I Tedeschi non sono razzisti

– di Gerardo Calisegerardo_calise.jpg

Ho lasciato volutamente decantare una notizia apparsa sul Golfo di sabato 24 maggio scorso, quando si era dato spazio, giustamente, alla lettera di addio della signora Eveline Roskam. Il contenuto della stessa evidenzia in modo drammatico ciò che sostieniamo ormai da troppi anni: il Signore è stato troppo prodigo con noi isolani, che ignoranti quali siamo, ci dimostriamo sempre più irriconoscenti verso di Lui. Non ci rendiamo conto che abbiamo distrutto, o quasi, un bene inestimabile:il turismo. Turismo che ci aveva inondato di soldi per le enormi ricchezze naturali che abbiamo ancora a nostra disposizione.

Il contenuto della lettera della signora Roskam mi trova quasi del tutto d’accordo, anche se trattasi di un triste pianto greco a causa di due amori perduti, forse, per sempre. C’è un punto, verso la fine della stessa, che mi ha lasciato sgomento, mi indigna e mi offende, e credo, o voglio credere, che la signora Eveline non volesse dire quelle parole” mi dispiace ammetterlo, ma il razzismo è nel dna della mia gente, e la storia lo insegna”. Ripeto, spero che la signora si sia espressa male, perché confermando queste bruttissime espressioni, ha infangato un intero popolo, il suo, che per quanto mi rigurada, non è assolutamente razzista. Non si diventa tali se per uno sfortunato periodo si è stati governati da un pazzo schizzofrenico che nemmeno il Dio più misericordioso potrà mai perdonare per ciò che ha perpetrato nella sua squallida fottuta esistenza. Il popolo tedesco ha pagato a carissimo prezzo l’errore di seguire questo mostro per il solo fatto di essere un popolo diligente, attaccato alle regole in modo morboso, con uno spiccato senso dell’ubbidienza e del dovere, che lo porta all’annientamento della sua stessa personalità. Sono cose che non mi permetto di asserire mia sponte, ma sono frutto di tanti studi, articoli e libri letti corredati da una miriade di documentari che metteno in risalto questo aspetto, che può dimostrarsi pericolo se messo sotto il giogo di un criminale, quale fu Hitler.

Del resto sul nostro quotidiano, mi permisi di parlare dei tedeschi in un mio scritto apparso il 6/1/2006, che tramite Peppino Romano, feci recapitare alla cancelliera Merkel in visita(penultima) nell’aprile successivo. Nel contesto dell’articolo citavo dati tratti da fonti ufficiali, che la Bundesrepublik, prima della riunificazione con la DDR avvenuta il 3 ottobre 1990, era la prima società multietnica in Europa e seconda solamente agli States, con circa 7,5 milioni di gastarbeiter, come vengono chiamati gli immigrati in Germania. Ai primi posti di questi vi sono sempre stati gli italiani, i turchi, i greci, gli ex-jugoslavi e tanti magrebini(tunisini, algerini, marocchini), che evidentemente non danno fastidio nella terra della signora Roskam. E scrivevo: questo sarebbe ancora niente, se non si fosse caricato il bilancio federale di altri soldi per il protrarsi del Patto della Solidarietà, che vedeva un massiccio aiuto ai nuovi Laender della ex DDR con perequazione finanziaria, patto che dal 1995, il primo, e dal 2001 il secondo, doveva decorrere fino al 2004, ma è stato prorogato fino al 2020. Evento questo che ha fatto saltare tutto il sistema previdenziale, considerato ottimale, che poi ha portato al cambio del Cancelliere. Ma anche in questa circostanza i tedeschi hanno dato un esempio di democrazia, perché ha sì vinto la Merkel, ma non ha perso Gerhard Schroeder, che doveva fare ciò che ha fatto per il bene del suo Paese.

