Pasqua 2009 a Forio

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Anche quest’anno, come da antica tradizione, la Pasqua foriana ha mantenuto fede ai suoi vecchi riti religiosi che hanno origine antichissima.

La Madonna Addolorata

Si entra nell’atmosfera pasquale 17 giorni prima della domenica di Resurrezione con la DSC_0120.JPGintronizzazione della bellissima e preziosa effigie della Madonna Addolorata che si venera nella chiesa parrocchiale di S.Sebastiano M. sita  nel cuore di Forio. Una settimana dopo, il venerdì delle Palme, sesto di Quaresima, la statua  viene portata in processione per tutte le strade principali del paese, e quest’anno, grazie anche ad un clima finalmente primaverile, c’è stata una foltissima partecipazione popolare. Mai avevo visto tanto pubblico, soprattutto giovane, seguire quasi per intero la lunga processione, segno tangibile che qualcosa incomincia a cambiare nelle giovani leve, incoraggiati anche dalle ultime  consacrazioni di novelli sacerdoti, che viva Iddio, sono venute come manna divina a dare nuovo vigore alla nostra famiglia cattolica. Volevo ricordare che questa processione è molto antica, e la gente di Forio è particolarmente devota alla Madonna dei Sette Dolori, che esprime in modo vero la partecipazione della Passione di Cristo.

Actus Tragicus

DSC_0295.JPGPassione di Cristo che è magistralmente rappresentata dall’Associazione Actus Tragicus, che dal lontano 1982 mette in scena l’Atto Tragico della morte di Cristo. L’associazione è nata da una formidabile idea di Agostino Patalano, vero nume tutelare di questo  che è diventato un vanto per l’Isola intera, avendo raggiunto in 27 anni di vita un picco di eccellenza difficilmente riscontrabile in altre formazioni similari. Il noto artista foriano difatti è non solo l’ideatore, ma il curatore, lo sceneggiatore, autore e regista di questo avvenimento che attira tanto pubblico da tutta l’Isola e non solo, rappresentando anche un notevole richiamo turistico per tanta gente che scadenza le proprie ferie per partecipare all’evento, ormai tradizionale per molti di loro.

La funzione inizia alle porte del paese, sul P.le C.Colombo dove con cinque scene vengono DSC_0070.JPGrappresentati : l’Ultima Cena, con l’istituzione della S.Eucarestia; la preghiera nell’Orto degli ulivi, dove Gesù viene tradito da Giuda, che andrà ad impiccarsi; la condanna del Sinedrio dei sommi sacerdoti, capeggiata da Caifa; il processo farsa davanti a Ponzio Pilato ed infine  la cruenta flagellazione, eseguita dai fratelli Castaldi, due autentici gladiatori, che fanno rivivere dal vivo la tremenda sofferenza di Cristo. Il “poverocristo”, è il caso di dirlo, è stato interpretato per la tredicesima  volta consecutiva, dal sempre più convincente Franco “mericano” Castaldi, che di mestiere putroppo non fa l’attore, DSC_0213.JPGavrebbe guadagnato tanti soldi! Come siano riusciti ad entrare così bene nelle parti i vari attori, quali Pasquale Matarese, Gigino Cardola, Peppino Piro, Gianni, Vito, Franco, Restituto, Michelino, Bebè, li vorrei nominare tutti, è un vero mistero.  E’ anche vero che molti di loro fanno queste parti ormai da tanti anni, ma per me resta un fatto strabiliante vedere che la Madonna, M. Cristina Mattera, riesca a piangere davvero lacrime amare, contaggiandoci con il suo dolore “vero”. La stessa cosa dicasi per la sorella, M. Concetta e l’amica, Sabrina Verde, le altre due Marie, che sono riuscite ad entrare nei personaggi, in modo fantastico.

