Presentazione del libro l’Attesa – di Santa Rossi

Venerdì 17, questa volta, per chi è scaramantico (io non lo sono affatto), non è stato un giorno infausto e triste, come lo è quasi sempre. In questa occasione, nell’ambito degli incontri che il presidente dell’Associazione Culturale Terra, Franco Iacono, organizza nell’Antica Libreria DSC_0034Mattera, ho avuto l’opportunità di conoscere altri quattro personaggi niente male. La serata è stata la prima dell’ottava edizione degli eventi culturali delle Cantine di Pietratorcia ed aveva come oggetto un tema importantissimo e delicatissimo che sta assumendo sempre più dimensioni evidenti nella nostra regione: la donazione- mercato clandestino degli organi.

Il tema della serata è la presentazione del libro edito da Massa Editore di Napoli : “L’Attesa” di Santa Rossi, che tratta dell’ultima parte della vita del suo uomo, Nicola, morto nella sfortunata e vana attesa di un trapianto epatico. Prima della presentazione del libro, si  è inaugurata nell’attigua Galleria EloArt la mostra personale “I Burka Invisibili” della stessa bravissima  Santa Rossi, una ventina di dipinti con una tecnica DSC_0027originalissima, pieni di colori e di donne stupende, circondate da un erotismo solare, in attesa dell’Amore.  Alla  presentazione del libro, su cui si è sviluppato un interessante e sempre più seguito dibattito, il nostro amato Pastore, P.Filippo Strofaldi, trapiantato epatico, il Prof. Fulvio Calise, primario chirurgia epatobiliare e trapianti di fegato dell’Ospedale A. Cardarelli di Napoli; il Prof. Alberto Marvaso, primario Chirurgia dell’Ospedale A.Rizzoli di Lacco Ameno, coordinato dal noto giornalista del Mattino di Napoli, Gigi di Fiore.

Dopo una breve introduzione di Vito Iacono, che ha recato il saluto ai prestigiosi partecipanti, c’è stata anche la presentazione di Franco Iacono, che ci ha ricordato anche i prossimi appuntamenti che  organizzerà tra l’Antica Libreria Mattera – Cantine di Pietratorcia in Forio, San Gaetano ed il Museo Pithaecusa di Villa Arbusto in Lacco Ameno. Il forbito e sempre preciso Gigi di Fiore ha tracciato un veloce ed esauriente quadro nell’ambito della nostra regione del delicato settore dei trapianti, che fortunatamente sta avendo un trend sempre più  positivo. E’ stata la volta poi del Prof. Marvaso, amato e stimato medico, apprezzato anche per la sua profonda umanità, che è rimasto molto affascinato dalla lettura  del libro di Santa Rossi, in cui l’autrice è diventata un tutt’uno con il suo grande amore, Nicola, che purtroppo non ha avuto la fortuna di sopravvivere all’Attesa. Marvaso ha messo inoltre l’accento sui molti incidenti stradali, anche mortali, che negli ultimi tempi stanno funestando la nostra terra, una volta isola felice. E’ stata la volta del racconto struggente che ci ha fatto il nostro Vescovo, che ha parlato della sua lunga Attesa, conclusasi  DSC_0058con un trapianto di un fegato che fu di un giovane, operazione avvenuta circa sei anni fa presso l’Ospedale Molinette di Torino. P. Filippo, come è sua natura, gioviale ed aperta, che noi abbiamo avuto modo di apprezzare nei suoi undici anni di vita da “compaesani”, qualche volta ci scherza su, dicendo che fra non molto compie sei anni, talmente è riuscita bene l’operazione. Ha voluto sottolineare il grande amore che rappresenta l’atto del donare, il vero amore, senza volto, che viene messo a disposizione del prossimo senza un ritorno venale, un corrispettivo tangibile, che va praticamente a realizzare l’essenza del Vangelo. Donare se stessi agli altri, senza alcuna logica utilitaristica. Il primario Fulvio Calise, fratello dell’altrettanto noto Mauro e nipote del grande Ugo Calise, dopo averci ricordato con grande affetto le sue origini ischitane, ci ha tracciato, in grandi linee, il delicato problema dei trapianti nella nostra DSC_0069regione, mettendo in rilievo i controlli assidui delle autorità sanitarie, escludendo in modo assoluto, almeno nel campo del fegato, l’esistenza di mercati clandestini di organi. Ci ha ricordato che in Campania ci stiamo allinendo alle medie nazionali, dopo un lungo periodo da ultimi della classe, evidenziando una notevole maturità nel nostro tessuto sociale, che va di pari passo con l’eccellenza raggiunta dalla sua equipe, di cu fa parte un altro valentissimo medico ischitano, Giangiacomo Monti. Sono già quaranta i trapianti eseguiti a tutt’oggi, contro i quarantaquattro di tutto l’anno scorso. Toccante ed impressionante  il breve video della durata di soli sette minuti, in cui è evidenziato in modo crudo gli effetti devastanti di un mancato donatore giovane e sano che poteva salvare la vita di uno sfortunato coetaneo.