Un piccolo inciso: il Patto di Solidarietà bisognerebbe attuarlo anche in Italia, redistribuendo ricchezza dalle regioni ricche alle povere, ma non si farà perché il Berlusca è ostaggio della Lega, che non lo vuole.Orsù, tornando in argomento, se un popolo si comporta così, nel suo dna tutto può avere fuorchè il razzismo, considerando che quando è avvenuta la integrazione delle due Germanie, quelli dell’Est, ridotti alla fame ed alla miseria da 40 anni di stalinismo bieco, erano a tutti gli effetti extracomunitari. Extracomunitari, del peggior significato, che dalla mezzanotte del 3 ottobre 1990 sono diventati a tutti gli effetti tedeschi, con gli stessi diritti/doveri. Dunque la Germania riunita, almeno agli inizi, ha dovuto sopportare quasi 22 milioni di extra. Come avrebbe fatto se nel suo dna avesse avuto il razzismo?. Comunque, noi isolani, dobbiamo smettere di piangere sul latte versato, e provare a rimboccarci le maniche, tutti insieme, cercando di intercettare altri mercati. A me dispiace tanto non vedere più quelle frotte di simpatici teutonici, con le loro risate sguaiate,divertirsi con niente. Quando molti paesani li schernivano dicendo che erano tirchi, io li ho sempre difesi, perché ritenevo i tedeschi parsimoniosi e non tirchi, Poi quando mi sono reso conto che dovevano pagare di tasca loro i Poseidon e molte altre cure termali, ho incominciato a vacillare nelle mie convinzioni. Quando mi sono reso conto che la verità , come sempre, sta nel mezzo: i tedeschi sono un po’ tirchi ed un po’ parsimoniosi, perché il crollo verticale delle loro presenze si è verificato, guarda un po’, quando non avevano più nelle loro tasche il super-marco, e noi nel frattempo, con tanti sacrifici, avevamo la loro stessa valuta pregiata. Il gioco evidentemente non valeva più la candela. E sì, cari noi, fra i nostri tanti e gravi errori, sinceramente non c’è quello che i tedeschi non possono fare più affari d’oro con noi. Quanti terreni si sono comprati a prezzi irrisori.Dei parchi termali, tutti rigorosamente made in Germany, noi isolani abbiamo usufruito( e fortunatamente) solo dell’indotto. Hanno solo preso da noi: le cure, la bellezza, l’eterna giovinezza, il benessere, la voglia di vivere, tipicamente italiana, imparando nel frattempo a scoprire la nostra magistrale cucina famosa nel mondo. Quanto sole, mare, calore umano hanno comprato a modici prezzi e senza un interscambio. Avete mai saputo di prezzi ridotti, di trattamenti speciali per i residenti nei parchi termali? Avete mai saputo di qualche manifestazione che sancisse i buoni rapporti tra i proprietari ed i locali, trattati quasi come fossero degli intrusi indesiderati sulla loro terra! La verità e che non hanno mai interagito con la società isolana, pensando solo a prendere, mai a dare. Ovviamente ci sono state delle rare e belle eccezzioni. L’Isola d’Ischia è ridotta così male, io credo, anche per colpa di chi sull’Isola ha investito in tempi buoni traendo degli enormi guadagni di cui noi abbiamo visto solo il fumo. Chi vuole andare via da Ischia lo faccia pure, senza darci anche però colpe che noi non abbiamo.Si faccia, inoltre, un bel esame di coscienza e pensi se nell’ultimo mezzo secolo avessimo camminato insieme verso un vero progresso, fondendo culture diverse e facendone la base per future generazioni, senza pensare , esclusivamente, alla salute fisica e della tasca. Tutto ciò mi ricorda tanto i colonizzatori che lasciavano le colonie perché non più produttive,o perché non le avevano fatte diventare parti integranti del loro sistema della madrepatria. I nostri errori rimangono tali, e sono tantissimi, ma non ci possiamo accollare colpe non nostre. Mi resta la speranza che un giorno ci renderemo conto del male che stiamo facendo alla nostra bellissima Isola, e ci svegliamo formando noi isolani, o insieme a che vuole risorgere con noi, una specie di partnership che ci proietti in un futuro migliore, con tante bandiere blu ed un sacco di vele……!

A proposito dell'autore

Gerardo Calise Gerardo Calise