Gli anni ’60 del ’900 furono anni di straordinaria ed ineguagliata passione sportiva a Casamicciola, il paese dalle grandi passioni e dai grandi ed improvvisi oblii.
La passione – con l’orgoglio di avere anche noi una squadra di calcio – rinacque proprio agli inizi degli ’60 quando un gruppo di trentenni diede vita all’Unione Sportiva Casamicciola Terme che partecipò ad un campionato isolano di terza categoria e lo vinse passando in seconda. Allora le categorie dilettanti erano solo tre. La terza, la seconda e la prima. Nella prima categoria c’erano le due squadre più forti, l’Ischia di Filippo Ferrandino che poi approdò nella serie D inizio del semiprofessionismo e l’Aeranria che voleva essere l’espressione di Forio, Lacco Ameno e Casamicciola ma che divenne soprattutto la squadra di Lacco Ameno con il dirigente tuttofare Vincenzo Patalano e l’allenatore Scipione Di Meglio di Casamicciola che però guidò anche il Casamicciola nella sua lunga carriera.
La passione sportiva a Casamicciola era molto diffusa nei ragazzi e nei giovani pur non essendoci un campo sportivo. Noi ragazzini giocavamo in campetti di fortuna come quello della chiesa di Don Orione prima di costruire la Casa di Riposo o dietro le case popolari a Perrone. Giocavamo anche nei giardini del complesso Pio Monte della Misericordia con la paura di essere cacciati via dal custode “Comparone” ed anche nelle traverse delle strade coma Piazza Bagni. D’estate giocavamo sulla spiaggia di Suor Angela al tramonto quando erano andati via tutti i bagnanti. Insomma “inventammo” il calcio a 5 o 7 e mai ad 11.
La squadra del Casamicciola che partecipava alla seconda categoria era presieduta da Ciro Salvati, che teneva una sartoria a Corso Luigi Manzi, ed aveva come colore sociale il viola, lo stesso della Fiorentina, scelto perché era molto raro e quindi non si coglieva il rischio di avere una seconda maglia non comprata per risparmiare soldi.
Noi ragazzini volemmo fare la nostra squadra e nel 1962 creammo la Juve Nizzola e l’anno successivo la dovemmo consegnare ai “maggiorenni” Angelo Di Costanzo, Signor Campolin dell’Hotel dei Platani e “Baffone” Nicola Aniello Buono.
Ma il Casamicciola era la squadra più forte, per organizzazione e per presenza di giocatori di valore.
Nel campionato 1963-64 il Casamicciola perse il campionato per un sol punto dal Quarto. Giocava al campo sportivo Ischiaterme di Forio, donato da Rizzoli alle comunità di Forio, Lacco e Casamicciola. Alle partite casalinghe del Casamicciola assistevano circa mille o forse più tifosi provenienti in auto, bus e motociclette da Casamicciola.
Quella formazione – nella memoria di quella nostra gioventù – rimase leggendaria. Paolo Castaldi in porta, Arturo di S. Angelo terzino destro, Antonio Martinetti, terzino sinistro, Vincenzo Senese n. 4, Crescenzo Monti centromediano, Alfredo Di Iorio di S.Angelo che aveva giocato anche nelle giovanili del Bologna, n. 6. N. 7 era Argante Del Monte di Forio così come il n. 8 Michele D’Ambra detto “MingMon” che correva a tutto campo, centravanti Orlando Balestrieri di Casamicciola n. 10 Peppino Monti detto ” Virgola” e n. 11 il più forte di tutti Filippo Maresca.
Allenatore era Scipione Di Meglio ed il gioco era a tutto campo “di prima” con un ferreo quadrilatero. Le ali “sulla linea e palla indietro” come insegnava Mister Scipione.
C’era in quella formazione un terzino sinistro, Antonio Martinetti, che anticipò Giacinto Facchetti nelle sue corse solitarie in avanti per trasformarsi in ala sinistra e crossare al centro. Non era molto robusto, il fisico non era eccezionale ma era eccezionale la sua capacità di inserirsi nel gioco offensivo. Il pubblico attendeva la “corsa” o la “sgroppata” di Martinetti che l’attaccante in più pur giocando con il n. 3 Lo spettacolo calcistico di quel Casamicciola era assolutamente di buon livello con una ottima tecnica. Fu il migliore Casamicciola di tutti i tempi per squadra, società ed organizzazione.
Per un sol punto fu perso il campionato e per un sol punto cambiò la Storia calcistica di Casamicciola. Se si fosse andato in prima categoria quell’anno è probabile che mai più il calcio sarebbe scomparso da Casamicciola.
Antonio Martinetti, il Facchetti del Casamicciola, è morto improvvisamente sabato 7 giugno a 67 anni nella sua casa in Via Iasolino. Lascia la moglie ed i suoi due figli, Enrica e Fortunato.
Restano nella nostra memoria le sue corse in avanti, le sue sgroppate, e la nostalgia per quei tempi.
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