Casamicciola o la Memoria Negata

Caro Direttore,

si tenne sabato 6 marzo 1999 – dieci anni fa – la presentazione della monografia sul terremoto di Casamiccioila del 28 luglio 1883. Ritengo opportuno riproporre il mio intervento introduttivo a quella manifestazione dopo un “dibattito d’estate” nel 2008 sul ” Corriere del Mezzogiorno” ( circa 30 interventi ) ed un dibattito permanente su ” Il Golfo” sul futuro economico e sociale dell’ isola d’ Ischia in modo che si possa tracciare un bilancio: quanto è stato fatto? Quanto non è stato fatto? Quanto si poteva fare ? Quanto e quando si potrà fare ?

Intervento introduttivo del giornalista Giuseppe Mazzella alla manifestazione di presentazione della monografia del Servizio Sismico Nazionale ” Il terremoto del 28 luglio 1883 a Casamicciola nell’isola d’Ischia” – Casamicciola Terme – Piazza dei Bagni del Gurgitello – Hotel Manzi – sabato 6 marzo 1999 ore 10 –

Signore e Signori,

sono particolarmente lusingato ed onorato di moderare questa importantissima manifestazione di presentazione del lavoro monografico del Servizio Sismico Nazionale sul terremoto di Casamicciola nell’isola d’Ischia del 28 luglio 1883 per indicazione del direttore del Servizio Sismico Nazionale, dottor Roberto De Marco.

Sono lusingato per la mia qualità di responsabile dell’Ufficio Stampa e Comunicazione della Provincia di Napoli che ha potuto constatare l’impegno enorme del nostro Presidente, prof. Amato Lamberti, in questi 4 anni per diffondere concretamente la cultura della legalità e della vivibilità con un forte recupero della naturale vocazione economica con la valorizzazione di tutto il suo incommensurabile patrimonio naturale ed artistico della nostra area napoletana in tutte le località dei 92 Comuni della Provincia di Napoli proponendo e sostenendo una concreta concertazione fra tutte le Istituzioni locali utilizzando tutta la strumentazione della programmazione negoziata e facendo della Provincia – restituita al suo prestigio antico e completamente modernizzata nei suoi apparati – l’Ente locale che fa da cerniera tra il Comune e la Regione nella prospettiva di un’Italia Federale, democratica ed Europea.

Questo impegno costante del prof. Lamberti viene confermato anche oggi con la sua presenza questa mattina a questa manifestazione alla quale ha concesso il suo Patrocinio disponendo che l’ Ufficio Stampa e Comunicazione fornisse tutta la sua collaborazione istituzionale.

Sono onorato perchè sono figlio di questa Terra, l’ isola d’ Ischia e di questo Paese, Casamicciola Terme, ai quali ho dedicato tanta parte del mio impegno civile soprattutto come pubblicista che ha avuto dei Maestri e dei colleghi di grande spessore alcuni dei quali appaiono con le loro opere nella ricca bibliografia del volume fra i 251 autori citati.

