Gertrud Sielewicz, la tedesca che scopri l’isola d’Ischia

Angela Merkel, la Cancielliera tedesca accompagnata dal marito, prof. Joachin Sauer, è in vacanza da ieri a Sant’Angelo d’Ischia da dove mancava da due anni dopo essere venuta, come migliaia di altri suoi connazionali, per anni colpita dalle eccezionalità peculiarità ambientali dell’isola ( mare, sole, terme, montagna e tranquillità). Resterà a Sant’Angelo per una settimana, nel solito piccolo appartamento e vuole essere una turista qualunque come quando veniva da semplice deputato al Parlamento. Le farà piacere sapere che fu proprio una sua connazionale a creare il turismo “per tutti, e per tutte le età” per l’isola d’Ischia, oggi la più importante località della Campania, ed a diffondere “la vacanza completa per tutti” in Germania.gertrud-la-tedesca

Gli anni ’70 del ‘900 furono quelli del grande boom di turisti tedeschi che trasformò definitivamente il tipo di turismo dell’isola: da turismo di élite a turismo di massa.

I tedeschi – naturalmente il “grande pubblico” – scoprirono Ischia grazie ad una straordinaria operatrice turistica di Berlino: Gertrud Sielewicz.

Gertrud Silewicz sta al turismo tedesco così come Piero Malcovati ed Angelo Rizzoli stanno a quello italiano.

La Silewicz aveva già dagli anni ’60 un piccolo ufficio di viaggi a Berlino Ovest nella centralissima Kurfustendamm, i “campi elisi” di Berlino, ed era una appassionata di equitazione. Verso la metà degli anni ’60 durante una cavalcata cadde e dovette per la caduta subire una ingessatura eppoi una riabilitazione. Il suo medico curante – che era stato ad Ischia – le consigliò di curarsi con l’acqua termale di Ischia. Allora soltanto pochi tedeschi conoscevano l'”Ischia curativa”. La Sielewicz venne ad Ischia e si curò presso le terme di Casamicciola. Capì subito – lei titolare di un ufficio di viaggi – che quest’isola poteva avere uno sviluppo enorme se fossero state divulgate le bellezze e le ricchezze curative dell’isola. L’unione – mare, sole, terme – poteva rappresentare il successo del suo ufficio di viaggi e dell’isola.

Così Gertrud Silewicz cominciò a portare i suoi tedeschi. Cominciò con 12 persone. Curava tutto lei. Lei stessa aspettava i clienti all’arrivo e li portava nei pochi alberghi di allora. Gradualmente l’azienda cresceva. La Silewicz comprò anche una piccola tenuta sul Castiglione dove costruì la sua villetta che chiamò “Sans Souci“, come il grande museo di Berlino che si trovava nel settore orientale della città occupato dai russi. Forse lo fece per nostalgia, per ricordare le bellezze del suo museo berlinese che lei – berlinese occidentale – non poteva più vedere. Alla villa “Sans Souci” fissò il suo quartier generale. Chiamò la sua nuova agenzia “Ischia Reinsedienst” e cominciò ad organizzare anche viaggi da altre città della Germania Occidentale. L’azienda cresceva e nell’impresa lavoravano i suoi due figli, Hans e Inge che poi ne presero il comando affidando al connazionale Gerhard Niepagen detto “Piter” la direzionale generale sull’isola.

Nel 1972 la Ischia Reisendienst trasportava 20 mila turisti tedeschi ad Ischia. Gli aerei charter partivano ogni settimana da Berlino, da Hannover, da Monaco, da Amburgo, da Francoforte, da Dusserdorf, da Colonia, direttamente per Napoli-Capodichino. Da Napoli con pullman noleggiati i turisti venivano trasferiti ad Ischia sia con aliscafi sia con traghetti ed anche in elicotteri attraverso il servizio istituito dall’ELIVIE, una società del gruppo ALITALIA, che funzionò fino al settembre del 1970 cioè fino allo scioglimento dell’ELIVIE ed alla dismissione del servizio ritenuto “antieconomico” nonostante una mia vasta campagna di stampa.

