Bella senz’Anima

– di Gerardo Calise

Qualche giorno fa accompagnando mia figlia con l’auto a prendere l’aliscafo al Porto per recarsi a Napoli, facevamo i primi commenti positivi sull’operato del nuovo sindaco di Ischia, l’ing. Ferrandino.
Mia figlia, che beata lei ha solo ventunanni, già è contenta che il nuovo sindaco aveva fatto sistemare qualche aiuola con prato, un angolo di verde a via Quercia, l’illuminazione degli alberi scendendo in pineta da Piazza degli Eroi, la menata di confetti a Piazza Trieste e Trento, ed altre piccole varie. Nel discuterne, premetto che per Ferrandino ho grande stima, prendevo atto con mia figlia che lei si accontentava di troppo poco, specialmente, dicevo, perché trattasi di cose superficiali, sicuramente succedanee e non necessarie. Lei di rimando, mi faceva notare che gli altri amministratori isolani, facevano ancora meno, ponendo in risalto la mancanza quasi totale dell’amore verso il proprio luogo natio. Queste considerazioni, hanno fatto sviluppare una specie di forum in famiglia, in cui facevo notare ai miei interessati figli, che un amministratore moderno, un manager come lo chiamano adesso, dovrebbe prima di ogni altra cosa, abbandonare una volta e per sempre i tanto bistrattati metodi del voto, del consenso, dello scambio di piaceri, di baratto fra il governato ed il governante. Il nuovo amministratore dovrebbe, prima di ogni altra cosa, programmare, pianificare, creare nuove opportunità, soprattutto per i giovani, perennemente dimenticati, come se non esistessero, inscenando una politica nuova che abbia come fine ultimo il miglioramento della vita, un progresso vero, e non virtuale, fatto di concreta fruibilità delle nostre immense ricchezze naturali. Ed a questo punto, ai miei figli portavo degli esempi banali, che hanno a che fare con il nostro quotidiano, esempi che hanno aperto uno spiraglio, ma nello stesso tempo hanno provocato maggior sconforto, in un futuro sicuramente non roseo, data la scarsa qualità, ma soprattutto la inestistente volontà dei nostri amministratori isolani.

Avete mai incappato un povero ciclista lungo la centralissima Via A.De Luca a Ischia Porto? Sia lui poverino, in bilico tra l’asfalto ed il canale di pietra lavica che costeggia il marcepiede, che l’automobilista che lo segue dappresso, sempre molto indaffarato, con tanta fretta per raggiungere il primo bar od il più vicino punto scommesse (nuova moda isolana), entrambi a dirsi male parole, “benedicendo” l’amministratore che sulla nostra Isola, inventi le piste ciclabili. Sono arrivati da qualche tempo i nuovi bus Sepsa-Volturno, e tutti siamo felici e contenti. Pare che nessuno dei Sindaci o amministratori abbia minimamente pensato che questi bus nuovi siano come i vecchi, e cioè sempre a nafta, e non elettrici o ibridi, e che circoleranno per altri venti-venticinque anni, come i vecchi, continuando ad inquinare la nostra povera Isola. Chi sa perché di filobus non se ne parla proprio! Avete saputo che fine hanno fatto gli inizi dei lavori delle scogliere ai Maronti e a Forio? Ma contestualmente si aveva la buona notizia dei primi stanziamenti per lavori di somma urgenza nella baia di Citara. Si parla di 70.000 euro, quanto si dice, costino le luminarie natalizie! Queste due, apparentemente, belle notizie, mi hanno rigenerato un senso di rabbia nel vedere che nella nostra bella Italia, e sulla nostra bellissima Isola, il mare ci frega continuamente ed indisturbato, le nostre preziose coste, ormai da anni, le erode inesorabilmente, ingoiando, anno dopo anno, chilometri e chilometri cubi di terraferma, senza che le nostre autorità muovano un dito. Di contro, specialmente nella piccola Olanda, che ufficialmente si chiama Paesi Bassi, è l’uomo, molto più pronto e sveglio, che si frega dal mare il terreno, tanto terreno addirittura sotto il livello del mare stesso, e nessuna inutile e nociva sovraintendenza che intervenga a frenare lo sviluppo delle coste, e non l’erosione, come avviene da noi. Siete, per caso, venuti a conoscenza, che sulla nostra Isola, qualche amministratore si sia costituito parte civile contro gli organi preposti alla tutela del patrimonio idrogeologico, per la loro manifesta ed acclarata inadempienza a svolgere il loro compito di preservare il nostro bene principale, le spiagge, vera fonte di ricchezza e benessere della nostra Isola?
I più volenterosi pronti a chiedere l’elemosina di pochi spiccioli, che si perdono nei meandri della burocrazia, e nello stesso tempo penso, cosa si riesce a fare con un finanziamento di 70.000 Euro a Citara? Credo che con questi soldi si riesca ad impiantare il cantiere, e nient’altro, aspettando tempi migliori e sperando che il mare non completi la sua opera devastatrice. Le barriere sommerse che verranno(?) fatte nella baia dei Maronti, mi fu riferito da un ingegnere navale, dovevano precedere il ripascimento, a questo punto, di quel che resta del ripascimento, datato ormai più di un lustro.