Sono onorato di utilizzare la mia voce a nome di quanti – ieri ed oggi hanno scritto di questa isola così ricca di testimonianze storiche come se fosse al centro del Mondo – per esprimere al direttore del Servizio Sismico Nazionale, dottor Roberto De Marco, agli autori della monografia professori Giuseppe Luongo, Ilia Delizia ed Ugo Leone dell’ Università Federico II di Napoli, dottoressa Elena Cubellis dell’ Osservatorio Vesuviano, prof.Ugo Vuoso dell’ Università di Salerno, dottor Gaetano Fiorentino, collezionista e storico della fotografia, dottori Danila Abbruzzese, Sergio Castenetto, Marcella Rebuffat e Mirella Sebastiano del Servizio Sismico Nazionale, la profonda riconoscenza per questo lavoro di completa ricostruzione della memoria storica del nostro Paese che nel secolo 19simo fu colpito da ben 6 terremoti il primo nel 1828, 8°- 9° scala Mercalli, 30 morti;1841, 7° grado, nessun morto ma lesioni agli edifici,1863, 7° grado, nessun morto ma danni agli edifici,1867, 6°-7°, lievi danni agli edifici,1881, 9° grado, 126 morti, molti feriti, crolli a Casamicciola e Lacco Ameno ed infine 28 luglio 1883, 11° grado scala Mercalli, 2.333 morti di cui 625 forestieri cioè un forestiero villeggiante ogni 4 cittadini residenti, 762 feriti, 672 abitazioni crollate ( praticamente tutto l’ abitato) fra i quali i 15 alberghi alcuni dalla denominazione esotica in lingua francese allora dominante – come il Grand Hotel des Etrangers- ed altri con quella mutuata dai luoghi come la Piccola Sentinella e la Gran Sentinella che già nel ‘ 700 trovavano posto nella guidistica del tempo per i loro ” comodi di vita” e tutti gli stabilimenti termali fra i quali quelli di Luigi Manzi e dell’ Ente Pio Monte della Misericordia che nel 1604 con la costruzione del primo ospizio aveva dato avvio alla prima forma di termalismo sociale d’ Europa – proprio in questa Piazza dei Bagni del Gurgitello attingendo le acque termali da quella fonte che Giulio Jasolino, il medico calabrese alla corte napoletana che con la sua opera sulle acque termali di Pitecusa oggi detta Ischia del 1588 aveva dato nuova vita ai bagni di Ischia , aveva definito la migliore ” quella che aveva felicemente esperimentato” come egli stesso scrive.

Alle nove di sera di quel sabato 28 luglio 1883 in 13 secondi scomparve un Paese che per due secoli veniva considerato una delle stazioni balneari e termali più importanti d’Europa.L’ impatto emotivo fu enorme in tutto il mondo.

Casamicciola apparve sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo e tenne banco per oltre un mese.La gara di solidarietà per aiutare la popolazione colpita e per ricostruire Casamicciola fu eccezionale.

La monografia recensisce ben 60 testate italiane e straniere fra i quali ” le soir” di Parigi, il ” sole” di Milano, ” Il Messaggero” di Roma e naturalmente Il Pungolo di Napoli diretto dal deputato De’ Zerbi che condusse una battaglia giornalistica costante per salvare e ricostruire Casamicciola che subito dopo il disastro il Ministro dei Lavori Pubblici Genala voleva ricoprire interamente con la calce.L’ evento di Casamicciola segna anche l’ avvento del moderno strumento della fotografia per documentare i grandi fatti della cronaca.

Se il nostro Paese scomparve nacque proprio da Casamicciola una nuova coscienza nazionale.Fu la prima grande catastrofe con la quale dovette confrontarsi e misurare la sua efficienza il giovane Stato Unitario ed il Re Umberto I di Savoia venne personalmente ai primi di agosto per verificare come funzionavano i soccorsi e come avviare la ripresa.

L’ evento di Casamicciola costituì l’ avvio nel giovane Regno d’ Italia di una legislazione anti-sismica. Proprio da Casamicciola comincia a prendere valore la scienza della Geofisica.Nacque un Osservatorio Geodinamico per iniziativa del Governo diretto fino al 1923 quando fu soppresso dall’ autodidatta triestino Giulio Grablovitz.Fu avviata una ricostruziuone fondata sui Rioni baraccati ed il provvisorio diventò definitivo.Si avviò anche una pianificazione territoriale con il primo piano regolatore e nacque anche quella che Ilia Delizia definisce nel volume ” l’ indifferenza per le memorie del proprio passato, spazzate via senza lasciare alcuna traccia della loro storia”

La monografia ricostruisce non solo l’ evento del terremoto ma sviluppa anche il contesto sociale ed economico oltre ad offrire un rigoroso esame geofisico.Ci spiega come era questo Paese prima del terremoto, come viveva la sua gente con le sue 45 mattonaie, e come fu ricostruito non solo il tessuto urbano ma anche il suo sistema economico imperniato sul termalismo.Svolse un ruolo decisivo per la ripresa economica l’ Ente Pio Monte della Misericordia di Napoli che ricostruì un nuovo grandioso complesso in più ” ferma sede” come ricordava una lapide in località Marina legato da un acquedotto di 300 metri con le storiche fonti e le fangaie di Piazza dei Bagni.Costò 10 miliardi di oggi, poteva accogliere 300 curandi, dava lavoro a circa 200 famiglie di Casamicciola, fu inaugurato soltanto 12 anni dopo il sisma esattamente ” lo stesso giorno dello stesso mese” come ancora una volta ricordava una lapide.Lo Stato sperimentò anche per la prima volta gli aiuti economici agli imprenditori per la ricostruzione e dei contributi ne beneficiarono sia l’ Ente Pio Monte della Misericordia che Luigi Manzi.

