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Anche il futuro dei giornali locali è nell’autorevolezza

<!--:it-->Anche il futuro dei giornali locali  è nell’autorevolezza<!--:-->

I giornali dovranno puntare sulla “qualità” e sulla “autorevolezza” – stampa scritta e Web devono essere interdipendenti – quali prospettive per il presente ed il futuro del quotidiano locale?

“I Giornali non moriranno purché puntino sulla qualità e sulla autorevolezza e in un’epoca lontana, non so quando, sarà possibile un ritorno della carta stampata come protagonista”. Lo ha affermato Walter Isaacson, 58 anni, americano, ex direttore di “Time Magazine”, ex amministratore delegato della CNN che il Presidente degli USA, Barack Obama, ha posto alla presidenza del Broadcasting Board of Governor.

Isaacson – parlando a Roma nel corso di un meeting internazionale – ha aggiunto che “il fenomeno di Internet non è contenibile ed è destinato a forzare ogni barriera di arresto così come ad allargare a dismisura l’informazione di massa”. Ma, ha detto ancora Isaacson, il problema dell’informazione su Internet “è e resterà l’autorevolezza, la reputazione di chi scrive, la credibilità delle fonti”.

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Isole nella Corrente

<!--:it-->Isole nella Corrente<!--:-->

La Rassegna d’Ischia, pubblica – nel n.5 del mese di ottobre 2010, presente nelle edicole dell’isola d’Ischia – l’ampio servizio su “Ventotene, l’isola di Altiero”, a firma congiunta di Gianni Vuoso e Giuseppe Mazzella che fa seguito a quello realizzato lo scorso anno su “Ponza, l’altra Ischia”. Abbiamo in animo di proseguire l’analisi anche con un servizio su Capri ed un altro su Procida. Il metodo che ci ispira è quello di Fernand Braudel (1902 – 1985), il grande storico francese, direttore de “Les Annales”, secondo il quale la vita e il divenire dell’uomo devono essere colti dal maggior numero di punti di vista possibile: sociologia e antropologia, geografia, demografia ed economia ci permettono di vedere le diverse dimensioni dell’azione dell’uomo e delle collettività e ci consentono di costruire una storia più concreta e coerente.

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ISCHIA, un sistema economico e sociale da salvare

<!--:it-->ISCHIA, un sistema economico e sociale da salvare<!--:-->

Come “ incanalare la pressione storica dello sviluppo” in un’isola legalmente ipervincolata da 70 anni? Il racconto della mancata Pianificazione Territoriale dal 1962 ad oggi – Attualmente ci sono 2.993 imprese di cui 853 alberghi e ristoranti e 13 mila lavoratori iscritti al Centro per l’Impiego con 3.200 studenti delle Superiori e 500 diplomati ogni anno – Una flessione del 30% dei turisti rispetto al 2009 – Un Comune Unico per Ischia ed una “Legge Speciale” per “sanare” l’urbanizzazione realizzata ed avviare una “Programmazione Possibile” – Dopo la Macelleria Edilizia arriveranno quelle Economica e Sociale – L’ipotesi di un nuovo distretto turistico da Capri a Ponza –

di Giuseppe Mazzella

Sulla vicenda degli abbattimenti di case abusive nell’isola d’Ischia forse è opportuno rimarcare che l’isola d’Ischia è “ ipervincolata” da almeno settanta anni. Cioè dalle leggi n. 1089 e 1497 del 1939 senza contare i vincoli idrogeologico, sismico, stradale, marittimo, cimiteriale e se questa enormità di leggi vincolistiche fosse stata rigorosamente applicata l’isola non avrebbe potuto avere la consistenza edilizia di 69.560 vani al 1981 – dato della ricerca degli studiosi ischitani Francesco Rispoli e Sebastiano Conte del 1984 – e non avrebbe oggi la consistenza economica di 2.993 imprese iscritte alla Camera di Commercio di cui 853 alberghi e ristoranti con una ricettività di almeno 40 mila posti-letto ed una forza lavoro disponibile di almeno 13 mila lavoratori di cui almeno 1000 extra-comunitari che rappresentano 34 nazioni ed alla quale fa riscontro una “offerta formativa” di 4 Istituti Superiori per 13 indirizzi con una popolazione studentesca di 3.200 alunni che produce ogni anno almeno 500 diplomati.

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Una Legge Speciale per le Isole Minori della Campania ed un nuovo Piano Paesistico – Un ruolo di investitore istituzionale della Provincia nelle STU

<!--:it-->Una Legge Speciale per le Isole Minori della Campania ed un nuovo Piano Paesistico – Un ruolo di investitore istituzionale della Provincia nelle STU <!--:-->

“Documento os.i.s. sulla situazione normativo-urbanistica che si e` venuta a creare sull’isola d’ischia, anche a seguito del decreto governativo del 23/4/2010.”

L’ Osservatorio sui fenomeni socio-economici dell’ Isola d’ Ischia – OS.I.S: Onlus, registra con amarezza l’esito negativo, in materia di edilizia, sortito da azioni politiche e di movimenti popolari, confuse e avventate.

Chi ha ritenuto di puntare tutte le carte (per una sanatoria straordinaria che salvaguardasse le costruzioni abusive isolane dagli abbattimenti) sulla incostituzionalità` della mancata estensione del terzo condono alla Regione Campania, e` stato servito dal Governo. Il decreto governativo del 23/4/2010 infatti elimina questa incostituzionalità`, riaprendo il condono (per le prime case) alla Campania, ad eccezione delle zone vincolate e sospendendo gli abbattimenti fino al 30/6/2011. Infatti non e` certo incostituzionale fare distinzione tra zone soggette a vincolo e zone che non lo sono.

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La guerra dei Manifesti da Capri ad Ischia passando per Positano

<!--:it-->La guerra dei Manifesti da Capri ad Ischia passando per Positano <!--:-->

C’è una guerra dei Manifesti cioè delle “dichiarazioni solenni”, di quello che si dovrebbe fare nelle più importanti località turistiche della Campania al tempo della nuova globalizzazione, della competizione o concorrenza turistica mondiale, della recessione dell’economia. E’ una guerra del tutto similare a quella che i vari candidati fanno durante le campagne elettorali imbrattando, attraverso i loro attacchini, i muri delle città e dei paesi. Belle parole, grandi slogan, molto fumo poco arrosto.

Anche Capri, l’isola Azzurra, ha il suo Manifesto programmatico. Lo hanno commissionato nientemeno che al Censis, il più importante Istituto di ricerca negli studi sociali, i due Comuni, Capri ed Anacapri, dell’isola Azzurra – cara a Munthe e Malaparte ed a tanti altri intellettuali che hanno creato il Mito di Capri – in collaborazione con 4 associazioni di categoria e con la Fondazione Capri Excelence costituita da facoltosi imprenditori locali con l’obiettivo di realizzare Grandi Eventi.

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