HAPPYFANIA – Dov’è andato a finire il bene comune

– di Gerardo Calise

Come tutti noi sappiamo, anche quest’anno l’Epifania ha portato via tutte le feste. Ed ora ci ritroviamo tutti più soli, con meno luci, tante luci in meno, a meditare sui nostri tantissimi problemi quotidiani, sempre più delicati ed onerosi. Le feste, molte volte rimandano i pensieri, ma soprattutto rimandano la loro risoluzione. Poi, inesorabili, i classici nodi vengono al pettine, tutti agli inizi del nuovo anno, quando tantissima gente si fa fare l’oroscopo, sperando e risperando in un anno migliore.

Sempre uguale il nostro incedere nel tempo che va . Il tempo, con la sua misurazione, che è stata , sotto molti aspetti, una delle peggiori scoperte dell’uomo, perché di esso siamo sempre scontenti, sia che siamo in attesa di qualcuno o qualcosa, sia di quando lo vediamo scorrere velocemente ed inesorabilmente. Queste feste saranno ricordate, da molti, per l’immane tragedia che ha colpito l’Isola d’Ischia, con la scomparsa di tre giovani ragazzi, Ivan, Nello e Giuseppe in un bruttissimo incidente stradale a Forio, proprio all’inizio della novena del S.Natale. Questa tragedia mi ha procurato un profondo senso di smarrimento, perché al di là di tanta retorica che spesso si fa in questi casi, mi ha fatto riflettere su un punto che io reputo molto importante: qual è il bene comune? Mi sono posto questo quesito, che sembra essere fuori tema, perché giorno dopo giorno mi rendo conto sempre di più, che quello che dovrebbe essere il principio informatore della nostra esistenza, e parlo da cattolico praticante, che dovrebbe essere appunto il bene comune, che dovrebbe essere il punto focale della nostra vita, è stato smarrito quasi del tutto. La sua scomparsa porta l’uomo ad una visione contorta della sua esistenza, aumentando l’aspetto individualista, egoistico, sia politico, sociale, lavorativo e nei rapporti della sua stessa famiglia. Troppi giovani stanno morendo, e non mi riferisco solo alla morte fisica. Troppi giovani sono lasciati soli a se stessi, insieme alle loro debolezze, indecisioni, smarrimenti, inesperienze. Troppi giovani non hanno avuto in eredità alcun bene comune, quale educazione, cultura, scuola, lavoro, famiglia, in una parola amore, affetto, stima. Non ci pensate il danno che ha procurato la nuova filosofia imperante, che ci inculca continuamente il concetto che il bene di tutti e della società è un falso, mentre è vero il personale profitto, o quello di un piccolo e ristretto gruppo: è diventato il principio informatore di tutte le scelte. E parlo di scelte economiche, informative ed esecutive, che diventano prioritarie, in questo contesto di spietato egoismo. Questo spietato egoismo, lo riscontriamo e lo tocchiamo con mano, specialmente nelle festività natalizie, quando un tempo, ormai lontano, la gente, in apparenza, era più buona.

