By Giuseppe Mazzella
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About: Giuseppe Mazzella, 61 anni, laureato in scienze politiche, giornalista e funzionario pubblico. E’ stato dal 1973 al 1975 redattore capo e direttore de “ Il Giornale d’ Ischia” fondato da Franco Conte; dal 1976 al 2001 responsabile dell’Ufficio Stampa della Provincia di Napoli; dal 1980 al 2006 è stato corrispondente dell’ANSA dalle isole di Ischia e Procida, ha collaborato dal 1980 al 2002 come free lance fra l’altro a “ Il Mattino”, “Il settimanale d’ Ischia”, “ Il Golfo” e scritto sul “ Corriere del Mezzogiorno” su “ La Repubblica”.E’ stato presidente dell’Associazione della Stampa delle isole di Ischia e Procida dal 1986 al 1994 e Presidente del Centro Studi su l’ isola d’ Ischia.Ha fondato nel 1999 il Museo Civico di Casamicciola Terme del quale è stato direttore onorario fino al 2004. E’ stato consigliere comunale di Casamicciola Terme del PSI dal 1975 al 1983. Dal 2002 è direttore del Centro per l’Impiego di Ischia.
Una mia fotografia la si può trovare su la mia presentazione su tesionline.it alla ricerca Giuseppe Mazzella su Virgilio.Posts (40)Published: Saturday March 6th, 2010Posted in: Cultura, I personaggi e la storia dell'isola d'IschiaTags: Cultura, I personaggi e la storia dell'isola d'Ischia 
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Giuseppe Mazzella, 61 anni, laureato in scienze politiche, giornalista e funzionario pubblico. E’ stato dal 1973 al 1975 redattore capo e direttore de “ Il Giornale d’ Ischia” fondato da Franco Conte; dal 1976 al 2001 responsabile dell’Ufficio Stampa della Provincia di Napoli; dal 1980 al 2006 è stato corrispondente dell’ANSA dalle isole di Ischia e Procida, ha collaborato dal 1980 al 2002 come free lance fra l’altro a “ Il Mattino”, “Il settimanale d’ Ischia”, “ Il Golfo” e scritto sul “ Corriere del Mezzogiorno” su “ La Repubblica”.E’ stato presidente dell’Associazione della Stampa delle isole di Ischia e Procida dal 1986 al 1994 e Presidente del Centro Studi su l’ isola d’ Ischia.Ha fondato nel 1999 il Museo Civico di Casamicciola Terme del quale è stato direttore onorario fino al 2004. E’ stato consigliere comunale di Casamicciola Terme del PSI dal 1975 al 1983. Dal 2002 è direttore del Centro per l’Impiego di Ischia.
Una mia fotografia la si può trovare su la mia presentazione su tesionline.it alla ricerca Giuseppe Mazzella su Virgilio.
Caro Giuseppe
L’ampio racconto storico non da elementi nuovi, ma chiude con un preannuncio, arrivo de’ “Il Giornale che avremmo voluto fare” La pubblica dialettica apporta confronto, in sintesi miglioramento sotto tutti i profili. In attesa un cordiale in bocca al lupo.
Carmine Castaldi
Ho letto con interesse la tua riflessione e la tua storia giornalistica. Io collaboro con un giornale locale (settimanale) e mi occupo più che altro di questioni ambientali, in particolare della intricatissima vicenda legata al disastro ambientale dell’Area Ex Enichem di Pieve Vergonte. Parecchi anni fa invece fui tra i promotori di una rivista trimestrale che si chiamava “Fogli Sensibili” ed aveva un taglio “più impegnato”. Mi occupai allora di carceri e detenuti politici, spazi sociali autogestiti, droghe e antiproibizionismo, laicità ed anticlericalismo. Conosco le vicende del Mondo solo indirettamente, anche per questioni anagrafiche, grazie all’assiduo ascolto di Radio Radicale. Penso che – come anche tu hai fatto – quando qualcuno si immagina di creare un “giornale” venga naturale ispirarsi a dei “modelli”. Oggi tutto è reso molto più problematico dalla rivoluzione digitale e informatica che ha reso la comunicazione capillare e “fast”. Secondo me potremmo oggi dire che questa “rivoluzione” ha separato nettamente la comunicazione delle “notizie”, dei “fatti in sé”, dal loro approfondimento, dal commento, dalla fine analisi teorica e disciplinare. Questo ha comportato aspetti positivi come la “gratuità” sostanziale ed il libero accesso a una infinità di informazioni in un canale orizzontale di libero scambio, ma ha anche comportato effetti deteriori come una difficoltà di tenuta della carta stampa e dei periodi di approfondimento. Un giornale come lo intendiamo noi – che sia strumento di una area liberalsocialista, laica, ecologista – dovrebbe avere una doppia caratteristica. In primo luogo: indagare la realtà (sociale, culturale, occupazionale) attraverso uno “scavo”, una attitudine alla inchiesta, una capacità di ascolto e resa delle storie orali. In secondo luogo: la caratteristica connotante riguarda la propensione alla analisi, alla riflessione teorica che elabori il materiale di inchiesta e lo trasformi in un “trattato in continua definizione sul mondo”. Di questo ci sarebbe bisogno, attingendo a quella capacità di leggere le cose in profondità che G. Bateson definirebbe “binoculare”, contrapposta cioè allo sguardo monoculare, che legge e descrive solo la “superficie” piatta e monodimensionale delle cose.