Gaetano “Serino” Calise – Parrucchiere per uomo e donna

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Gaetano Calise, a tutti noto come Serino, è uno di quei personaggi veri della Forio di tanti anni fa, Scan10082che il passare del tempo ha contribuito  a farlo quasi dimenticare del tutto. L’occasione per rinfrescare almeno in parte la sua memoria, s’è presentata negli ultimi tempi con la edizione di due pubblicazioni, una del noto giornalista-scrittore del Mattino di Napoli, Nino Masiello con “Bar Maria” Storia della “caffetera” che inventò il mitico bar università di Forio e l’altra pubblicazione dell’Ascom Confcommercio di Forio che ha voluto ricordare i 25 anni di presenza sul territorio. In entrambi non c’è traccia tangibile di Serino, che è stato un attore importante per  un lungo periodo storico, che lo vide in prima fila nello scorrere della vita mondana del centro di Forio, in special modo  negli anni ’50, ’60 e ’70 del secolo scorso, quando nell’orbita del Bar Internazionale, nacque il turismo a Forio.

Il Salone di Serino si trovava proprio di fronte al mitico Bar di Maria, e costituiva insieme alla Scan10064salumeria-drogheria di Nicola Serpico, il triangolo equilatero in cui si svolgeva la via  turistica del centro di Forio. In questo sito fortunato, sono passati  tantissimi personaggi di fama mondiale, nel campo della poesia, della pittura, della scultura, della scrittura, del cinema e dell’arte più in generale che hanno proiettato nel mondo il nome di Forio e dell’Isola d’Ischia. Serino fu grande amico di Maria Senese, e tra loro ci fu tanta stima e rispetto, e fu il suo primo parrucchiere, facendosi anche le prime pitturazioni alla sua famosa capigliatura, tanto da darci un nome al taglio a lei preferito, con la scriminatura centrale, che spesso era spruzzata dal bianco incipiente. Al centro di questo triangolo, nel 1958, nacque la famosa fontana a forma di piovra, che è stata la fortunata testimone della bella vita che si svolgeva in questo posto, pieno di gioia, di tante novità e dei primi soldini che incominciavano a circolare con maggior frequenza, rendendo la vita dell’epoca meno grama.  

Tra i tanti personaggi che gravitavano in questo fortunato pezzetto di terra, ormai resi famosi dai tanti libri pubblicati, ricorderò sempre l’eterno sorriso del signor Eduardo, come chiamavamo Eduard Scan10026Bargheer, l’altera figura di Auden, la simpatia di Pointner, la cupa voce bruciata dal fumo di Luis Collado, il Cubano. Più in là divenne di casa anche  Alberto Moravia accompagnato da  una giovanissima Dacia Maraini. Mi è rimasta nella mente la coinvolgente simpatia di Monica Vitti che veniva a farsi la sua vaporosa pettinatura da Serino. Ricordo con tanta  nostalgia le tante novità che si incominciavano a conoscere in questo contesto, come le prime spezie, il succo di pomodoro in bottiglia, a mo’ di succo di frutta, i primi yogurth interi, in vasetti di vetro, e ricordo che se non li mischiavi con tanti cucchiaini di zucchero, erano inmangiabili. Le prime Coca-cola, nerissime e fortissime, le saponette, i dentifrici, le gomme masticanti, le sigarette americane, le birre, i wisky, le lunghe barre di ghiaccio che arrivavano a prima mattina a bordo di camion senza la sponda posteriore. Noi bambini decenni, pronti ad artigliare le schegge procurate dal piede di porco che veniva usato per scrostarle dalle altre, facendo schizzare a terra  queste preziose pietre d’acqua che ci procuravano, nel mangiarle, tanto refrigerio.

I clienti del Bar Maria erano anche i clienti di Serino e Serpico, e spesso nel Salone di Serino si Scan10080formavano dei gruppi musicali improvvisati, un po’ come succede negli States, dove vengono inscenate le famose jam-session, con formazioni di suonatori improvvisate, soprattutto con chitarre, mandolini, mandole, banji, e qualche fisarmonica. Tra i componenti di questi concerti improvvisati, non era rara la presenza di Romano Mussolini, già noto jazzista a livello nazionale, che si accompagnava alla sua cara sorella Anna Maria, la quale nel frattempo si sistemava la sua capigliatura. Quanta allegria generavano questi concerti alla buona, fatti  anche da musicisti, come Serino, che erano autodidatti e suonavano “ad orecchio”, senza avere mai avuto la possibilità di saper leggere uno straccio di pezzo scritto sul classico pentagramma! Ma che bravi, a pensarci a posteriori.