Il Prof. Calise si è soffermato sul piccolo-grande libro della Rossi, un libro che tratta dell’Attesa che qualcuno muoia per darti la vita, come si vivono i lunghi momenti di sofferenza, di cure, di angosce. Mi ha colpito la fine della sua prefazione, quando ci dice che l’autrice ha capito che si può vivere su questo mondo contando anche sull’aiuto degli altri, mettendo in risalto il grande gesto di amore di donare la propria vita per gli altri.  L’autrice, Santa Rossi, ha concluso l’incontro, ricordandoci DSC_0076che è la prima volta che scrive e dipinge, e che fino a poco tempo fa faceva tutt’altra cosa, prima dell’Attesa che l’ha vista  co-protagonista insieme al suo immenso amore Nicola-Santa, che le ha cambiato radicalmente l’esistenza. E’ stato bello per me conoscere di persona questa bella cinquantenne, che non dimostra , che ha avuto la grande forza d’animo di seguire passo dopo passo tutto il divenire di una grave malattia che ha portato alla morte il suo uomo. Ha cambiato lavoro, abitudini, tutta la sua esistenza, pur di vedere realizzata, in modo positivo l’Attesa. Ma ciò non è accaduto, spontaneamente, e scrive questo picciolo- grande libro dedicandoselo per non morire.

Attraverso la lettura del suo breve manoscritto, siamo entrati in un mondo a noi del tutto sconosciuto e in cui conosci personaggi che quasi vivono in simbiosi, per un tratto della loro sfuggente vita che li rende irriconoscibili, cambiando i connotati, l’umore, il colore della pelle, in Attesa che qualcuno muoia e ti doni la sua vita. Concludendo, avrei trovato interessante che al seguitissimo evento, avessero preso la parola due giovani personaggi di Forio, presenti fra il folto pubblico: uno che ha concluso l’Attesa in modo positivo ed in breve tempo, il bravo e simpatico Giovanni Maresca, che però qualche tempo prima aveva perso, sempre per problemi epatici il giovane fratello Gerardo, altrettanto bravo e simpatico, e l’altro personaggio Vincenzo Savarese, in Attesa da tanto tempo, ed a cui  auguriamo che l’Attesa sia breve e si concluda come con Giovanni ed il Vescovo Strofaldi. Anch’io, qualche anno fa ho vissuto un qualcosa del genere, in full immersion con il mio amore, con una Attesa conclusasi nel peggiore dei modi, ma la fede mi ha fatto capire che al di là, se tutto va male, c’è comunque la luce, una grande luce che sconfigge il buio profondo. Anche questa serata ci ha fatto sentire, alla fine, un po’ più ricchi, facendoci riflettere su un problema tanto serio quanto grave che può toccare ognuno di noi da un momento all’altro. Perciò ascoltiamo l’appello del prof. Calise, consultando anche il sito: www.donagliorgani.it.

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Gerardo Calise Gerardo Calise