Fontana SI Fontana NO

Domenica scorsa, 29 aprile, in Piazza Matteotti (Pontone) l’Associazione Vicoli Saraceni ha organizzato un sondaggio con risposte scritte, che qualcuno ha confuso chiamandolo referendum.fontanadelpontone.jpg

E’ stata invece una interessantissima iniziativa che ha visto la partecipazione di un gran numero di persone (circa 500) che hanno espresso il loro parere democratico in modo attento e costruttivo. Il risultato ha visto il netto trionfo dei SI, con più del 70%. La gente vuole la Fontana. Ad un attento esame delle schede, come dicevo in un mio precedente articolo, i freddi numeri possono, spesso, avere un’anima, un significato. Tante persone che hanno espresso parere favorevole alla Fontana, nei suggerimenti che erano presenti sulla scheda, hanno quasi tutte espresso delle critiche spietate contro lo stato attuale di abbandono in cui versa questo angolo, ormai storico, della nostra Forio. Tutti quelli che hanno motivato il Si vogliono una Fontana ristrutturata, ripulita e pulita spesso, restaurata ad opera d’arte, riportata al suo vecchio stile con la sua grande serpentina bronzea, coronata da una miriade di ugelli da cui sprizzava tanta acqua, all’inizio non riciclata, che di sera, guardandola da una certa angolatura, a piazza vuota e silenziosa, ti dava la sensazione, in un tempo, di rilassamento e di ricarica, con il getto sicuro e deciso che sgorgava dalla serpentina. Una grande serpentina che sembrava un enorme pitone bucherellato, che cercava di soffocare la piovra, a questa somigliava la “emme” stilizzata del soggetto della Fontana!

Oltre il 70% per i SI . Come cambiano i tempi. I miei ricordi da quasi decenne, vanno a quando sbirciavo quotidianamente tra le tavole di legno che perimetravano il cantiere della costruenda Fontana, per curiosare come stava venendo su. Io ero entusiasta di questa nuova opera, fatta con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, ma voluta dall’allora sindaco Avv. Vincenzo Mazzella. Quando fu terminata, gli oppositori a questa nuova creatura, superavano di gran lunga l’80%, e molti denigravano l’opera, perché, dicevano, che quella emme stilizzata sapeva tanto di…Mazzella!

Come cambiano i tempi. Io allora ero nettamente favorevole. Ora, nello stato in cui versa, sono nettamente contrario. Il motivo risiede nel fatto che ho chiesto a tante persone competenti, del ramo, e tutte mi hanno risposto alla stessa maniera. La struttura è tutta fatta di pietra pomice, su cui, col passare del tempo, ma soprattutto a causa dell’incuria, si è sedimentato un grosso spessore di calcare, che ha fatto corpo con la leggera pietra panzese, diventando quasi impossibile l’eventuale scrostamento calcareo.

Dunque chi parla di restauro o di delocalizzazione, stando sempre al parere di questi esperti di cui sopra, sta nell’utopia. Anzi, molti si chiedono come riesca a stare ancora in piedi, quello che allo stato attuale, è un mostro informe, che opprime l’aria e la vista di un quarto di Piazza Pontone.

In tantissimi anni mi sono ribellato all’idea di chiamarla bidet, come l’hanno soprannominata i nostri ospiti napoletani, che evidentemente se ne intendono di servizi igienici. Oggi, nello stato in cui versa, è diventato quasi un vezzeggiativo chiamarla così, perché è meno di un vespasiano!

Non ultimo, dicevo nella mia motivazione al NO, non mi sta bene che la Piazza Principale di Forio, con la riqualificazione in corso, e mi auguro con un bel e completo arredo urbano, adeguato ai tempi, venga identificata come la Piazza del bidet. Mi auguro, inoltre, che se verrà tolta, o sostituita con un’altra, più bella, perché ripeto, per me non è restaurabile, si tenga conto che tante persone che attualmente si possono sedere, riposandosi o godendosi il passeggio sul bordo della pietra lavica, possano trovare posto su panche più comode e degne di un centro storico di un paese civile che tenga ai suoi cittadini prima ancora dei graditi ospiti, che copiosi hanno voluto esprimere il loro parere riguardo il nostro sondaggio.

Un altro lo organizzeremo quasi certamente in un prossimo futuro e riguarderà gli alberi, suggerendo in caso di sostituzione, con quali specie, ovviamente saranno consultati esperti del settore.

Voglio cogliere l’occasione di augurare un buon lavoro alla neo presidentessa della Associazione Vicoli Saraceni, prof.ssa Anna Capodanno, ed al nuovo direttivo, ponendo in luce, con grande soddisfazione ed affetto, che l’ex dirigenza continua a collaborare, ancora più fattivamente per il bene di questa nostra Associazione che è enormemente cresciuta sia qualitativamente, che come numero di nuovi iscritti.

Faccio inoltre presente, a tutti, soci, vecchi e nuovi, simpatizzanti, fiancheggiatori, collaboratori esterni, che l’Associazione è assolutamente apartitica ed apolitica, e si prefigge uno scopo ben preciso e chiaro: la crescita della nostra Forio. Ritrovare il suo antico splendore, che spesso l’ha vista primeggiare in tanti aspetti della vita sociale. Le nostre porte sono sempre aperte alle persone che hanno a cuore questo preciso scopo, ripeto, ben preciso, semplice e chiaro: il bene di Forio.

L’Associazione, è composta di tutte persone che non hanno nessun secondo fine, e tutte insieme, vogando in una direzione univoca, cercano di ottenere risultati positivi per la nostra Terra.

Gerardo CALISE

(Vice Presidente Associazione Vicoli Saraceni)

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