La monografia di ben 298 pagine, ricchissima di fotografie e documenti moltissimi inediti, spiega tutto questo.Gli 8 studiosi che ci hanno lavorato hanno consultato 26 archivi fra pubblici e privati e moltissimo materiale raccolto non ha potuto trovare spazio nella pubblicazione ma è consultabile presso il Centro di Documentazione del Servizio Sismico Nazionale.

Il Servizio Sismico Nazionale ha voluto anche donare a tutti i partecipanti a questa manifestazione, a tutti i cittadini che ne faranno richiesta, il bellissimo poster che riproduce un dipinto di Joseph Rebell del 1813 che ritrare Piazza Majo, allora il centro del Paese con la sua bellissima chiesa -cattedrale andata distrutta dal terremoto del 1883 quasi per sollecitarci ad amare ancor di più il nostro Paese dandoci non solo la parola scritta ma anche l’ immagine antica irripetibile.

Per questo lavoro così prezioso tale da costituire non solo il punto di partenza per la diffusione di una solida ” cultura della sicurezza” in tutta la nostra isola d’ Ischia che è diventata – con i suoi 40 mila posti letto – la prima località turistica della Campania ma il primo fondamentale nucleo per la realizzazione di un Museo Civico della nostra Casamicciola, la più antica cittadina termale dell’ isola,ho proposto al sindaco Arnaldo Ferrandino che ad essi venga concessa la cittadinanza onoraria del nostro Comune come testimonianza collettiva della nostra riconoscenza e del nostro ringraziamento.

Questo lavoro – a confronto di quello che oggi si vede a Casamicciola – fa emergere come sia stata negata dagli eventi e dagli uomini la memoria storica al nostro Paese. Perfino della ” seconda Ricostruzione”, della ” Seconda Rinascita” dopo i terremoti del 1881 e del 1883.Sono andati perduti i luoghi-simbolo della ” Seconda Rinascita”.

L’ Osservatorio Geodinamico – sorto all’ indomani del sisma – è chiuso ed in rovina dal 1928, data della morte del Grablovitz,e dopo un tentativo fallito di ripristino nel 1985 nonostante gli appelli trentennali del prof. Cristofaro Mennella ultimo direttore onorario fino alla morte nel 1976 attende ancora un suo ritorno completo, organico e denifitivo all’ attività scientifica.Il monumentale complesso del Pio Monte della Misericordia è dismesso dal 1973 cioè 26 anni ed è ormai in rovina dopo una vergognosa opera vandalica di spolizione ed è al centro di una complessa vicenda giudiziaria con 4 società private che si contendono il diritto di superficie per 50 anni concesso per la crisi finanziaria ed istituzionale di quell’ ente benefico di diritto privato nel 1984 ad una società privata con appena 210 milioni di capitale sociale.Negli ultimi 10 anni almeno 10 attività alberghiero-termali per motivazioni del tutto estranee alle regole della redditività aziendale sono state chiuse e dismesse sottraendo al sistema produttivo posti letto e posti di lavoro e provocando anche una dismissione dell’ indotto commerciale poichè almeno 10 attività sono state chiuse in questa storica Piazza dei Bagni del Gurgitello.Eppure la ricostruzione economica c’ è stata comunque.Casamicciola attualmente dispone di 3.262 posti letto negli esercizi alberghieri e 3.911 in quelli extra-alberghieri che ne fanno la terza località dell’ isola per ricettività dopo Ischia e Forio.