Quest’anno, su invito di Agostino Patalano, ho avuto l’onore di partecipare anche alle prove svoltesi nella sagrestia della Chiesina delle Rose: vi assicuro che è stata una esperienza unica e bellissima, specialmente quando non si era ancora certi di farla questa edizione. Tanti, non, solo tra gli attori principali, avevano  paventato la possibilità di autotassarsi e mettere mano alla propria tasca, pur di farla, dimostrando un senso di attaccamento alla causa non comune. Per chi non avesse avuto ancora il piacere di vedere l’Actus Tragicus, è consigliato vivamente di farlo l’anno prossimo. Vedrà con i propri occhi che spettacolo bello sono le cadute lungo le strade principali, la scena del Cireneo che è costretto a portare, anche se per poco la croce; la pietà della Veronica che asciuga il volto di Cristo; l’amore delle pie donne, i tanti figuranti vestiti da soldati, centurioni e da povera gente del popolo di 2000 anni fa. Respirare la profonda emozione della crocefissione, della morte di Cristo, accompagnata da effetti visivi e suoni  da brividi veri. E quanta emozione genera la deposizione con la scena delle tre Marie e di Giovanni e Giacomo che diventano un corpo solo con il Cristo Morto. Una scena che ti rimane impressa, talmente è toccante, vera e piena di significato. Come dicevo, vorrei citare tutti i partecipanti, tanti dei quali giovanissimi e che superano in tutto le 150 unità, che come avete saputo, pur di partecipare a questo evento che considerano proprio, pagherebbero, DSC_0405.JPGfelici di fare parte integrante di questa bella realtà che si è venuta formando attraverso tanti anni, con cambiamenti ed aggiustamenti, durante il percorso, che hanno migliorato ancora di più il prodotto finale. Volevo rimarcare il luogo dove si svolge questa toccante scena finale: il Piazzale  Giovanni Paolo II al Soccorso, un luogo che sembra fatto apposta per ospitare  la fase finale di questa Via Crucis laica talmente somiglia alla Collina del Cranio, detto Golgota!

La Corsa dell’Angelo

DSC_0034.JPGLa terza manifestazione pasquale foriana, sicuramente la più allegra, è la Corsa dell’Angelo, di plurisecolare memoria, autentica tradizione popolare che coinvolge tutta la gente di Forio. Si svolge giusto al centro del Corso principale e rappresenta la rievocazione  dell’annunzio da parte dell’Angelo, alla Madonna, della Resurrezione di Gesù, che attira l’attenzione di Maria con tre lunghe corse lungo il Corso. Alla terza, Maria portatasi al centro del percorso, “vede” Gesù Risorto e gli corre incontro. La funzione ricalca, da tantissimi anni, un preciso cerimoniale  liturgico, che vede portatori, addetti alla sicurezza della corsa, corridori, cantori, schierati ai due capi del percorso, che ricalcano antichissime tradizioni di pescatori nella parte occidentale o superiore del Corso, ed in quella orientale fatta di gente della terra, in mezzo il foltissimo pubblico, che assiste assiepato, sballottato ma felice di partecipare al lieto evento. Ovviamente gli anni hanno, come è giusto che sia, modificato e non poco la composizione dei cantanti, dei direttori degli inchini e del corso dei portatori dell’Angelo, ma in linea di massima le tradizioni sono fatte salve e i vecchiDSC_0172.JPG “diritti” vengono rispettati. I diritti riguardano le persone che devono portare o far correre l’Angelo, il pesante stendardo, le statue, la croce e tanti altri dettagli che riguardano tutto il cerimoniale che si conclude con i tre inchini, davanti al Cristo Risorto, del lungo stendardo, le cui piume  poste alla sua sommità, non devono toccare per terra, altrimenti l’anno successivo non potrà fregiarsi di essere il portatore dello stendardo stesso.

Quest’anno il tempo è stato veramente bello, favorendo un grandissimo flusso di pubblico che è scoppiato di gioia con un fragoroso applauso all’atto dell’apoteosi finale, quando il velo che copriva il volto della Madonna è volato via, ed insieme ad esso una grande quantità di coriandoli, colombi, spari, con le campane che suonavano a distesa annunziando la Resurrezione di Gesù.

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Gerardo Calise Gerardo Calise