L’Ischia Reisendienst nel 1974 aveva circa 50 dipendenti nella sede centrale di Berlino e circa 20 addetti alla clientela nell’isola d’Ischia. Aveva collegamenti con oltre 3000 agenzie di viaggio sparse in tutta la Repubblica Federale Tedesca con il suo catalogo tirato in mezzo milione di copie. La pubblicità di Ischia appariva in pieno inverno sui principali giornali tedeschi dalla “Bild” al “Berliner Morgenpost”. Alla Borsa Mondiale del Turismo che si tiene in marzo ogni anno a Berlino l’agenzia acquistava ogni anno uno spazio di 250 mq.

Un soggiorno tutto compreso per 3 settimane (aereo, transfert, albergo) costava ad un tedesco l’equivalente di 150 mila lire nel 1974.

Sul successo dell’Ischia Reisendienst si affacciarono sul mercato ischitano anche la Neckerman ed il colosso TUI.

Il turismo di Ischia durava da marzo ad ottobre – 8 mesi di stagione – con contratti “vuoto per pieno” con gli 80 alberghi convenzionati con la sola Ischia Reisendienst. Una lieta favola.

Nel 1973 quando la signora Silewicz aveva oltre 70 anni il “Comitato Onofrio Buonocore le conferì il “Premio Ischia” – un premio che veniva conferito a quei personaggi che avevano contribuito a diffondere il nome di Ischia nel mondo.

La lieta favola finì alla metà degli anni ’80. L’Ischia Reisediesnt fallì forse perché l’espansione era stata eccessiva o forse perché già allora la competizione diventava esasperante. Gertrud Silewicz morì ad 83 annì nel 1984 a Berlino prima del crollo della sua azienda.

Tuttavia i tedeschi continuavano a venire. Le buone offerte “tutto compreso” furono presentate dalla TUI e da altri tour operators e l’isola continuò ad essere a “due piazze” come la definì il giornalista Maurizio De Luca in un articolo sul settimanale “Il Lombardo” nel 1973: italiani e tedeschi. I tedeschi sceglievano Ischia per l’eccezionale offerta – mare, sole, terme – e per il cambio favorevole del DM, Deutsh Mark.

Cambiavano i nomi degli agenti di viaggio ma Ischia cresceva..

Questo “antico amore dei tedeschi per Ischia” viene rimarcato proprio dalla presenza così discreta ed affettuosa della signora Merkel. I tedeschi per Ischia non sono stati soltanto turisti ma anche imprenditori. Fu un altro tedesco, il medico Gernot Walde, che inventò negli anni ‘ 60 i Giardini Termali Poseidon, cioè intuì che la preziosa acqua termale dell’isola proprio in riva al mare ed in un meraviglioso contesto ambientale potesse essere sorgente di “salute e bellezza” e non solo “vacanza”. Insomma i tedeschi per Ischia non solo sono stati “turisti” ma anche “imprenditori” e recuperare gli uni e gli altri in un momento di recessione mondiale e di grave crisi economica e sociale, nazionale e regionale, dovrebbe essere compito prioritario della classe dirigente anche grazie all’affetto discreto e convinto della Cancielliera .

A proposito dell'autore

Giuseppe Mazzella Giuseppe Mazzella, 61 anni, laureato in scienze politiche, giornalista e funzionario pubblico. E’ stato dal 1973 al 1975 redattore capo e direttore de “ Il Giornale d’ Ischia” fondato da Franco Conte; dal 1976 al 2001 responsabile dell’Ufficio Stampa della Provincia di Napoli; dal 1980 al 2006 è stato corrispondente dell’ANSA dalle isole di Ischia e Procida, ha collaborato dal 1980 al 2002 come free lance fra l’altro a “ Il Mattino”, “Il settimanale d’ Ischia”, “ Il Golfo” e scritto sul “ Corriere del Mezzogiorno” su “ La Repubblica”.E’ stato presidente dell’Associazione della Stampa delle isole di Ischia e Procida dal 1986 al 1994 e Presidente del Centro Studi su l’ isola d’ Ischia.Ha fondato nel 1999 il Museo Civico di Casamicciola Terme del quale è stato direttore onorario fino al 2004. E’ stato consigliere comunale di Casamicciola Terme del PSI dal 1975 al 1983. Dal 2002 è direttore del Centro per l’Impiego di Ischia. Una mia fotografia la si può trovare su la mia presentazione su tesionline.it alla ricerca Giuseppe Mazzella su Virgilio.