In questi giorni si è tenuta la festa dell’Acuii, Ass.ne Comune Unico. Io non sto qui a ripetere le ragioni del mio no spiegate in un precedente articolo, ma mi ritorna in mente la consapevolezza ormai acclarata, della incapacità di molti amministratori, che decenti, potrebbero fare sei cose importanti, che so ogni anno, facendosi la lotta a chi farebbe di più, emulandosi per un miglioramento tangibile della qualità di vita. Invece niente, e l’Acuii continua a sorvolare sul fatto principale: da quale mondo dovrebbe venire il futuro Sindaco dell’Isola di’Ischia, se gli uomini che stanno su quest’Isola non vogliono sentir parlare di qualunque forma consortile, che non decolla, non funziona o funziona malissimo, vedi Cafi, Evi, Cisi, Cantina Sociale, Azienda Turismo, Consulta del Turismo, le varie associazioni di categorie tra commercianti, albergatori, ristoratori e tutte le altre. Tutte mosse e tenute in vita da una perfetta sintonia individualista, ognuno pronto a coltivarsi, con la sua carica, il suo piccolo orticello, pieni di presunzione, arroganza, superbia, perfetti farisei, pronti a scannare il proprio vicino che si permette di proporsi come suo aiutante. Siamo tutti perfettamente coscienti che i grandi problemi, come spazzatura, trasporti, inquinamento, traffico, presuppone un unico orientamento, ma proprio perché lo sappiamo o lo dovremmo sapere, potremmo risolvere i grandi problemi unendoci, pur rimanendo sei Comuni, senza creare altro casino, che invece di risolverli, ne verrebbe a creare altri, di problemi.

Manca la capacità di intervenire, come accade per la sempre più dilagante piaga della droga. Se gli amministratori fossero più uniti e decisi, collaborando più attivamente con le forze dell’Ordine, che non aspettano altro, si potrebbe creare un controllo no-stop con unità cinofile, all’imbarco ed allo sbarco, chiudendo, nell’arco di una settimana al massimo, questa terribile piaga della droga che sta distruggendo tanti giovani. Sono ormai tantissimi anni che non riesco ad incocciare un amministratore che dia segni tangibili di risveglio a volersi mettere al servizio della sua comunità, dove è nato anche lui, insieme a me, e dove ci siamo fatti famiglia, posizione, prestigio, ma tutto maledettamente, al singolare. Sapeste con quanti di loro ho iniziato una attiva collaborazione, sempre gratuita, ma quando si sono resi conto che io lo faccio solo e solamente per il mio paese, senza altro scopo ne condizionamento, e soprattutto in modo libero e non circuibile, seguono tutti la stessa dieta: caffè lasco, arrivederci, qualche buon giorno sincopato e nient’altro; finisce lì la mia collaborazione, sempre per voler loro, sempre.

