ultimi tempi anche bastone. Sempre fedelmente fiero di essere vicino al suo “padre”, che lo volle accanto nel lontano 1966, decidendo, con un “verrai da me” senza repliche, ne spiegazioni.

Da allora sono stati sempre insieme, e don Stanislao se ne è dispiaciuto tanto non aver potuto continuare la sua fedeltà a cotanto “padre” dopo la morte. Non gli sembra quasi vero, che deve continuare il cammino da solo…..

Anche la presentazione del libro ha avuto momenti toccanti, soprattutto durante gli interventi del moderatore Franco Bucarelli, già della Rai, altro noto e grande vaticanista, figlio adottivo della nostra Isola, che ha tracciato altri momenti inediti di don Stanislao, che ne hanno ulteriormente evidenziato i grandi pregi di questo vero uomo di Dio. Un vero uomo di Chiesa, che però ha avuto la grande fortuna di vivere, accanto ad uno dei più grandi personaggi della Storia, di respirare la stessa aria fino all’ultimo respiro. Ultimo respiro, ci ha confidato don Stanislao, che ha anticipato e non di poco, l’arresto monitorato del cuore forte di Papa Wojtyla. Che grande emozione essere partecipi degli ultimi istanti della vita di un Santo, stare quasi vicini nella anticamera che porta alla Casa del Padre. Un Santo che fino agli ultimi attimi, ha voluto pregare con il vangelo di Giovanni…..

La veglia di sabato sera, sul mitico sagrato del Soccorso, in cima alle dolci scalinate, con la sedia posta nello stesso mezzo metro quadrato dove c’era la candida poltrona, cinque anni fa, tanti giovani fa, ma che costituivano anche il presente, caldi, amorosi, emozionati, vogliosi di dimostrare al figlio, lo stesso amore che avevano dimostrato al padre, cinque anni fa, che viene detto anche lustro, ma per noi credenti, è stato solo un attimo fa , che eravamo insieme al vecchio, malato, sofferente, ma vivo, vero, pieno di luce, di fede, di amore, di una grandezza che oscura il male che è in noi, annientandolo.

Il male che ci perseguita, ci tenta, vuole vincere, che tante volte ci sottomette. Ma poi Dio ci illumina attraverso figure come Giovanni Paolo il Grande, che frena il nostro pessimismo, che ci indica la strada da percorrere senza paura e tentennamenti.

Don Stanislao, durante la partecipata veglia, ci ha ricordato in modo toccante, anche attraverso opportune immagini proiettate sulla facciate del tempio del Soccorso, ci ha ricordato il messaggio e l’incoraggiamento fatto dal Papa durante quella breve e storica visita alla nostra Isola, in cui ci raccomandò sopratutto di essere accoglienti, noi che viviamo su una Isola ricca , accoglienti verso le persone bisognose.

Domenica mattina, ultimo giorno di don Stanislao a Ischia, si è avuta l’emblematica visita all’ormai pronto Centro di Carità e di Prima Accoglienza, voluto strenuamente, prima dal Vescovo, padre Filippo, spalleggiato dall’amministrazione Regine. Il Centro ormai ha bisogno di poche ultime rifiniture, ma sarà sicuramente pronto prima dell’estate e porterà il nome di Giovanni Paolo II.

Don Stanislao, dopo essere rimasto entusiasta dell’opera, realizzata a tempo di record, opera che sicuramente inverte la brutta tendenza attuale, di questa brutta società che pensa solo e solamente a se stessa, sembrando formata di tanti squallidi manichini di carne, che pensano di realizzarsi facendo sempre più soldi e case.

Dopo la visita al Centro, si è passati alla Chiesa di S.Francesco di Paola. Quanta gente ha partecipato alla bellissima concelebrazione solenne, presieduta dal Cardinale Dziwisz, durante la quale sono state impartite numerose cresime. Che bello! Sembrava stare fuori la Basilica di S.Pietro, in una classica domenica di maggio, baciata da una dolce brezza marina, da intensi profumi di piante di fiori, che facevano da degna cornice ad una bella manifestazione di fede. La solenne concelebrazione, ciliegina sulla torta, ha vista la partecipazione dei nostri migliori musicisti e cantanti, che hanno dato una ulteriore prova della loro acclarata bravura, che ormai varca i confini nazionali.

In prima fila , il Sindaco Franco Regine, che al termine della S.Messa ha voluto fare un dono a S.Francesco di Paola con una dotta memoria sulle tante virtù e doti del Poverello di Paola, ricevendo anche i complimenti del Cardinale, che gli ha dato atto di aver integrato bene la sua omelia.

Al termine del suo riuscito intervento, il Sindaco Regine ha anticipato un simpatico gemellaggio Cracovia – Ischia che ha procurato un generale consenso, sottolineato da un fragoroso applauso.

Grazie Padre Filippo, grazie Don Stanislao, per averci dato una nuova ricarica, nuova linfa vitale, per continuare insieme il bello, affascinante, ma difficile cammino di fede, costellato, tante volte, di tanti errori.

Grazie di essere ritornato da noi, Cardinale Dziwisz, ed aver dimostrato che il nostro amore per Papa Wojtyla e per Lei in persona è più che ricambiato. Ci rivedremo a Cracovia!

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Gerardo Calise Gerardo Calise