La situazione di Casamicciola richiede quindi un forte impegno civile per avviare una ” terza rinascita” e poichè non sono bastati gli appelli, le sottoscrizioni popolari che avviammo fin dal 1987, gli articoli di denuncia sui giornali locali e nazionali contro le lottizzazioni e gli sprechi, abbiamo pensato che occorresse costituire uno strumento economico di diritto privato come una società di capitale per avviare la terza rinascita utilizzando tutta la strumentazione della programmazione negoziata, la nuova politica del Governo e dell’ Unione Europea per aiutare le aree in crisi di sviluppo, così abbiamo dato vita alla società Therme di Casamicciola che abbiamo costituito con procedura di evidenza pubblica il 27 ottobre 1997 con gli obiettivi di coniugare la riscoperta della memoria storica con il ritorno al sistema turistico-termale-commerciale di tutte le strutture dismesse.Questo progetto richiede un impegno enorme ed una nuova solidarietà nazionale ed europea ora come allora ma se i nostri Precursori hanno saputo ricostruire con l’ aiuto esterno il nostro Paese se sappiamo cogliere a pieno le nuove opportunità che ci vengono date dal Governo , dall’ Unione Europea, dalla Regione e dalla Provincia, possiamo riuscire nell’ impresa nell’ interesse soprattutto delle generazioni future senza alcun interesse personale anche ridefinendo la politica che uscita dalle contrapposizioni ideologiche deve ritrovare la concretezza della polis e della cittadinanza così come la polemica personalistica si deve trasformare in critica contenutistica affinchè Casamicciola ritorni compiutamente la ” cittadina del benessere” che distribuisce salute ai suoi ospiti.

Mi sia consentito infine con le parole di un mio Maestro che è stato Maestro per tre generazioni di studenti non solo nelle aule del liceo classico Scotti ma in quelle della società civile – ed è qui che sono stato suo allievo – con le sue conferenze ed i suoi interventi, chiudere sottolineando quanto sia importante recuperare il passato per costruire l’ avvenire.

Il prof. Edoardo Malagoli in una intervista – documento che mi rilasciò nel 1987 e che gli amici del circolo Sadoul hanno voluto raccogliere nel volume a lui dedicato per i suoi 80 anni dove sono raccolti alcuni suoi interventi sulla tradizione culturale ed artistica dell’ isola d’ Ischia alla mia domanda su quale futuro attende la nostra isola così mi rispose:

” Il futuro è certamente affidato ad orizzonti più vasti e direi che l’ isola si dovrà ” italianizzare” nel senso più alto cioè dovrà prendere gli aspetti più positivi, più stimolanti, di cui l’ Italia è capace e nello stesso tempo si dovrà ” europeizzare” sempre di più, il che non significa imparare semplicemente le lingue straniere che servono per il turismo ma farsi una mentalità veramente ” planetaria” il che non vuole significare uscire dal ” provincialismo” o dal ” paesismo” perchè tanto più si è moderni tanto più si è capaci ed aperti al futuro quanto più si è fedeli osservanti e memori delle proprie tradizioni.Una modernità senza radici è una falsa modernità.L’ impegno degli ischitani dovrebbe essere quello di conoscere meglio la loro lunga storica, la loro grande storia, che ha pagine ricchissime, di luci e di ombre, come ogni storia vivente, per poter meglio aprirsi alla storia ” in fieri” che è storia Europea”.

A proposito dell'autore

Giuseppe Mazzella Giuseppe Mazzella, 61 anni, laureato in scienze politiche, giornalista e funzionario pubblico. E’ stato dal 1973 al 1975 redattore capo e direttore de “ Il Giornale d’ Ischia” fondato da Franco Conte; dal 1976 al 2001 responsabile dell’Ufficio Stampa della Provincia di Napoli; dal 1980 al 2006 è stato corrispondente dell’ANSA dalle isole di Ischia e Procida, ha collaborato dal 1980 al 2002 come free lance fra l’altro a “ Il Mattino”, “Il settimanale d’ Ischia”, “ Il Golfo” e scritto sul “ Corriere del Mezzogiorno” su “ La Repubblica”.E’ stato presidente dell’Associazione della Stampa delle isole di Ischia e Procida dal 1986 al 1994 e Presidente del Centro Studi su l’ isola d’ Ischia.Ha fondato nel 1999 il Museo Civico di Casamicciola Terme del quale è stato direttore onorario fino al 2004. E’ stato consigliere comunale di Casamicciola Terme del PSI dal 1975 al 1983. Dal 2002 è direttore del Centro per l’Impiego di Ischia. Una mia fotografia la si può trovare su la mia presentazione su tesionline.it alla ricerca Giuseppe Mazzella su Virgilio.