In questi ultimi tempi, abbiamo saputo della ulteriore riduzione dell’organico infermieristico nel buon nosocomio lacchese A.Rizzoli: avete saputo di qualche amministratore isolano che abbia mosso un dito? Perché la signora Rosa Iacono, donna da imitare e portare ad esempio, e che mi risulta non si sia fatta nessuna posizione nell’aiutare da tanti anni il prossimo, perché è costratta da una vita a guerreggiare con tutti per il semplice scopo di voler continuare a fare del bene al suo prossimo? E qui mi viene in mente, che anni fa, un sindaco del mio paese, scrisse sul suo libretto elettorale delle opere fatte durante il suo sindacato, una parvenza di scivolo per disabili, nemmeno a norma, sul litorale di Forio. Semplicemente squallido!

Da tanti, troppi anni sulla nostra Isola , bella senz’anima, non vedo una realizzazione sociale, in cui i nostri giovani possano godersi la loro vigoria. Stiamo ancora a discutere che cosa farne del Centro Polifunzionale di Via Morgioni a Ischia Porto. A Forio, sulla baia di Citara, ad imperituro ricordo, un monumento che sta a significarci, che tutti si sono permesso tutto, sul nostro scoglio, ma i Carabinieri non hanno potuto, in un modo o nell’altro, completare la loro caserma o soggiorno estivo, nella parte occidentale dell’Isola.Tutti gli altri, hanno fatto i porci comodi loro, con amministratori ciechi, sordi muti…..Uno scheletro di palazzo che è diventato il simbolo della vergogna di tutti noi!Le infrastrutture sociali dove sono? Quando faranno la loro apparizione sulla nostra ricchissima terra? Se un nostro figlio si vuole divertire, noi genitori dobbiamo mettere mano alla tasca e pagare. Ricordo quando i miei figli incominciavano a mettere il naso fuori il portone di casa, ed a tirare i primi calci nel vicolo vicino casa: una vicina gentilissima e solerte, provvide subito a mandare i gendarmi. Da allora, le cose sono ulteriormente peggiorate. In quel periodo, mi resi conto a mie spese, che il bimbo che portiamo a spasso con il carrozzino, ha la propria bocca all’altezza del tubo di scarico dell’auto; non mi risulta che il problema sia stato risolto. Comunque, meno male che sta arrivando il Santo Natale, che specialmente a noi foriani, notoriamente incontentabili, avremo il nostro Centro con la pavimentazione nuova di zecca, con tanti abeti eunuci, grandi, enormi, che a stento arriveranno a Capodanno, e sembra tanto di essere a Cortina. Avremo tante luminarie, ma proprio tante come non le abbiamo mai avute. Avremo una seconda Notte Bianca, dopo le cinque Comicittà, ma in cinque anni non abbiamo avuto la prima detassazione, la prima incentivazione per il lavoro giovanile, il primo depuratore, la prima società monnezzara che tenga pulito il paese, la prima spiaggia salvata dal mare assassino, il primo intervento per chiudere l’enorme buco sotto il Soccorso, la prima bandiera blu per il nostro mare, la prima vela che accerti la qualità di vita, la prima banchina per il nostro porto, la prima realizzazione sociale di rilievo, la prima cosa importante che faccia parlare la stampa nazionale del nostro paese e della nostra Isola. Qualcuno di voi ha sentito per caso parlare, di qualche provvedimento che faccia ripartire il turismo? E chi se ne frega del turismo, tanto abbiamo i soldi, tanti soldi ancora per fregarcene di tutto e di tutti. Zero assoluto e preferisco fermarmi qui, è meglio. Speriamo che Babbo Natale provveda a ridare un’anima alla nostra bella Isola!

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Gerardo Calise Gerardo Calise