Aspettando la Rivoluzione

– di Gerardo Calise,

dsc_0181.jpgE’ il titolo dell’ultimo libro di Antonio Ghirelli, presentato domenica scorsa, 8 luglio, a Villa Arbusto, dove si terrà la terza edizione di “Un’isola nel Mediterraneo”.

Come prologo alla presentazione dell’ultima perla del grande Antonio Ghirelli, che ha come sottotitolo “Cento anni di sinistra italiana”, è stata scoperta una ceramica riproducente una fotografia di Angelo Rizzoli e Pietro Nenni, che giocano a bocce in uno dei bellissimi vialetti della paradisiaca Villa Arbusto. La foto si accompagna con brani di corrispondenza intercorsa tra questi due giganti della vita italiana, accomunati da origini miserabili, da martinitt, come vengono chiamati nella capitale meneghina i ragazzi che erano costretti a lavorare duro sin da piccoli. Crescendo, si sono saputi ritagliare una grande immagine, in campi diversissimi. Alla levata del classico velo, era presente , oltre al sindaco di Lacco Ameno, Tuta Irace, la nipote di Pietro Nenni, Maria Vittoria Tomassi. Mi ha colpito, nel suo breve ma sentito intervento, la Irace, la quale ha messo in giusto risalto l’enorme positività e benessere che portò a Lacco e sull’Isola d’Ischia il grande Angelo Rizzoli, a cui tutti noi dobbiamo eterna riconoscenza. Fa bene vedere, che chi rappresenta le istituzioni, cerchi di tener viva la fiamma dei valori più veri, e cerchi di inculcarlo nelle giovani generazioni.

Si è poi passati alla presentazione vera e propria del libro di Ghirelli. Ovviamente non è sfuggita a nessuno l’accomunare luoghi, personaggi, tempi e fatti storici. Al tavolo, insieme all’autore, erano presenti Marco di Lello, assessore regionale al turismo e componente nazionale della segreteria dello SDI, Umberto Ranieri, presidente della Commissione Esteri alla Camera, Pierre Carniti già Segretario Nazionale Cisl ed ex Eurodeputato. Ha introdotto Franco Iacono, ideatore di questo incontro; il coordinatore è stato Paolo Franchi direttore de “il Riformista”.

Aspettando la Rivoluzione è stato presentato nella splendida cornice della Villa che fu di Rizzoli, con panorami mozzafiato, un enorme giardino ben tenuto e curato, una bella cornice di pubblico attento e partecipe, senza sbuffi, in una classica domenica estiva ischitana, perfetta. Gli interventi dei vari relatori hanno toccato tantissimi punti, che hanno visto coinvolti, nel bene e meno bene, i socialisti, dalla loro nascita, 1892, alla caporetto di tangentopoli, un secolo dopo. Paolo Franchi, metteva bene in risalto, che spesso nella vita sociale in Italia, non si è presenti nel momento giusto, quando si è in anticipo o quando si è in ritardo. Facendo un po’ il sunto, mi è sembrato di aver capito che la componente socialista , che con Craxi aveva sfiorato il 15%, abbia perso più di un’occasione, soprattutto con la caduta del muro di Berlino,1989, quando fu palese che i socialisti liberali avevano ragione su quelli marxisti, ma malgrado l’evidenza non hanno saputo cantare vittoria, perché l’organizzazione del PCI, forte e compatta, seppe tenere ben fermo il timone, anche nel momento più brutto della tempesta .

Ghirelli, nel suo conclusivo intervento, ha espresso soprattutto una speranza, che possa materializzarsi in un tipo alla Marchionne, il tanto apprezzato manager che ha salvato la Fiat da un sicuro fallimento. Ecco, un nuovo soggetto vincente tra le fila socialiste, fermi ad un misero 2%, dopo un ulteriore flop con la Rosa nel Pugno alle ultime politiche .Mi è sfuggita la ragione per cui non si è convinti nell’alimentare le fila del nascente Partito Democratico, nel cui alveo si potrebbe far crescere un nuovo campione politico. Riunire De Michelis, Bobo Craxi, insieme a Boselli mi sembra auspicabile, ma comunque andrebbe ad alimentare un fiumiciattolo, nel mare mostrum della nostra politica. Non ho capito bene la neo costituente socialista, in assenza di un vero leader carismatico, visto che lo stesso Ghirelli ha definito Boselli buon funzionario ministeriale e nient’altro.

Del resto, nel piccolo, dove noi viviamo, e dove noi abbiamo i nostri punti di riferimento, vedo Franco Iacono, che pur vantandosi di non essere un ex, è rimasto nel guado, senza stare con gli ex e o con i nuovi, amici degli ex, facendo in modo che in questo suo e dei suo referenti o seguaci, non si alimentino nuove idee, nuovi progetti, nuovi orizzonti, Una vera e propria ibernazione politica. Meno male che si mantiene viva la fiammella con questi incontri culturali, che avvengono con persone sicuramente competenti, che possono essere la speranza di una nuova politica che si impossessi ancora una volta della nostra anemica società. Speriamo che si ritorni a parlare con gente che abbia il senso dello Stato, che faccia le riforme non per pochi, o per il suo già ricco giardinetto, ma faccia riforme giuste che possano interessare una moltitudine di gente, soprattutto di giovane età. Speriamo che questo modo di far politica, tra governo ed opposizione, che ricorda tanto da vicino le burrascose riunioni condominiali, dove si bisticcia su tutto, decidendo spesso per il niente, tralasciando di essere concreti per la società, ed inizi finalmente una nuova era in cui i socialisti ritornino ad avere il giusto e vitale spazio.

  • Antonio Ghirelli
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