In questo contesto abbiamo vissuto le ultime festività, durante le quali c’è stato un pullulare di manifestazioni, molte delle quali, a mio modesto avviso, non avevano minimamente a che vedere , con il Natale. Fortunatamente, in controtendenza, ho assistito, il 28 dicembre scorso, ad una bellissima manifestazione teatrale e canora nella Chiesa di S.Francesco d’Assisi a Forio, che nell’occasione, si è rivelata troppo piccola, per il gran numero di persone intervenute. Un bellissimo omaggio alla Beata Maria Incarnazione Rosàl, fondatrice della Congregazione delle Suore Betlemite, con soggetto, sceneggiatura e regia di Gaetano Maschio, per quanto attiene alla parte teatrale. Per quella musicale, abbiamo avuto un coro , nutrito e bravo diretto dal tenore Michele A. D’Abundo, con la colonna musicale composta e diretta dall’autore, M° Giuseppe Iacono. Una bella rappresentazione della durata di circa un’ora e mezza, che per me è stata sconvolgente, talmente sono stati bravi i tanti partecipanti, diretti magistralmente dal poliedrico Gaetano Maschio, che sembra essere diventato un novello Re Mida, in campo artistico. Tra recita e canto, hanno preso parte alla rappresentazione più di settanta persone di Forio, tutte scelte tra i simpatizzanti betlemiti, i genitori della scuola materna, e tanti che hanno avuto contatti di varia natura con le sempre gentilissime e disponibili suore betlemite di Forio, della contrada Cuotto. Questa messa in opera della vita della fondatrice delle Betlemite, Suor Maria Incarnazione, si è svolta in occasione del 150° anniversario della prima celebrazione dei Dolori del Sacro Cuore di Gesù, ed in più si vuole ricordare il secolo di presenza betlemita sul suolo foriano. Dicevo della regia di Gaetano Maschio che riesce a trasformare tutto ciò che fa in un modo stupefacente, perchè ritengo che lo faccia con profonda partecipazione emotiva, con tanto amore, coadiuvato in modo stretto e fattivo da sua moglie Filomena, e dal suo amico-siamese, il M° Peppino Iacono, spalleggiato dalla inseparabile moglie, Francesca, che nell’opera svolge un ruolo di primo piano. Sono rimasto impressionato dalla spigliatezza e dalla padronanza di molte interpreti, che per quanto ne sappia, erano esordienti in assoluto, e che hanno superato la prova in modo divino. Da citare, l’attrice principale, la brava Marianna Falco, che interpretava la Beata Maria Incarnazione, e le poche altre già note, che avevano esperienze precedenti come Maria Di Maio, Francesca Patalano, Rita Mattera, Pasquale Matarese. Una manifestazione da ripetere senza dubbio alcuno, certamente in un sito più ampio.

Un’altra iniziativa, che sicuramente merita una menzione particolare, e che va ad incastonarsi nella vecchia tradizione natalizia, di essere vicino ai meno abbienti, è stata la tre giorni di Solidarietà, organizzata dall’Ascom di Forio, dall’Associazione Terra, presieduta da Franco Iacono, in collaborazione con le Vincenziane dell’Isola d’Ischia e con l’Ass.ne Disabili Isola d’Ischia. Un’inziativa che è andata ad incastonarsi in un discorso di cultura, ambiente, di turismo e di tradizione, associando ad esso, lo spirito del Natale, del Vero Natale, che attraverso la sua simbologia più classica, la quale vede il nostro Gesù Bambino, costretto a nascere in un dei posti più squallidi. In tal modo, ci ha impartito una lezione di solidarietà che noi dobbiamo sempre avere, nei confronti di chi non possiede tanto, di chi è ai margini della società. In questo bel contesto, abbiamo avuto le visite alla Casa di riposo Don Orione di Casamicciola, quella a Villa Mercede a Fontana, e non ultima, quella al Centro di Terapia e Rieducazione DHC di Barano. La vigilia della Befana, nella mattinata si è avuta l’escursione al Monte Epomeo, dove è nato Gesù Bambino nella Chiesa di S.Nicola, e la sera, nella Chiesa di San Gaetano a Forio, bellissimo concerto esguito dall’Orchestra de “I solisti di Napoli”, diretti come al solito, magistralmente dalla grande Maestra Susanna Pescetti, che sul nostro suolo, ha ottenuto l’ennesimo successo personale. La Befana di Solidarietà si è svolta nel ricordo di Solange e Beniamino Santi, insieme a Rosellina Impagliazzo, gente di prim’ordine, che ha speso tanti anni della propria esistenza a fare del bene al prossimo, con vero spirito evangelico. Non vogliamo dimenticare in questo contesto, l’opera continua e silente delle Vincenziane, che da tantissimi anni operano nella società Isolana, assistendo in modo concreto tante famiglie povere, mettendo in atto il principio di S.Vincenzo de’ Paoli nel migliore dei modi.

Altra bella iniziativa, che merita senza dubbio una simpatica menzione: la Tombolata Vivente, organizzata nella Piazza Pontone a Forio dalle sempre vispe “Carucce & Co.”, con una bella trovata, che per noi è parsa originale e simpatica: tante persone, novanta appunto, con il rispettivo numero con pettorina, che hanno allietato una briosa serata, condotta magistralmente dalla simpatica Anna Castagna, e conclusasi con i classici “tarallucci & vino”, a base di pasta e fagioli, ed altre prelibatezze locali.

Buon Anno a tutti.

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