Serino, Gaetano Calise, nasceva  agli inzi del “900 in una famiglia medio-borghese, dal padre Antonio e madre Restituta Capuano, cugina del famoso Mons. Luigi Capuano. Sin da giovane, a causa delle cattive condizioni economiche procurate dalle conseguenze del primo conflitto mondiale, fu costretto a Scan10079portare la pagnotta a casa, malgrado avesse una struttura fragile e filiforme. Ma ebbe la scaltrezza di imparare ben presto un mestiere, e lo fece in breve tempo e con successo, tanto che pochi anni dopo, aprì un suo  salone, come venivano chiamati i locali per barbieri, per conto proprio. In poco tempo si fece una buona reputazione, ed il suo lungo ciclo lavorativo fu contraddistinto da una grande professionalità e da continui aggiornamenti, che lui faceva recandosi a Napoli da amici  che poi venivano a villeggiare nel periodo estivo. Serino seppe seguire i tempi, e qualche volta precederli, assecondando le sempre  più esigenti richieste dei clienti, tanto che il suo salone divenne ben presto un luogo cult, dove gli avventori potevano comprare i primi profumi, i giornali, i pastori a Natale, gli accessori di moda, che all’epoca venivano chiamati articoli di chincaglieria, gli articoli da regalo, le pellicole fotografiche, i primi occhiali da sole, della Safilo. Nel frattempo, avendo capito che le donne amavano curarsi  di più e migliorare sempre di più per farsi  più belle, non solo a Natale o per qualche importante ricorrenza, trasformò la sua professione e divenne anche “coifferur pour dames”, un termine che allora destò tanto scalpore e meraviglia. Ricorderò per sempre le scene di gelosia di tanti mariti, che all’epoca consideravano il parrucchiere  quasi un luogo di perdizione, perché temevano che le loro donne, migliorate nell’aspetto, potessero destare maggiore interesse in potenziali concorrenti. In quel periodo ricordo tante bellissime giovani paesane, che negli ultimi tempi sono state aggredite dalla vecchiaia o non ci sono più. Avevano una adorazione per Serino, che amava sempre essere elegante, con le sue cravatte che sbucavano dalle classiche casacche da parruchiere, facendone una bella figura maschile, sempre in ordine, elegante e pulito. In quell’epoca seguiva spesso dei corsi di aggiornamento professionale che si tenevano in Cinema famosi di Napoli, in acconciatura, taglio e tintura  sponsorizzati dalle famose case Helene Curtis e L’Oréal, quando per fortuna i corsi erano ancora gratuiti, ora per pagarli occorre una fortuna. Serino era particolarmente  legato ai giovani, ai quali non faceva mancare mai un consiglio, un parere, un aiuto e non era mai geloso quando si apriva un nuovo esercizio che potesse fargli concorrenza. Lui amava dire che i clienti alla fine sceglieranno sempre il meglio, e non si faceva, anche per questo, trovare mai  impreparato. Mi piace ricordare che uno dei suoi allievi preferiti fu Bartolo Regine, che quando divenne più grandicello preferì la vita di mare, che poi, quando formò famiglia, fu l’inventore delle cartolibrerie “R”, sparse per l’Isola. Ha sempre avuto un gran rispetto ed affetto per Serino. Serino, che tra i tanti lati positivi, ebbe quello di essere amico di grandi personaggi della Forio del suo tempo, che tanto hanno dato al paese natale, ricevendo una piccolissima parte in ricambio. Il primo amico fu senz’altro l’Avv. Vincenzo Scan10065Mazzella, Sindaco di Forio per quattro mandati legislativi, con cui divise moltissime esperienze di vita e che per soli tre giorni non erano” gemelli”. Un altro grande amico fu il Cav. Michele Colella, che a sua volta è stato il vice di Mazzella per tanti anni. Tra gli altri il Not. Francesco Nonno, l’avv. Vittorio Morgera, che poi divenne direttore generale del Poligrafico dello Stato. Il dottor Aniello Regine insieme all’altro insigne medico foriano, Leonardo Castaldi, furono altri amici intimi. Tanti giorni felici, soprattutto nelle rare occasioni in cui si poteva mangiare tanto, li trascorse con Tommaso Cigliano, nipote ed omonimo del grande medico omeopata, famoso in campo nazionale. Spesso amava ricordare le tante commedie a cui aveva partecipato insieme  a Silvio Lamonaca, Gesì Patalano, Giuseppe Iacono, e tantissimi altri, che caratterizzarono una bella gioventù, piena di  stenti e privazioni, ma zeppa di allegria, voglia di vivere con tanta pulizia d’animo che ora è del tutto scomparsa. Nelle poche persone rimaste in vita e che hanno avuto il piacere di conoscerlo, rimmarranno nella memoria le tante serenate  che venivano commissionate da qualche Romeo, che insieme a qualche altro coraggioso, era solito suonare sotto qualche balcone di qualche Giulietta dell’epoca, e non erano sempre applausi……..

Forse da questo derivò il suo soprannome, che non sarebbe altro che il diminutivo di sera al maschile,  o di serotino, diminutivo dovuto anche al fatto che Gaetano Calise aveva un fisico snello ed asciutto, che lo facevano tanto somigliare ad un musico di tanti secoli fa. Come era felice intrattenersi, specialmente d’estate, quando nel suo salone venivano a salutarlo tanti forestieri che erano ormai abituali della nostra Forio, e che ritornavano con piacere facendolo contento. Era in effetti un testimonial ante litteram, soprattutto con i nuovi personaggi che andavano ad arricchire il nostro palmares. Questo era anche il periodo, sempre in estate, quando  con l’aumentare anche del benessere dovuto al boom degli anni ’60, la sera, non avendo tempo di andare a casa, cenavamo in negozio, ed io ero contentissimo perché mia madre era “costretta” a comperare la novità dell’epoca, almeno per noi: la carne Simmenthal, di cui ero molto ghiotto Serino, nella sua esistenza passata fra la gente Scan10072 e per la gente ha avuto un solo riconoscimento, diciamo così pubblico od ufficiale, un Diploma con medaglia d’oro, rilasciatogli dalla camera di commercio di Napoli il 10 gennaio 1965, dopo trentaquattro anni di attività artigianale ininterrotta, la motivazione, ma lui poi continuò a lavorare, finendo i suoi giorni nell’ormai lontano 1981 sempre sul posto di lavoro, lasciando un’immagine bella e pura, di un uomo con uno spiccato senso della fede, della famiglia, del lavoro, rispettando sempre il suo ruolo ed il prossimo, che a dir la verità, per quel che ne so, ha ricambiato spesso il suo affetto.

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Gerardo Calise Gerardo Calise